La donazione era prevista per giovedì, ma a causa di un cliente che viene in sede dove lavoro, sono riuscita ad anticiparla oggi. Sono alcune notti che ho dei sonni agitati e mi sveglio stanca, questa mattina la sveglia poi era alle 6:30 per prepararmi, anche se la donazione è alle 8:00, devo essere in ospedale prima e l’ultima volta c’era traffico.
Tutto bene, quando ho consegnato la tessera delle donazioni le ho contate e con quella di oggi sono venti!
Ho iniziato tardi a donare, ci ho pensato per anni rimandando sempre, ma dopo il coming-out mi sono decisa. Quando avevo il codice fiscale maschile facevo quattro donazioni all’anno, ma dopo il cambio del nome, come donna, ora ne faccio solo due.
Circa venti giorni dopo la donazione avrò le analisi, utili per verificare il mio stato di salute e potrà anche essermi utile come “fotografia” degli ultimi giorni con il sesso maschile.
Il medico che ha fatto la prima visita e l’infermiera hanno ripetuto spesso la parola “signora”, cosa che dovrebbe essere normale, ma che in realtà mi ha ricordato le prime volte dove andando in ospedale avevo grandi timori, infondati. L’unica cosa che succedeva era che l’infermiera mi chiedeva sottovoce di ripetere nome e data di nascita, che erano al maschile.
Ora fila tutto liscio e devo dire che sono davvero a mio agio.

Terminata la donazione ho fatto la piccola colazione che mettono a disposizione e nel mentre è arrivata una signora che mi ha salutata, ho realizzato solo più tardi che è una dei responsabili AVIS di paese. Lei ha fatto ben 104 donazioni!
Quando anche lei ha completato la donazione siamo rimaste a parlare, la mia colazione all’ospedale e super lenta, e lei sapeva dell’operazione. Mi chiedo quanti in paese ne sono a conoscenza…in realtà non è importante.
L’ho salutata e mi sono diretta verso casa per dormire, ma prima sono andata a fare il pieno dell’auto che si è quasi fermata in strada, andava pianissimo e non accellerava. Per fortuna non si è spenta e sono arrivata al distributore commutando l’alimentazione da GPL a benzina. E’ ripartita, ma è rimasta una spia arancione accesa sul cruscotto. Può indicare tante cose e solo in assistenza si può saperlo.
Arrivata a casa ho lasciato l’auto fuori dal garage, nel parcheggio antistante il palazzo, come precauzione nel caso non ripartisse (tirarla su dallo scivolo che fa una curva credo sia impossibile anche per un carro attrezzi). Nel pomeriggio sono scesa ad accenderla e per fortuna la spia si è spenta, ci manca solo di dover spendere dei soldi in riparazione prima di partire per Madrid.
Ho dormito quasi tutto il giorno (la donazione viene pagata come giorno lavorativo), mangiato e bevuto tantissimo. Prima di iniziare la terapia ormonale sostitutiva, dopo la donazione non andavo KO, ma dopo un anno ho iniziato a stancarmi. Sarà anche l’età?
Simplified Summary
Oggi ho anticipato la donazione di sangue: con questa sono arrivata a quota venti. Ho iniziato solo dopo il coming out: da “uomo” donavo quattro volte l’anno, ora come donna posso farlo due. Le analisi tra venti giorni saranno una fotografia utile del mio stato di salute prima dell’operazione. Il medico e l’infermiera mi hanno chiamata sempre “signora”, segno che ormai fila tutto liscio. Ho incontrato una responsabile AVIS con 104 donazioni: ci siamo fermate a parlare. Piccolo imprevisto con l’auto che ha acceso una spia, ma per fortuna si è risolto. Il resto della giornata l’ho passato dormendo e reintegrando: la donazione oggi mi ha davvero stancata.
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