Ieri pomeriggio ho partecipato alla caccia al tesoro organizzata dalla mia ex insegnante di Pilates, una scusa per rendere partecipi gli alunni e i loro figli per l’apertura della nuova sede.
C’era anche la mamma della mia amica transgender, che mi aveva consigliato la clinica a Madrid. Parlando con la mamma, non so bene come, mi ha accennato qualcosa che aveva a che fare con l’ambasciata italiana a Madrid.
Lei ha dovuto tribolare parecchio per farsi vidimare e produrre alcuni documenti indispensabili per ottenere il rimborso parziale da parte della Regione Lombardia delle spese della chirurgia.
Pensavo di aver completato tutte le cose da fare, e questa mi ha gettato un attimino nel panico, anche perché andrò da sola e non ho idea in che condizioni sarò per andare in giro (anche se con i taxi).
Questa mattina ho scritto alla AST Treviglio chiedendo conferma di questa cosa: mi avevano mandato i moduli da compilare mesi fa, ma non le istruzioni, e lì non era scritta questa cosa dell’ambasciata.
Ho scritto una PEC all’ambasciata (meno male che l’avevo già attivata per inviare cose all’INPS). Ho indicato anche alcune date per l’appuntamento, quando avrò la fattura e soprattutto quando potrò spostarmi senza grossi problemi. Spero mi rispondano in fretta, ho provato anche a telefonare, ma sento un messaggio della compagnia telefonica spagnola che dice che non posso chiamarli.
Dato che andrò da sola, dovrò cavarmela anche per questa cosa. La mamma della mia amica mi ha detto che in clinica sanno già che cosa produrre, dovrò solo dirglielo alla prima visita di controllo dopo dieci giorni (ma gli scriverò una e-mail prima di partire, mai fidarsi).
In breve: l’ambasciata dovrà certificare che la clinica esiste e che l’operazione chirurgica è stata fatta a norma del servizio sanitario europeo. Non ho parole: siamo in Europa, ma non per la burocrazia italiana.

Ieri ho iniziato a sentire una certa stanchezza. Devo dire che ho fatto molto sport nel weekend (ultima lezione di danza e ieri camminata lungo il fiume), e questa mattina ho fatto fatica a svegliarmi e mi sentivo stanchissima. Se ne sono accorti anche al bar, dove faccio colazione con altre signore del paese.
Tornata a casa, ero di umore nero e irritabile. Poi ho capito che cosa stava succedendo: è come il pre-ciclo! Da tre giorni ho interrotto la terapia ormonale sostitutiva e questa cosa durerà un mese (ma la pillola che distrugge il testosterone non la prenderò più). Il mio corpo sta già reagendo, come quando le donne biologiche hanno le loro cose, mancanza di ormoni proprio nei giorni antecedenti il ciclo mestruale.
Il fatto di dover scrivere all’ambasciata e alla AST non stava contribuendo a farmi stare meglio e più serena.
Per fortuna, da metà pomeriggio in poi ha iniziato a svanire questa bruttissima sensazione. Forse anche perché, lavorativamente, ho risolto alcune cose che c’erano in ballo e poi ho fatto il colloquio con la mia editor Elena di Mursia.
Abbiamo fatto il punto della situazione e mi ha confermato che ha ricevuto i file del romanzo nella versione definitiva: se lo leggerà con calma, apportando alcune correzioni su parole e punteggiatura, e poi il 3 novembre ci rivedremo online per le ultime modifiche finali. Ho scoperto che ci sarà anche un correttore di bozze a leggerlo; al momento non mi sembra che sia rimasto molto da sistemare, ma è una cosa positiva.
Elena era convinta di avermi inviato anche un documento con le note redazionali di comportamento da parte dell’editore (come scrivere le date, come mettere le maiuscole nei nomi delle istituzioni e cose di questo tipo). Non lo avevo, però credo di aver fatto tutto già come si deve, e nel caso andremo a modificarlo.

Riassumendo: il romanzo rimane in pausa per un mese (mi sto chiedendo se, una volta che sarò una donna completa, cambierà anche il mio stile di scrittura e il modo di raccontare) e anche tutti i materiali del piano di marketing. Riguardo a Madrid, manca solo questa cosa della prenotazione all’ambasciata. Mi sembra di aver fatto tutto e ora mi devo dedicare solo a terminare l’elenco delle cose da mettere in valigia, nello zaino, nella borsa e quelle che indosserò durante il volo.
La data di partenza del 28 settembre mi sembra che si stia avvicinando in maniera rapidissima.
Simplified Summary
Ieri ho partecipato alla caccia al tesoro della mia ex insegnante di Pilates, dove ho incontrato la mamma di un’amica trans che mi ha parlato di pratiche da fare in ambasciata. Scoprire questa cosa all’ultimo mi ha mandato in panico: ho scritto subito alla AST e inviato una PEC all’ambasciata. Pare che debbano certificare che la clinica esiste e che l’operazione sia a norma UE: assurdo, ma burocrazia italiana. In questi giorni mi sento stanchissima: ho interrotto la terapia ormonale e il corpo reagisce come a un ciclo biologico. Per fortuna, nel pomeriggio mi sono ripresa e ho fatto un colloquio con la mia editor di Mursia, che ha ricevuto i file definitivi del romanzo. A novembre faremo le ultime correzioni e ci sarà anche un correttore di bozze. Ora manca solo la pratica in ambasciata e la preparazione della valigia: il 28 settembre si avvicina velocissimo.
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