Questa mattina, sono uscita sul presto per andare a Treviglio, dove c’è il mercato. Volevo verificare il mio stato di guarigione rispetto a domenica scorsa e, in effetti, andare in macchina non è stato così drammatico e doloroso, soprattutto quando sono uscita dalla macchina.
La “missione” era di acquistare altre mutande di cotone a basso prezzo, dalla stessa bancarella dove avevo comprato quelle che mi sono servite fino adesso che si stanno consumando per i troppi lavaggi. Da quando le ho prese non appena c’era un segnino, le mettevo a lavare.
Le ho trovate (1€ l’una), ma ho sbagliato ad acquistarle e ne ho prese solo tre paia, le altre serviranno più avanti perché non sono di tipo coulotte (c’era un’icona che le differenziava e non ci ho fatto caso).

Ho anche comprato due pigiami, da bancarelle diverse, entrambi in cotone invernale, ora capirò la differenza tra 8€ e 19€. Quest’anno ho cambiato la caldaia, mettendo quella condensazione e finalmente, la mia casa è tornata calda ed avere 20° non è più preoccupazione sui costi.
Non ho più bisogno dei pigiami sintetici oppure in pile che avevo, ma mi sono resa conto che non ho dei pigiami più leggeri, da qui l’acquisto. L’altro motivo è che lo stile degli altri era troppo maschile e ho bisogno di abiti più femminili per la mia nuova rinascita.
Ho anche acquistato delle arance, il pane, olive piccanti e una coscia di pollo. C’è stata anche questa cosa psicologica: quando si sono rivolti a me usando la parola “signora”, qualcosa dentro la mia anima era più felice del solito. Non che prima dell’operazione, non mi sentissi una donna, ma adesso è come se “prima” non lo fosse stato realmente e ora lo è.

Altra cosa meravigliosa di oggi è, alle ore 14:00, sono venute a trovarmi quattro amiche e compagne del corso di danza. Si sono fatte 40 minuti di autostrada, che per anni ho fatto ad ogni sabato e sono rese conto della mia voglia di danzare, di stare con loro e la dedizione a non mancare mai.
Gli abbracci sono stati lunghi, intensi, ne avevo tantissimo bisogno. E mi sono anche commossa. Sette settimane quasi da sola e senza contatti fisici così intimi.
Amalia “Tesoro! Hai avuto un coraggio enorme! Un abbraccio grande”
Mi hanno portato anche un regalino: mutandine e reggiseno di pizzo rosso!
Siamo rimaste tre ore parlare di tutto e di più. In questo tempo sono riuscita a rimanere seduta sulla sedia, stando sulla punta, senza troppi dolori, anche se ogni tanto mi sono dovuta alzare per alleviare il dolore. Purtroppo non è ancora la stessa cosa che stare seduta a lavorare al computer, ma rispetto a domenica scorsa è già un grande passo verso la guarigione.

A un certo punto ho fatto fare loro il giro dell’appartamento, raccontando aneddoti su quello che c’era nell’armadio, zona trucco, librerie e alla fine ho fatto lo show privato, cosa che solo con loro mi sono sentita di farlo senza timori né pudore: mi sono sdraiata sul letto e ho mostrato la neo vagina.
Come mio solito rendo cose tabù …normali. A tal punto che si sono solo stupite della tecnologia che c’è oggi giorno e che la mia è una vagina “come tutte le altre”, normale anche se non ci sono le ovaie.
Daniela P. (trans operata) ”Guarda che è veramente naturale. La tecnica chirurgica è al top”
Quando sono andate via, fuori pioveva parecchio e iniziava a fare buio, le ho accompagnate all’auto con l’ombrello ed ero felice dentro. In un certo senso, a livello psicologico e di autostima adesso mi sento molto più donna riseptto a prima del loro arrivo.
Mi mancava di stare molto tempo stare insieme con altre donne parlando e raccontandoci cose.
Ufficialmente iniziato il ritorno alla normalità, anche se la guarigione completa richiederà altri due mesi.
Finalino:
Facebook deve aver cambiato qualcosa sugli algoritmi. Inoltre ho scoperto che adesso ci sono gli amici che possono vedere i tuoi post, ma anche i follower che non devono chiedere il permesso per seguirti sui post pubblici (ma che puoi bloccare nel caso), in breve la foto del mio profilo è stata visualizzata 27.000 volte, mentre un post chiamato “prima e dopo” siamo oltre 60.000 visualizzazioni!
Chissà se riuscirò a mantenere questa diffusione fino al mese di marzo, in modo da pubblicizzare il romanzo con un grande numero di persone!
Simplified Summary
Questa mattina sono partita presto per il mercato di Treviglio: volevo testare come stavo messa rispetto a domenica, e sorprendentemente il tragitto in auto è stato sopportabile, nonostante la mia neo-vagina in guarigione renda ogni momento seduta un piccolo fastidio continuo. Ho preso altre mutandine di cotone a 1€ (poche e pure del modello sbagliato… classico), e due pigiami nuovi, finalmente più femminili: addio pile e modelli da omino, con la casa calda non servono più. Al mercato mi hanno chiamata “signora” e mi si è sciolto qualcosa dentro, come se adesso tutto fosse davvero allineato. Nel pomeriggio sono venute quattro amiche del corso di danza: abbracci lunghi, risate, chiacchiere e un regalino rosso fuoco. Ho perfino retto tre ore seduta, un mezzo miracolo. Alla fine ho mostrato loro anche la mia nuova vagina, con la naturalezza con cui rompo ogni tabù. Quando sono andate via, sotto la pioggia, ero serena: sento che la normalità sta tornando, passo dopo passo.
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