Oggi giornata in piscina con le amiche del corso di danza. Sono arrivata al ristorante con piscina (Saporì) in zona Pero, Milano.
Quando guido uso il cellulare solo come navigatore. Appena ho parcheggiato, la verifica se c’erano messaggi da parte delle mie amiche è d’obbligo. Erano tantissimi.
Bruna ha scritto che la struttura l’aveva chiamata dicendole che durante la notte la piscina si era svuotata e la stavano riempiendo, quindi sarebbe stata disponibile solo dal pomeriggio.
Che fare?
Forse altre ragazze avrebbero disdetto, ma la voglia di stare insieme era troppo grande e ormai non ci spaventa più nulla.
I vari messaggi dicevano: andiamo lo stesso, pranziamo e poi nel pomeriggio prenderemo il sole e faremo il bagno. «Bianca forse è già lì.»
Infatti ero già lì.
Il posto è carino e si mangia bene. Il costo è dato da 10 euro per piscina e lettino, con l’obbligo di spendere poi almeno 25€ a pranzo oppure a cena.
Oggi abbiamo risparmiato i 10€ perché non potevano garantirci la piscina per tutta la giornata.

Arrivate tutte, ci siamo sedute sotto un gazebo e abbiamo fatto impazzire il tizio che prendeva gli ordini. Alla fine ci ha portato degli spritz analcolici e dei caffè con un goccio di Baileys.
Nel frattempo la temperatura si alzava e abbiamo iniziato a togliere i vestiti, rimanendo in bikini.
Ci siamo trasferite dove c’erano i lettini, ancora in ombra. La piscina era ancora lenta a riempirsi.

Per pranzo alcune hanno preso la pasta con i polipetti, io ho optato per una pizza con zucchine impanate e fritte, e burrata, veramente ottima.
Alla fine sorbetto e caffè per digerire. Per fortuna il locale era climatizzato all’interno.
Dopo aver chiacchierato ancora un po’, siamo tornate ai lettini, che adesso erano parzialmente al sole.
Abbiamo fatto la doccia, indossato la cuffia e ci siamo sedute a bordo piscina.
Qui la scoperta che, nonostante i 36 gradi, l’acqua era veramente fredda e io, involontariamente, l’ho inaugurata.
Marta mi ha dato una piccola spinta e mi sono ritrovata nell’acqua gelida. Quando sono riemersa, ancora sotto shock, le ho urlato: «Ma sei deficiente?»
Lo so che i miei insulti solo leggeri…
Poi ho cercato di issarmi a bordo piscina. La mia muscolatura non è ancora tornata forte come un tempo, ma ci sono riuscita al secondo tentativo.
Ripensandoci, Marta non aveva la forza per buttarmi davvero in acqua. Credo che il mio corpo abbia reagito in automatico. Comunque non me la sono presa.
Timidamente, a turno, siamo entrate in acqua per uscirne quasi subito e rimanere a bordo piscina.
Era rinfrescante, ma non si riusciva a nuotare da quanto era fredda l’acqua.
Solo nel tardo pomeriggio sono riuscita a fare due vasche ed è stata la mia prima nuotata con la neovagina.
Sensazione?
Normalità assoluta.

La giornata è trascorsa tra chiacchiere e un’app di Marta dedicata ai teenager, il famoso Obbligo o Verità. Quasi sempre abbiamo scelto “verità” e, dopo la risposta della prescelta, tutte commentavano raccontando le proprie esperienze.
Ho trovato anche qualche minuto per parlare con la mia amica Giuliana, l’insegnante di dance workout.
Ci siamo raccontate un po’ di cose, soprattutto riguardo al mio vecchio e al nuovo lavoro e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale che, a volte, inizia davvero a mandarti in tilt il cervello. Quando deleghi troppe cose, rischi di perdere il filo di quello che stai facendo. L’ho notato anche al lavoro e per questo ho ricominciato a prendere appunti su carta. Il coordinamento tra mano, vista e cervello aiuta tantissimo a rimanere concentrati e a fissare i ricordi. Ho anche scritto alcuni testi a mano per poi fotografarli e farli trasformare dall’intelligenza artificiale in testo modificabile. Così evito di riscriverli, ma mantengo tutto il processo mentale e fisico.
La cosa importante che ci siamo raccontate, relativa al mio percorso e anche lavorativo futuro è che mi obbligherà a essere vestita sempre bene e curata.
Con tanto smart working e in presenza ho sempre un abbigliamento casual e in casa vesto come una signora d’altri tempi.
Sarà importante per la mia femminilità e farmi sentire più carina e magari desiderata, che è il passaggio che mi manca per trovare un compagno/compagna di vita.
La giornata è stata davvero uno staccare dal mondo. Stare tra di noi. Per quasi tutto il tempo ho tenuto il telefono in modalità aereo, sia per risparmiare la batteria sia per ridurre le tentazioni.
Quando sono con le mie amiche, e con queste in particolare, mi sento davvero una donna al cento per cento, tranquilla e felice di esserlo.
Francesca, all’inizio, mi ha fatto i complimenti per il fisico, vista la mia età. Le ho risposto che il mio unico problema è la pancia gonfia e lei mi ha confermato che è anche una questione d’età, ma che posso comunque riuscire a ridurla.
Poi è arrivato il momento dei saluti. Ho accompagnato Elena, conosciuta nel gruppo di lettura, a casa perché era di strada. Con tutte ci sono stati baci, abbracci e un arrivederci a fine agosto, quando probabilmente torneremo in questa piscina, che oggi era quasi vuota e tutta per noi.
La serata è trascorsa con una doccia, una cena a base di insalata, la dilatazione vaginale, una puntata di un anime giapponese, la lettura di un capitolo di un libro e poi a dormire, felice.
Quando è sabato ed è una giornata intensa, soprattutto trascorsa con delle amiche, la sera è un piacere rimanere tranquilla a casa. Nel mio passato maschile non ci sarebbe mai stato un pomeriggio così e la sera avrei avuto mille paranoie all’idea di restare a casa. Ma quella era un’altra vita.
Simplified Summary
La piscina si è fatta attendere, ma la voglia di stare insieme era più forte di qualsiasi imprevisto. Tra pranzi, chiacchiere, risate e una spinta che mi ha fatto inaugurare l’acqua gelida, è stata una giornata leggera e spensierata. Ho fatto anche la mia prima nuotata con la neovagina e la sensazione è stata quella più bella: assoluta normalità. Ho riflettuto anche su quanto l’intelligenza artificiale sia utile, ma quanto scrivere a mano continui ad aiutare il cervello. Tornare a casa serena, dopo una giornata così, mi ha ricordato ancora una volta quanto sia diversa e più felice la mia vita di oggi.
Giorno lavorativo dopo le dimissioni
Ho dato le dimissioni
Viaggio in autostrada con sorpresa
Colloquio finale per cambio lavoro
Visita di controllo terapia ormonale sostitutiva
Colloquio in presenza per cambio lavoro 