Due riflessioni tratte dal gruppo Facebook di noi persone transgender, rese anonime anche nella composizione del testo. Mi hanno dato da pensare e spero che lo facciano anche a te che leggi (anche se non sei trans, infatti secondo la mia psicologa è comune possedere entrambe le parti).
«Ciao a tutte, volevo chiedervi una cosa: da quando ho capito davvero chi sono, a volte mi sembra di avere dentro una sorta di doppia voce.
Da una parte c’è la me di adesso, che finalmente prova a farsi spazio nel mondo con la sua identità chiara; dall’altra, però, la vecchia parte maschile è ancora lì, come se commentasse, come se parlasse con me.
È quasi buffo: è come se il mio “io di prima” cercasse di rassicurarmi… solo che, come spesso accade agli uomini, non sa bene cosa dire a una ragazza.
Niente di drammatico, solo un pensiero che avevo in testa. A voi capita qualcosa di simile?»
«Quella sensazione la conosco benissimo. Quando sono sotto pressione, a volte riaffiora quella vecchia identità maschile, una sorta di automatismo legato ai meccanismi di difesa di un tempo.
Però succede sempre meno, col passare degli anni.
Credo che si tratti semplicemente di andare avanti, anche quando non ci si sente particolarmente “femminili”. Crescere indossando per anni una maschera maschile lascia inevitabilmente tracce nella mente.
Anch’io sento quel tipo di “dualità”: come una fessura interiore, un ondeggiare tra due parti di me. Nei giorni peggiori mi capita perfino di indossare qualche vecchio capo maschile, guardarmi allo specchio e chiedermi se la scelta fatta sia davvero la migliore per me.
Quella sensazione dura poco, passa in fretta… ma non posso dire che non esista. Il fatto che spunti nei momenti di stress mi fa pensare che sia solo un vecchio riflesso che non si è ancora del tutto spento.»
Mamma “Ti stavo dicendo che ti saluta la mia vicina di casa...,”
l’ho incontrata nel cortile e mi ha chiesto di te,
Le ho detto dell’intervento e mi ha detto che è orgogliosa di te,
che hai avuto una lunga sofferenza e che adesso sei felice.
Ha detto che ti manda un abbraccio.
E ti fa i migliori auguri. Ti ammira tanto
Ciao tesoro buona giornata ciao
Secondo la mia psicologa “Bianca esiste quando è insieme alle persone. Quando è da sola non ha la necessità di esprimere esternamente il suo essere donna“.
Dopo l’operazione di vagino plastica qualcosa sta cambiando dentro di me, ora che la guarigione è a buon punto. Anche relazionandomi con gli altri, quello che sento dentro quando mi chiamano “Signora” è come se prima non fosse totalmente vero ed avevo bisogno di continue conferme.
La parte di me, quando sono da sola, nelle ultime sette settimane (sono rimasta quasi sempre da sola nel post-operatorio) ha avuto la priorità il lato maschile, quello pratico e poco emotivo. Ha contribuito anche non poter indossare abiti molto femminili e restando in appartamento.
A volte si alternano, ma solo quando sono da sola e a un certo punto mi relaziono con gli altri (magari anche solo al telefono), allora la parte femminile prende il controllo e smetto di rimuginare, di pensare troppo, vivo il presente e reagisco al momento (agire e non pensare).
Ci sono ogni tanto dei momenti in cui non mi sento poi così femminile e adesso che sono operata è assurdo questo pensiero guardandomi alla specchio e nel vetro vedo questa donna che sono io. Comunque hanno ragione: la dualità del nostro essere aiuta a prendersi cura di noi. Non siamo un uomo e una donna separati nello stesso corpo, siamo qualcosa di più e che spesso non ce ne rendiamo conto.
Alicia “Io ho sempre visto una bellissima donna! Sono convinta che adesso il tuo sguardo sia ancora più deciso e consapevole e sono veramente felice per te”

Sabato scorso alcune delle mie amiche e compagne di danza, sono venute a trovarmi. Mi hanno regalato un intimo di pizzo colore rosso fuoco, peccato che hanno sbagliato la misura del reggiseno. Per quanto sembro longilinea, ho la struttura delle spalle ampia e la misura è la 5B. Sono andata da Tezenis a cambiarlo e tornata a casa l’ho indossato, per verificare la vestibilità, ma soprattutto perché finalmente non ho più l’ingombro in mezzo alle gambe. Dovrò attendere anche un paio di mesi prima che la guarigione sia completa e questo tipo di intimo diventerà la norma.
Guardando la fotografia mi chiedo com’è possibile che abbia 61 anni e sia così…giovane e gnocca!
Francesca N.”Wow uno schianto! Bianca sei bellissima! Molto felice per te! È stato bello riabbracciarti e ti ho trovata bene, davvero bene“
Non so se mi faccio condizionare ma ho trovato uno sguardo nuovo in te, una consapevolezza, timida per ora, di quello che sei davvero, una bellissima donna e non sto ad elencare tutte le altre tue virtù!
Lo sguardo é cambiato davvero… grazie di quello che hai scritto ed esattamente che mi sento, qualcosa sta sbocciando di PS: tra l’altro il giorno dopo stavo molto meglio, le amiche fanno davvero guarire!
Un grande abbraccio.
Bruna “Caspita, ti sta benissimo”
Giuliana “Sei meravigliosa”
Bruna “Tu sei stepitosaaaaa, riprenditi presto che ne dobbiamo fare di balletti insieme”
Simplified Summary
Negli ultimi giorni ho letto alcune riflessioni dal gruppo Facebook delle persone transgender, pensieri sulla dualità interiore che conosco bene anch’io. Dopo l’operazione, soprattutto vivendo quasi sempre da sola, mi sono accorta che in me si alternano due parti: una più pratica, l’altra più emotiva, e prende il sopravvento quella che serve in quel momento. Quando invece mi relaziono con gli altri, sentirmi chiamare “signora” è diventato un fatto naturale, non più una conferma da cercare. È come se qualcosa dentro si stesse assestando: lo vedo anche nei commenti delle persone che incontrano il mio sguardo nuovo. Sabato le amiche mi hanno regalato un completo rosso e cambiarlo è stato un piccolo gesto di normalità nuova. Guardandomi oggi allo specchio, operata e finalmente libera, mi sorprendo di come appaio e di come mi sento. Forse è vero: una parte di me sta davvero sbocciando adesso.
Perché le persone sono trans, cosa dice realmente la biologia
Completo il racconto che fa da seguito al romanzo di Nera Jones
Provo ad andare in ufficio a Milano
Il mio ritratto psicologico con chatGPT (per gioco)
Una giornata meravigliosa di ripresa
Transizione: vaginoplastica