Questa mattina, che è sabato, per la mia camminata volevo sentirmi più femminile e così ho messo gonna e collant… il problema di questi giorni è proprio quello: psicologico.
Fino ad ora ho dovuto tenere duro, ma devo avere pazienza ancora un po’.
Quando sono partita per Madrid, ho recuperato il mio lato maschile, quello di otto anni fa, quando ero una persona molto sola e all’epoca quasi mi piaceva questa solitudine, ma credo fosse solo un modo per tirare avanti. Modo che mi ha portata vicino alla depressione: nulla sembrava avere più un senso e uno scopo.
A Madrid sono andata da sola e non potevo permettermi cadute di umore, panico, paure di problemi post-operatori. Dovevo restare focalizzata e ottimista sulla guarigione.
Ero in modalità sopravvivenza e guarigione e con la mia parte maschile misogina attiva per proteggermi.
Sono tornata a casa da quasi due settimane e sono passo molto tempo in casa da sola e non ho modo di mostrare la mia femminilità, tranne allo specchio.
Stare tutto il giorno vestita con abiti comodi non fa bene alla psicologia, e anche quando esco, mi sembra di essere una donna che si veste da uomo, so che non è vero, ma non frequentando persone e non faccio attività di gruppo, ogni tanto dei brutti pensieri ritornano dal passato.
Siamo davvero degli esseri complessi e complessati… ero fisicamente maschile e mi sentivo dentro una donna; adesso sono fisicamente femminile e dentro la testa ogni tanto – quando sono sola in casa – non mi sento poi così donna.
Quando però mi sento completa, allora è bellissimo.

La guarigione prende il suo tempo e i giorni mi sembrano tutti uguali. Al mattino mi sveglio e preparo il necessario per fare la dilatazione del canale vaginale, che mi impegna per quaranta minuti.
Dopo faccio colazione, mi vesto ed esco per fare una breve camminata in paese.
La prima fermata è al bar in centro, dove prendo un caffè e saluto qualche persona, almeno ho qualche interazione dal vivo che mi deve bastare per tutto il giorno.
La camminata prosegue lenta e mi devo fermare qualche minuto ogni trecento metri circa, là sotto inizia a prudere e sento dolore.
Ogni tanto, incrocio qualcuno che mi saluta
La camminata mattutina dura circa quaranta minuti, ma faccio solo due chilometri.

Rientro a casa e mi devo sdraiare almeno mezz’ora, ascoltando la radio, oppure dei brani sul telefono.
Chiamo mia mamma e stiamo una mezz’oretta al telefono, questa è la parte migliore della mattina.
Leggo qualche pagina del romanzo di Nera Jones, che devo consegnare ai primi di dicembre. E’ la settima revisione, chi pensava che scrivere un romanzo fosse facile ve lo dico: non lo è, bisogna rivederlo continuamente fino alla perfezione ortografica. Questa è la fase di rilettura per correggere la punteggiatura e sistemare qualche piccola incongruenza rimasta in giro. Mentre leggo quando incappo in qualche errore, lo segno su un blocco, per poi nel pomeriggio riportarlo nel file sul computer.
Arrivata l’ora di pranzo mi cucino qualcosa, riesco a stare seduta circa un quarto d’ora usando la ciambella grande, quando poi mi alzo sento un bel dolore là sotto.
Mi sdraio, cerco di dormire un’altra mezz’ora, e così si sono fatte le 14:30 quando mi vesto ed esco per un altro breve giro in paese. Per fortuna in questi giorni c’è il sole anche se fa freddo. Riesco a fare tr chilometri al giorno.
Rientrata a casa, mi sdraio per riposare e quando smette di fare male, faccio le dilatazione del pomeriggio.
Piccola merenda e altro riposo.
Ogni giorno riesco a stare al massimo venti minuti in piedi davanti al computer appoggiato su una libreria. Devo muovermi spesso, non posso rimanere stabile che dopo un po’ fa male là sotto.
Non faccio nulla di impegnativo, ma ho sistemato il blog che avevo dettato tutto al telefono; ho preparato alcune newsletter, le scrivo due mesi in anticipo; smisto qualche email e alla fine devo tornare a letto: stanca.
Zio matto “Hai atteso da tanto, quindi il piu' e' fatto. Non per nulla chi si sottopone a interventi e cure, viene chiamato… paziente. Ciao Bianca, un grande abbraccio.”
Ogni tanto dopo le ore 18:00, quando la gente termina di lavorare, parlo al telefono con qualche amica. All’ora di cena, ogni qualche giorno chiamo mia sorella per una breve conversazione, lei è sempre molto incasinata tra lavoro e famiglia e quindi parliamo abbastanza poco, ma mi rende felice lo stesso.
Dopo cena mi viene freddo, ma se mi spoglio di sotto e faccio la dilatazione serale, il freddo sparisce: mistero.
Dopo essermi lavata con il doccino e asciugata con panno sterile, faccio la mia beauty routine serale con tonico e creme, infine ritorno a letto per leggere alcune pagine di un libro.
La serata si conclude guardando una puntata di una serie di Prime, al momento sto seguendo “Bosch”, avevo iniziato a guardare anche “Downton Abbey”, ma mettono troppa pubblicità…
Prima di andare a dormire vado in bagno ed è sempre un traffico dopo che faccio la pipì: lavarmi col bidet, senza potermi toccare (rischio infezioni vaginali) e asciugarmi con dei panni che non perdono fibre, per neonati. Rimango qualche minuto mezza nuda in attesa che si asciughi tutto e indosso il pigiama.
Torno a letto e lancio sull’iPhone una stazione radio, con il volume bassissimo e mi addormento alcuni minuti dopo (il timer ferma la musica).
La notte trascorre dormendo un’ora alla volta e svegliandomi col dolore là sotto. Sto imparando a capire anche quale è la sensazione corretta per alzarmi a fare pipì e quando invece è solo dolore. L’altra sera sono andata in bagno cinque volte e questa notte solo tre. Anche se la sera, bevo di meno lo stimolo c’è comunque. Per cinque anni ho preso una pillola diuretica, che distruggeva il testosterone, e il mio corpo si era abituato ad andare spesso in bagno. Anche se i miei organi interni sono ancora gli stessi, sembra che la gestione sia diversa e devo andare più spesso: come le donne nate.
Chirurgo “Ciao, è tutto molto delicato e sta cicatrizzando poco a poco, ma si vede che sta migliorando.”
E che tu senta delle fitte, nel caso è normale, perché ovviamente è ancora molto recente.
Donna Trans “Io ho avuto un problemino di infiammazione e quindi crema a lato delle labbra. Io uso il gyno canesten“
Simplified Summary
Le mie giornate scorrono lente tra dilatazioni, riposo e piccole camminate. La mattina mi preparo, vado al bar per un caffè e scambio due parole con qualcuno, poi continuo piano fino a fare un paio di chilometri, fermandomi spesso per il dolore. A casa leggo e correggo il romanzo di Nera Jones, sistemo il blog e preparo qualche newsletter. Parlo ogni giorno con mia mamma e a volte con mia sorella o qualche amica, giusto per non sentirmi troppo sola. Mi manca mostrare la mia femminilità, ma so che passerà. La guarigione è lenta e faticosa, però sto imparando ad ascoltare il mio corpo nuovo. Quando mi sento completa, è una sensazione bellissima.
Perché le persone sono trans, cosa dice realmente la biologia
Completo il racconto che fa da seguito al romanzo di Nera Jones
Provo ad andare in ufficio a Milano
La doppia voce dentro di noi
Il mio ritratto psicologico con chatGPT (per gioco)
Una giornata meravigliosa di ripresa