Queste sono indicazioni e testimonianze da parte di altre donne transgender operate in diverse cliniche nel mondo, incluso me stessa. Seguire sempre le indicazioni della clinica e del chirurgo, in base al tipo di operazioni possono essere diverse, oppure il tuo fisico risponde così bene che alcune cose non ti succedono.
Dolore
- Quando si è in ospedale, ti iniettano la morfina in endovena, quindi non si sente assolutamente nulla. Alcune sentono dei dolori ugualmente, ma sono sopportabili. Appoggiare alla fasciatura del ghiaccio può portare sollievo, nel caso chiederlo alle infermiere.
- Una volta dismesse ti prescrivono degli antibiotici e antidolorifici, possono essere: Ibuprofene, Enantym… che sono a antidolorifici blandi, tipo un Brufen.
Attenuano il dolore là sotto, ma ovviamente dipende dalla tua resistenza al dolore, la mia resistenza è altissima e non ho sentito nulla (come altre operate in Spagna). - Non assumere altro che non sia indicato dal chirurgo! Se hai patologie avvisa in precedenza quali medicinali hai necessità.
- Quando si smette di assumere i farmaci prescritti, dopo circa 15 giorni, si possono iniziare sentire dei dolori alla vagina come delle piccole scosse, è l’assestamento dei punti e della guarigione iniziata.
Muoversi e camminare
- In Spagna mi hanno fatto alzare dal letto già il giorno dopo, e fare un metro di camminata dal letto a una poltrona e viceversa.
- Quando si sta a letto, specie in ospedale per fare un po’ di circolazione basta muovere solo i piedi in cerchio, oppure mandarli indietro, e poi su sulle punte, eseguire un certo numero di volte che aiuta la circolazione e fa bene al cuore. Non facendo movimento, è possibile che ci sia un rigonfiamento delle caviglie dei piedi.
- Dopo la dismissione, sarà possibile fare delle camminate nell’appartamento oppure in hotel, andando tranquillamente in bagno, andare in cucina per prepararsi i pasti. Non si riuscirà a stare in piedi fermi a lungo, ma facendo piccoli passi è meglio.
- Non sarà possibile rimanere sedute, in quanto c’è il catetere e anche un tampone/tutore nella neo vagina. Inoltre, ci sono anche i punti dell’operazione.
- Una volta rimosso il tutore ci sentirà più libere, ma comunque con una mobilità limitata lo stesso dopo la rimozione del catetere.
Dopo 12 giorni mi è stato consigliato di uscire in strada e fare il giro intorno al palazzo, sempre con cautela e a piccoli passi, senza sforzarsi eccessivamente. - Dopo 18 giorni mi hanno detto che potevo fare delle camminate con passi più lunghi e camminare più normalmente. La difficoltà è che ci si stanca sempre di meno, ma ci si stanca. Inoltre la vagina è ancora abbastanza gonfia e ci si sente come se si avesse un palloncino oppure una mutandina che non si può togliere, che influisce sul movimento.
- Dato che non ci si può sedere, è possibile però farlo usando vari tipi di ciambelle. L’importante è che il davanti sia libero quindi non vanno bene quelle per emorroidi. Ho trovato utili i poggiatesta gonfiabili per l’aereo, usati per sedersi per brevi periodi (esempio in taxi) ammortizzano il movimento e stancano meno. Qui alla clinica ho visto una ragazza che aveva una ciambella salvagente per bambini e sopra ci metteva un asciugamano.
- La ripresa per potersi sedere può essere dopo circa 30 oppure 40 giorni, prima ogni volta che ci si siede si sentirà dolore e poi alzarsi ancora peggio. Quando sarà iniziata la cicatrizzazione si sentiranno delle piccole scosse, è normale.
Regime alimentare
- In ospedale il cibo è gestito dalle infermiere e sarà leggero per poter fare la cacca liquida che riduce il rischio di infezioni (non si può usare nemmeno la carta igienica che può rilasciare delle fibre).
- Dopo la dismissione e per circa 20 giorni il regime alimentare dovrà rispecchiare quello ospedaliero. Ecco un elenco di cibi:
- Patate bollite
- Zuppe
- Pastina
- Brodo
- Carote bollite
- Zucchine
- Petto di pollo
- Prosciutto cotto
- Pesce bianco tipo merluzzo, nasello
- Formaggio grana
- Uova bollite
- Riso
- Biscotti secchi (pochi al giorno)
- Pane bianco (tipo baguette oppure per toast)
- Omogenizzati
- Yogurt bianco
- Spremute d’arancia (consigliata ogni giorno)
- Succhi di frutti con poco zucchero
- Latte, meglio se Avena, Riso
- Avocado con limone
- Evitare assolutamente:
- Pane e pasta integrale
- Carni rosse
- Pesce fritto e crostacei
- Qualsiasi cosa fritta
- Cioccolato e dolci
- Cibo da supermercato ultra processato (merendine)
Curiosità e consigli
- La prima volta che si fa la pipì, dopo che è stato tolto il catetere, è normale farla come spruzzo oppure che si sbrodola tutta (anche nei giorni seguenti, la neo vagina è gonfia e non si potrà fare un flusso continuo)
- NON toccare con le mani la neo-vagina, usare un guanto in nitrile (quelli blu) usa e getta
- Il giorno della dismissione dall’ospedale svuotare il catetere prima di uscire (farsi aiutare dalle infermiere se è il caso)
- Non si sentirà l’esigenza di lavarsi e fare la doccia, rimanendo in casa e a letto non si suda. Nel caso di doccia si deve lavarsi a pezzi stando attente a non far andare lo shampoo e il sapone sulla neo vagina
- Alla dismissione dell’ospedale viene fornita la ricetta per comprare i farmaci, se sei da sola sarà complesso andare in farmacia, chiedere un aiuto.
- E’ possibile una piccola perdita della profondità nei primi giorni (anche fino a 5 centimetri), procedendo con le dilatazione si tornerà ad avere la profondità massima
- Indossare mutande di tipo coulotte in cotone e senza cuciture
- Indossare pantaloni ampi e morbidi
- Usare pannolini post-parto per la prima settimana e man mano che il sanguinamento diminuisce passare agli assorbenti con le ali
- NON indossare tacchi per i primi tre mesi, altrimenti la guarigione del pavimento pelvico potrebbe non essere corretta
Simplified Summary
Si affrontano i principali aspetti post-operatori della vaginoplastica, basandosi su esperienze dirette. I temi trattati sono: gestione del dolore e dei farmaci prescritti; movimento e riabilitazione graduale dopo l’intervento; tempi e modalità per tornare a camminare e sedersi; indicazioni su regime alimentare per favorire la guarigione e prevenire infezioni; cura quotidiana e igiene personale; piccoli consigli pratici per gestire autonomia e comfort nei giorni successivi; infine, raccomandazioni su abbigliamento e precauzioni fisiche per sostenere il recupero.
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