L’importanza del raccontarsi, ma non di crearsi delle fiabe dentro la testa.
Molte persone trans che ho conosciuto tengono un diario, soprattutto nei primi tempi, come per lasciare qualcosa di sé da leggere in futuro.
Alcune arrivano anche a pubblicare la propria biografia.
Io ho scritto il blog e adesso siamo quasi a 900 pagine di racconti. A parte l’utilità per tante persone, che trovano spiegazioni su come affrontare un sacco di procedure legali, mediche, psicologiche, qui c’è dentro anche il racconto della mia vita di donna.

Ieri sera sono andata a dormire presto, ma mi sono svegliata a mezzanotte, segno che sto guarendo se vado a dormire così presto e poi non dormo.
Non posso nemmeno rigirarmi nel letto, anche se riesco a stare qualche minuto sdraiata sul fianco. Mi sono girati tanti pensieri per la testa ed è stato come fare pulizia e un reset.
Proprio l’altro giorno avevo scritto dell’attivazione del mio sé maschile, quello un po’ misogino per sopravvivere da sola al post-operatorio (dovevo essere focalizzata e senza cadute di umore r panico).
Probabilmente l’aver messo nero su bianco ha aiutato a fare pulizia: non ho più bisogno di quella parte di me in questo momento della mia vita.
La guarigione procede bene e posso tornare a essere la Bianca più emotiva, meno focalizzata.
È come aver fatto il cambio armadio: questa notte, insieme ai pensieri, c’erano anche molte emozioni contrastanti.
Questa mattina mi sono svegliata sentendomi diversa e più leggera nell’animo.
Romana “Ciao tesoro, vedo che giorno dopo giorno stai sempre meglio, è bello vederti così”ro, vedo che giorno dopo giorno stai sempre meglio, è bello vederti così”
Questa mattina mi sono svegliata sentendomi diversa e più leggera nell’animo.
Mi sono alzata dal letto, con fatica, alle 8:15 per fare le dilatazioni vaginali del mattino e oggi ho iniziato con il dilatatore numero quattro (è grosso!), che ieri entrava solo per un pezzettino e già questa mattina è arrivato a metà. Mi fa sempre un po’ paura tenerlo in mano, mi sembra enorme, ma quando entra dentro la mia neo vagina poi la paura sparisce.
Sono uscita per fare colazione al bar, e lì ho incontrato la mia vicina di casa dove ho bevuto un caffè con lei, ma rimanendo seduta sul bordo della sedia: un grande progresso.
Nel mio giretto in paese, questa sensazione di essere tornata me stessa, femminile, mi ha accompagnata per tutto il tragitto, ero più leggera e felice.

Oggi sono andata dal medico di famiglia per prolungare la malattia fino al giorno 19 novembre: ho nove giorni per guarire abbastanza da poter stare seduta a lungo, anche se probabilmente farò qualche pausa ogni ora.
Le ho fatto vedere la mia vagina per un’opinione su un cosa che mi era balenata in testa: nell’attaccatura delle cosce, quando cammino sento un po’ di dolore per lo sfregamento. Non ho ancora imparato a fare la pipì come si deve — a volte sbrodola ovunque — e quindi dopo uso il bidet con un forte getto d’acqua fredda (mai calda); lo stesso faccio con la doccia dopo le dilatazioni.
A prima vista, a parte il colore scuro della pelle, sembrava tutto a posto, però volevo un’opinione soprattutto sulle parti che non riesco a vedere.
Ha guardato e ha detto che non c’è arrossamento e non c’è traccia Candida, quindi tutto bene. Mi ha consigliato una crema: chiederò al chirurgo se va bene, anche se in realtà è lontana dalla parte chirurgica.
La Candida? Al momento sto imparando solo le cose problematiche della neo vagina! Mi sono documentata e sarebbe stato possibile, però sono stata brava a tenere tutto pulito e soprattutto asciugato come si deve.
Dopo sono uscita per farmi una camminata, con le mie solite pause ogni trecento metri circa, e godermi questi ultimi giorni di sole. I colori dell’autunno sono splendidi; ho cercato di fare qualche fotografia, anche se sono troppo imbacuccata per sembrare una donna come vorrei vedermi post-operatoria.
In farmacia sono passata per comprare una scatola di ormoni, quelli in gel monodose. C’era parecchia gente in farmacia: ho cercato di muovermi un po’ sul posto e, quando sono uscita, sono arrivate anche le fitte lì dentro, nella neo-vagina.
Spariscono dopo un po’, ma la sensazione non è piacevole. Sembrava troppo bello fare un’operazione di questo tipo praticamente senza dolori… qualcuno doveva pur pagarla, per meritarmela.
Simplified Summary
Scrivere di me è diventato un modo per fare ordine dentro. Raccontarmi, ma senza inventarmi fiabe, mi aiuta a capire chi sono davvero. Nel blog ho lasciato quasi novecento pagine di vita e guarigione, e ogni parola mi restituisce un pezzo di me. Dopo l’intervento, la notte è stata il mio specchio: ho capito che posso lasciar andare la parte più rigida e tornare a essere la Bianca emotiva. Ora mi sveglio più leggera, cammino piano tra i colori d’autunno, parlo col medico, affronto piccoli dolori e grandi progressi. È come rinascere ogni giorno, imparando una nuova versione di me.
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