Serata con le amiche del gruppo di danza. Questa è stata la quarta festa che abbiamo organizzato e ogni volta c’è un dress-code, un tema: Bianco e Nero, Principesse Disney contro Personaggi Anime. Questa volta è stato un toga party dell’antica Grecia (apri link festa 8 Marzo, Festa Carnevale, nella terza non c’ero).
Avevamo messo sul gruppo anche un video tutorial per avvolgersi un lenzuolo e farlo diventare una toga. Documentandomi, ho scoperto che la toga la indossavano solo gli uomini, mentre le donne usavano un altro tipo di abito, ma fa nulla.
Ho smesso di lavorare alle ore 16:00; mi sono truccata abbondando di make-up e soprattutto rendendo di più le sopracciglia per ricordare il look dell’epoca; ho preso i miei quattro borsoni e sono partita alla volta di Milano. Oltre al traffico della sera, c’è stata un’auto ferma in tangenziale e quindi una colonna aggiuntiva. Sono arrivata dopo novanta minuti, stanca morta, e l’idea di fare una festa non era al massimo.
Ogni volta affittiamo un locale presso un condominio, dove abita una delle mie compagne di danza (100€ per una serata, diviso 23 = quasi nulla!). Quando sono arrivata era già addobbato, e su una parete c’erano pure due colonne doriche di carta stampata, poggiate sul muro. Sono servite per fare le foto singole di tutte noi, tipo calendario greco.

Il tavolo lungo aveva già la tovaglia e riempito di candele elettriche a forma di rosa, ma c’era ancora poco cibo, che è stato riempito abbondantemente quando sono arrivate tutte. Un’altro tavolo conteneva sezione i dolci. In fondo, dove c’è il bar, c’era il frigo che abbiamo riempito con prosecco e varie bibite.
Mi sono cambiata anche io (la toga non va bene per guidare un auto, forse solo una biga) e ho optato per annodare al collo il lenzuolo, perché era troppo grande, oppure troppo piccolo per annodarlo alla spalla e mantenere una forma di abito. Ha completato il vestimento una coroncina in testa e un braccialetto.
Quando tutte sono arrivate, eravamo uno spettacolo di bianco e oro. Alcune avevano proprio comprato degli abiti a tema (una per un problema di allergia), oppure hanno cucito della passamaneria in stile greco.

invece programmatrice web!
Nel frattempo avevamo già iniziato a fare numerosi selfie e foto di gruppo. La parete dove c’erano le due colonne l’abbiamo adibita anche per le foto singole di ognuna, come delle dive, anzi, delle dee.
Abbiamo iniziato a bere il prosecco e mangiare le patatine, nell’attesa che arrivassero tutte, cosa che finalmente è successa dopo mezz’ora.
Nel frattempo avevamo già iniziato a fare numerosi selfie e foto di gruppo. La parete dove c’erano le due colonne l’abbiamo adibita anche per le foto singole di ognuna, come delle dive, anzi, delle dee.
Appena arrivate tutte, ho fatto il monologo che avevo preparato per l’occasione, (apri articolo del blog) ed è piaciuto molto. Hanno riso in numerosi punti e l’applauso finale è stato gratificante, soprattutto perché è stato da parte di amiche e le ho prese in giro bonariamente.

Abbiamo iniziato a dare l’assalto al buffet, che per fortuna questa volta era meno ricco del solito e, a fine serata, non è avanzato quasi nulla, tranne della pasta e due torte che sono rimaste nella loro confezione: abbiamo mangiato solo quelle fresche, cucinate apposta per la serata.
A metà serata abbiamo anche fatto un gioco: divise in due squadre, una del gruppo doveva mimare una divinità greca e dovevamo indovinare chi fosse. Abbiamo perso 5 a 4, ci ha fregate il dio Ermes che nella Roma imperiale era diventato Mercurio (il quiz era sulla grecia).
Poi c’è stata la sfilata, e una per una, dopo una breve presentazione ironica, si faceva la passerella mentre le altre, con le palette, votavano.Io ero la dea della rinascita.
Guardando poi la classifica, sono arrivata quinta, e non è male.

La parte finale della serata è durata due ore, durante le quali abbiamo danzato come se non ci fosse un domani. In realtà, io mi sono fermata a metà per una decina di minuti per sdraiarmi sui salottini e per far riposare la mia schiena: ho una lombalgia da almeno quarant’anni. Quando si fa sentire devo ascoltarla.
Come mi sono sentita?
All’inizio stanca, poi quando ho fatto il monologo ero carica ed è passato tutto. Quando ho un pubblico divento un’altra e nel raccontare sono davvero brava (e non lo dico io). Sia in occasioni serie come al corso per medici di lunedì scorso, sia a teatro, che nelle serate dove racconto cose divertenti e storie. Cinque anni di teatro, lettura espressiva, partecipazione a eventi, laboratori e corsi vari mi hanno dato un’ottima base si cui lavorare ogni volta. Per fortuna c’è sempre l’emozione prima di iniziare e che mi carica.
Donna insieme alle altre donne, poi vestite in quel modo, “l’effetto sorellanza” è stato potente, come se fossimo un tutto unico: emotivo, leggero, entusiasta, frivolo, danzereccio.
Giuliana “Care dancers, quando siamo insieme si crea sempre un’incredibile magia. E’ stata una serata stupenda!”
Grazie a ciascuna di voi per averci messo l’energia e carica positiva che vi contraddistingue!
Queste sorelle mi danno una carica emotiva che non so spiegare, l’accettazione totale del mio essere donna, che a volte metto in discussione (anch’io ho i miei momenti negativi), l’accettarmi sempre e comunque, il piacere di voler fare attività insieme…sono fortunata di averle trovate e in parte ho contribuito alla creazione del gruppo. Dopotutto sono stata l’allieva numero uno, quando Giuliana ha iniziato in Cascina Merlata a fare il Dance Workout (di sua invenzione).
Ho notato che all’inizio abbracciavano solo me (forse perché era una donna trans all’inizio del percorso?), ma adesso lo fanno tutte tra loro, almeno una grossa fetta del gruppo (siamo tante in effetti e potremmo fare una serata solo di abbracci reciproci!). Mi chiedo se sono stata io a influenzarle oppure è stato tutto spontaneo, comunque sia è bello.
La serata è volata via, abbiamo guardato l’orologio e mancavano pochi minuti alle nove, in un attimo era quasi mezzanotte! Meno male che avevamo i sandali e non le scarpette da Cenerentola…

Nel finale (ultima mezz’ora) abbiamo fatto tre coreografie di quelle che facciamo normalmente nella lezione di “Dance Workout” e, sia mentre la facevo che guardando le fotografie e il video che ci hanno fatto, eravamo uno spettacolo a muoverci insieme vestite di bianco. Credo che a questo punto, siamo diventate davvero un corpo di ballo non professionista.
Poi mi sono diretta all’auto, che avevo parcheggiato lì vicino, per fare il cambio delle borse: ho lasciato gli abiti dell’antica Grecia e preso pigiama e abiti per fare la lezione di danza l’indomani mattina.
Dina “Non stai ferma un attimo.”
Vale “Un grazie speciale alle organizzatrici, alle cuoche, attrici, modelle, dancers.. perché l' arcobaleno non sarebbe tale se non avesse tutti i suoi colori”
Vale “Tu sei la dea che conosce il segreto dell’ eterna giovinezza ma..che tiene tutto per se..nn si fa”
Lisa “Biancaaaa…61 è solo un numero….sei unica “
Francesca “Wow bianca, un bel sorriso si apre sul mio viso dopo aver letto il tuo blog…“
Siamo un gruppo unico, speciale, raro ed io sono mooolto felice di farne parte!
Molto love a tutte!
Rosy “Bianca mia bella, le tue parole vanno sempre dritte al cuore.”
Ciascuna di noi e’ un colore fondamentale e prezioso per la realizzazione di questo bellissimo grande disegno DANCERS
Simplified Summary
Abbiamo organizzato la nostra quarta festa di danza, questa volta a tema “antica Grecia”. Dress-code: toga (anche se era storicamente maschile, chi se ne importa!). Dopo un viaggio in tangenziale infinito, sono arrivata stanchissima, ma l’atmosfera mi ha subito rimessa in piedi. Locale addobbato, foto con colonne doriche di carta, abiti bianchi e oro, prosecco e risate. Ho fatto un monologo che ha fatto ridere e riflettere, poi giochi, passerella (ero la dea della rinascita!) e tanto ballo. Alla fine tre coreografie da vera compagnia amatoriale.
Ritorno a fare dance workout!
Festa delle dancers, serata a tema eroine dei film
L’operazione di vaginoplastica
Operazione vaginoplastica: preparativi per andare in ospedale
Intervento tutto bene
Vado in ferie, ma non in vacanza