Oggi ho partecipato a un evento come relatrice (docente), presso l’Ospedale dei Tumori a Milano. È stato organizzato dal gruppo di medici di cui faccio parte, che ci siamo definiti: OncoGender.
La tematica era relativa alla Medicina di genere e una parte è stata specifica sulle persone trans.

Prima di uscire di casa, ho provato varie combinazioni di abiti: il bello dell’essere donna. Al terzo tentativo ho scelto un abito di colore nero (snelliscono?), fuori c’era il sole, ma sarei stata al chiuso quasi tutto il tempo.
Ho anche indossato i sandali con zeppa, pessima idea.
Ho lasciato l’auto al parcheggio e preso il treno. Arrivata alla fermata Dateo, sono uscita in strada e si è rotto un gancetto dei sandali! Meno male che l’altro gancetto ha tenuto. L’idea iniziale era di percorrere i 600 metri a piedi, ma non potendo rischiare di rimanere con un sandalo solo, ho preso l’autobus che per fortuna è arrivato subito e fermava a cinquanta metri dall’ospedale.
Per tutta la durata dell’evento ho fatto finta di nulla, stando attenta a non inciampare…ci mancava di stirarmi una caviglia (anche se ero in un ospedale).

Rosalba mi ha detto che il marito fa l’investigatore di mestiere e vuole conoscermi per via del romanzo giallo che ho scritto. Di sicuro lo coinvolgerò per la campagna social e per supervisionare del sequel. Il primo è quasi terminato e non voglio fare modifiche sostanziali.

Beatrice B. “UNA DOCENTE PAZZESCA!!!! GRANDE BIANCA!!!!!!”
Elena “E il nero ti sta benissimo”
Sono stata la seconda relatrice a presentare, ho raccontato me stessa, ma inserendo informazioni sulle leggi relative al cambio di genere e problematiche ospedaliere,quando non li hai ancora cambiati, ma fisicamente somigli poco alla foto presente sulla carta d’identità.
Ho parlato per venti minuti, raccontandomi (storytelling) inserendo aneddoti, citazioni e fatti.
Molte persone mi hanno fatto i complimenti per ciò che ho raccontato (e come). Fa sempre piacere sapere che si è fatto un bel lavoro. Dietro ci sono anche anni di teatro e lettura espressiva.
Quando ho un microfono e un pubblico… non mi ferma nessuno e ho risposto dando informazioni specifiche, dando prova della mia competenza, non solo perché sono trans.
Ormai vado in automatico quando ho il pubblico: faccio un bel respiro e parto… in un attimo è tutto terminato. Applausi.
Miceli Rosalba “Carissimi, Vi ringrazio ancora per aver accettato di contribuire all'evento! Il feedback è stato molto positivo e le vostre relazioni sono state apprezzatissime!!! “

L’ultima presentazione è stata quella del Dottor Leone, che ha fatto un master a Londra specifico su oncologia e persone trans. Ha raccontato alcune cose che non sapevo che mi hanno arricchita per futuri eventi.
In particolare ha detto che, se una persona trans con un tumore, deve scegliere se interrompere la terapia ormonale e prendere un farmaco antitumorale, sceglierà il primo anche se rischia di non guarire. In effetti, la sola idea di una regressione allo stato precedente è insopportabile. Molte donne trans che ho conosciuto estremizzano dicendo: “Meglio morte che tornare maschio”.
Affermazione che, vista da fuori, è incomprensibile, ma vista da dentro il percorso di transizione può essere condivisibile.
1 - uno studio condotto tra persone transgender sane, il 35% ha affermato che non interromperebbero gli ormoni neanche in caso di carcinoma mammario ormone-
sensibile
2 - Le persone transgender danno la massima priorità al riconoscimento della propria identità trans nel decision-making terapeutico
3 - Alcuni trattamenti oncologici possono essere percepiti come "affermativi" della propria identità di genere, mentre altri possono portare."
1 Roznovjak D et al, JCO 2023
2 Bryson MK et al, J Med Humint 2020
3 Lisy K, C cancer med 2023

Sara Iadecola “Carissimi, grazie a tutti per le bellissime presentazioni così come per il grande lavoro che portate avanti con il gruppo Oncogender.”
Non basta partecipare agli eventi e raccontarsi (come fanno molte persone trans), ma occorre ascoltare e imparare dagli altri relatori. Così facendo arricchisci le tue nozioni e al prossimo evento magari avrai qualcosa in più da raccontare.
In questo caso, trattandosi di medicina, è importante non sparare cazzate.
Al termine abbiamo assaltato il buffet e, dopo un giro di conversazioni, ho salutato e mi sono diretta all’autobus per rifare il percorso sperando di riuscire ad arrivare all’auto, dove ho un cambio di scarpe.
In futuro porterò agli eventi solo scarpe comode che non si possano rompere!
Che cos’è la Medicina di Genere?
Contesto normativo e razionale medico-scientifico
Per attuare concretamente il Piano è necessario raccogliere dati clinici e personali che rappresentino le dimensioni del genere, da integrare nei percorsi di ricerca, diagnosi e cura.
In Italia, il primo passo verso una medicina inclusiva è rappresentato dalla Legge 3/2018, che all’art. 3 prevede l’adozione di un Piano per la diffusione della Medicina di Genere nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Il Piano, approvato nel 2019 dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità, individua 4 aree di intervento: prevenzione e cura, formazione, comunicazione, ricerca e innovazione (in particolare quella basata sulle differenze di genere).
La Medicina di Genere considera le differenze di salute tra uomini e donne non solo come biologiche (sesso), ma anche come influenzate da fattori sociali, culturali, ambientali e relazionali (genere).
Simplified Summary
Oggi ho partecipato come relatrice all’Ospedale dei Tumori di Milano, in un evento organizzato dal gruppo “Onco Gender”, dedicato alla medicina di genere con un focus importante sulle persone trans. Il mio intervento ha raccontato il mio percorso, toccando temi legali e criticità ospedaliere per chi è in transizione. Ho ricevuto molti complimenti, anche grazie agli anni di teatro che mi aiutano a parlare in pubblico con naturalezza. Durante la sessione domande ho interagito con il pubblico, rispondendo con precisione e competenza. Molto interessante anche l’intervento del dott. Leone, che ha portato esperienze da un master a Londra su oncologia e persone trans. Ho imparato cose nuove, utili per i prossimi eventi. È stata un’occasione importante non solo per raccontarmi, ma anche per ascoltare e crescere.
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