Festa delle Dancers, il gruppo di danza a cui partecipo, anche se sono quattro mesi che sono in stop, per riprendermi dall’operazione.
Non sono ancora del tutto guarita, ma non potevo lasciarmi sfuggire questa serata. La loro energia mi dà tantissimo ed era troppo tempo che non stavamo insieme.
Mi sono presa quattro ore di permesso, per fare un riposino dopo pranzo e soprattutto fare la dilatazione vaginale, fatta come si deve e che richiede un’ora. In seguito ho fatto la doccia, un piccolo riposo di mezz’ora e preparata per la festa. Mi sono truccata, vestita, indossato la parrucca che avevo adattato: questa sera sarò a Amélie. Il tema della serata è: protagoniste dei film.

Ho scelto questo personaggio perché mi ha sempre ispirata, la storia è stramba, curiosa, divertente. L’altro motivo che potrò ballare poco, non posso indossare ancora tacchi alti e abiti troppo attillati. La scelta è stata un personaggio tranquillo dal punto di vista estetico: abiti comodi. Nei giorni scorsi avevo fatto delle prove con la parrucca: lavata, pettinata e acconciata per quel caschetto così fuori moda. La somiglianza c’era e oggi con il make-up l’ho accentuata.
Sono andata a Milano in auto, usando l’autostrada. Ho scoperto che non ho più bisogno della coperta posta sul sedile, altro segno della guarigione. Con quaranta minuti di guida è una bella cosa.
Sono arrivata per le 7:10, leggermente in anticipo, ma per fortuna c’era già qualcuna nel locale che affittiamo ogni volta. Mi hanno dato tanti abbracci, una per una. Lunghi e intensi. Dire che è stato bello è riduttivo, una grande emozione.
Nel tempo sono arrivate tutte e questa sera eravamo in 32! Ognuna con un abito a tema, alcune poco riconoscibili, solo due donne gatto e due Robin: assistenti da “il diavolo veste Prada”.
Nella prima parte della serata, mi sentivo un po’ rigida, sono stata per quasi quattro mesi “in controllo”, nessuna emozione, concentrata a guarire e fare il post operatorio la convalescenza come si deve, ma sono rimasta da sola quasi tutto il tempo e non mi ha fatto molto bene al mio lato femminile, che non ha potuto esprimersi come vorrei. In aggiunta c’è l’inverno freddo e indosso abiti comodi e poco femminili.
In linea di massima, adesso mi sento più vera e più viva rispetto a prima dell’operazione. Qualcuna mi ha detto che adesso sono integra ed è quello il motivo. Non c’è più quello scollamento tra come mi sento nel cervello e il fisico.

Ho letto il mio monologo, che è piaciuto abbastanza. Speravo ridessero in più punti, ma era la prima – e ultima – stesura. Non sai mai cosa fa ridere e cosa no…finché non lo provi più volte con del pubblico, ma va bene così: era solo per divertirsi.
Rivedendo un pezzo di video, dove mi hanno ripresa, ho notato che sono più sciolta e femminile, anche se tendo a ingobbirmi leggermente nel leggere, quando faccio queste performance. Dovrò ricordarmi di stare più diritta.
Come le altre volte, c’era da mangiare per un esercito, con la novità che metà del cibo era senza glutine – la nostra coach di danza ha scoperto di essere celiaca – tutto comunque molto buono. Anzi la parte senza glutine, era più sfiziosa e saporita. Abbiamo bevuto parecchio prosecco e tristemente scoperto che nessuna aveva portato dell’acqua! Avevo una borraccia piccola nella borsa, che mi è servita a fine serata. Abbiamo ripiegato su Coca e Sprite, ma non era lo stesso.

Ovviamente abbiamo anche ballato e molto. Mi è servito per fare qualche prova e capire le mie condizioni in questo momento. Non posso ancora saltellare, ne piegarmi, ma posso muovermi sul posto. Ho danzato per circa un’oretta anche se non di seguito. Danzare ha sbloccato tutta la parte rigida e di controllo: mi sono davvero lasciata andare! Con le emozioni liberate, ho apprezzato il resto della serata ancora meglio. Mi sono venute le lacrime, quando Alessandra ha letto un pezzo su di noi, dalla creazione ad oggi di questo meraviglioso gruppo: siamo tutte diverse eppure unite in qualche modo, non solo nella danza, ma grazie ad essa.

Ogni tanto mi guardavo nei vetri a specchio, lo faccio ancora per vedere quanto femminile sembro. Il riflesso era sempre di una donna! A metà serata ho iniziato a sentire caldo, probabilmente dovuto sia all’alcool che alla stanchezza per la danza, così ho tolto la parrucca,. Volevo godermi il resto della serata come me stessa.
Non sono rimasta fino alla fine, la mia patata ha iniziato a sentirsi gonfia ed ero anche stanca. Sono stata in piedi quasi cinque ore. Ho salutato tutte, alcune con un altro abbraccio, altre con un saluto generale: “mi siete mancate tutte, è stato bellissimo”.
Mi sono fatta i miei quaranta minuti di autostrada e sono rientrata a casa, distrutta e felice, come non accadeva da tempo.
Le compagne giuste e la danza fanno miracoli.
Simplified Summary
Dopo mesi di stop non potevo mancare, quella festa era ossigeno puro e lo sapevo. Tra dilatazione, riposo e trucco mi sono regalata una sera da Amélie, morbida e possibile, senza forzare il corpo ma ascoltandolo. Gli abbracci, uno per uno, mi hanno sciolta più di qualsiasi terapia e per un attimo mi sono sentita di nuovo parte viva di qualcosa. Danzare piano ha rotto il controllo, le emozioni sono uscite tutte insieme e sì, ho pianto, di bellezza e appartenenza. Sono tornata a casa stanca, gonfia e felice come non succedeva da tempo, conferma che le persone giuste e la danza sanno curare dove altro non arriva.
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