Quest’anno ho partecipato con un’amica e il gruppo con cui fa la camminata metabolica. Marta mi ha chiesto se dopo la lezione di DanceWorkout rimanevo da lei così al mattino avrei evitato di farmi un’ora di treno per arrivare. Avevo pensato che sarebbe stato faticoso fisicamente, ma poi mi sono detta che devo vivere intensamente e sfruttare ogni occasione per stare con le mie amiche.

Mi sono preparata una sacca, una borsa con ciabatte e scarpe di ricambio e sono partita per Milano. Oggi eravamo tantissime.
A metà lezione la porta si è aperta e c’erano due uomini giovani che dovevano recuperare qualcosa dallo stanzino dello staff di Cascina Merlata. E’ stato bello vedere la loro espressione guardando quindici donne danzare. Il pensiero che ora sono completa come le altre mi è arrivato, sembra che il mio inconscio ha bisogno di ricordarmi quello che ho fatto.
A fine lezione siamo state una mezz’ora la bar bevendo caffè; prendendo il sole e chiacchierando.
Alessandra, che non vedevo da due mesi, ha notato quanto è cambiato il mio viso in questo periodo, molto più femminile e la pelle ancora più lucida. Sapevo che nel post operatorio di vagino plastica sarebbe accaduto, ma non così tanto.
Poi con Marta sono tornata all’auto e ci siamo dirette al Merlata Bloom per fare la spesa.
Il pomeriggio l’ho trascorso sul divano a casa di Marta, lei che puliva bagno e cucina, mentre la figlia adolescente stava nella sua cameretta a studiare. In serata ho dato sfogo alle mie doti di cuoca preparando l’uovo in camicia, che abbiamo adagiato su un letto di yogurt greco, zucchine (che ho affettato da vera chef con il coltello grande) e menta.
Il mattino ci siamo dovute svegliare presto, alle 7:00, perché dovevamo trovarci con l’organizzatrice del gruppo che aveva ritirato i pacchi gara (sacca, maglietta, pettorina, volantini). Fuori pioveva abbastanza. Sapevamo del meteo avverso, ma il giorno prima c’era un sole caldo e speravamo in un miglioramento che non c’è stato.

Arrivare in zona Portello abbiamo incontrato le altre, alla fine eravamo una decina. Ci siamo dirette alla zona dei negozi per andare in bagno, per poi prendere un caffè. Di fronte al bar c’è una libreria La Feltrinelli, così sono entrata sperando di vedere il mio romanzo, ma purtroppo non c’era. Mi manca questa emozione. Possono ordinarlo se uno lo chiede, comunque ho un contatto per organizzare un firmacopie nel weekend.
Nel frattempo la pioggia si era fatta intensa. Ho indossato il K-way e pure l’ombrello e ci siamo dirette verso il punto di partenza insieme a un migliaio di pazze (e qualche uomo). Abbiamo fatto il percorso breve da cinque chilometri, con pioggia e fango in alcuni punti è stato il nostro massimo. Ho conosciuto meglio alcune di queste donne e scambiato battute sulla situazione, il non dovermi raccontare per oggi è stato un toccasana.
Questa è stata la prima camminata in un evento post operatorio, la prima anch’io con una vagina. Le altre volte partecipare era una cosa simbolica e di affermazione di genere, mentre oggi è stata la mia normalità: donna insieme ad altre donne (inclusa la problematica del cercare dei bagni puliti). (apri articolo della prima Strawoman)

Nonostante tutto mi sono divertita, anche perché ho chiuso l’ombrello e messo il cappuccio. Mi sono ricordata che non posso ammalarmi perché venerdì 15 sarò ospite al Salone del Libro di Torino a fare un firmacopie (dalle ore 14:00 alle ore 16:00 stand Unicopli).

Oggi non ero truccata, i capelli non stirati (li ho ricci) e avevo timore di vedermi nelle fotografie. Per tutte le altre sono una donna, non sanno nulla della mia transizione, ma forse avevo il viso leggermente maschile? Quando le hanno condivise nelle foto c’era una donna. Dopo quasi sette anni di transizione non dovrei più meravigliarmi, ma succede ancora e mi fa sentire meglio quando accade.
Tornate a casa abbiamo fatto una doccia veloce (buffo che quando sei bagnata umida una doccia d’acqua calda ti rinfranca) e abbiamo pranzato con i suoi genitori (la mamma settantenne sta leggendo il romanzo…e le sta piacendo), infine ho salutato con abbracci e bacio a Marta per tornare a casa.
Sono abbastanza provata fisicamente, ma soprattutto mentalmente. Non sono abituata a tanta socialità tutta insieme e mi stanca anche se sono felice. Devo fare delle pause e dormire, così da lasciare il cervello a elaborare cose che per cinquant’anni non è stato abituato. Una nuova vita tutta da vivere e scoprire.
Simplified Summary
Ho trascorso un weekend pieno di movimento, amicizia e piccoli momenti che mi hanno fatto sentire profondamente parte della mia nuova vita. Tra Dance Workout, la camminata sotto la pioggia con altre donne e una notte a casa di Marta, ho vissuto tutto intensamente, anche se fisicamente e mentalmente ero molto stanca. Durante l’evento mi sono resa conto di quanto oggi la mia femminilità sia diventata naturale, non più qualcosa da dimostrare ma semplicemente la mia normalità. Mi ha colpito anche vedermi nelle fotografie senza trucco e con i capelli ricci: nonostante le insicurezze, vedevo soltanto una donna. Sono tornata a casa provata, ma felice di stare finalmente vivendo una vita piena di relazioni, esperienze e cose nuove da scoprire.
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