A Treviglio due associazioni: Fare Meglio e Treviglio Aperta, hanno organizzato una settimana di eventi, come fanno ogni anno. La prima è un’associazione LGBT, l’altra promuove il territorio.
Grazie a un amico in comune, uno dei miei lettori di test, avevamo proposto di fare la presentazione del libro e poi procedere con domande e risposte coinvolgendo il pubblico.
Ieri sera c’è stata la serata, svolta allo Etsy bar all’interno del cinema Anteo di Treviglio.
Appena arrivata c’era ancora gente ai tavoli che mangiava prima di andare a vedere un film e il rumore nella sala era notevole. Poi sono spariti tutti, ma il problema era che non stava arrivando nessuno, tranne gli organizzatori e poche altre persone.
Abbiamo aspettato i canonici quindici minuti di ritardo prima di iniziare.
Poi, man mano, è arrivata la gente e alla fine avevamo circa trenta persone in sala.
Il rumore delle persone sedute ai tavoli era molto basso, tutti ascoltavano con attenzione e hanno fatto anche domande molto interessanti.
Io e il mio intervistatore (Giuseppe) parlavamo con un microfono che contribuiva a mantenere tranquilla anche l’atmosfera nelle altre zone del locale.
Avevamo anche le luci soffuse che hanno aggiunto l’effetto salotto all’evento.

Mi ero svegliata alle sei del mattino per andare al lavoro a Milano e quindi, nonostante la doccia fatta prima di arrivare, ero molto stanca e tanto eccitata. Anche se ormai sono abituata a gestire e partecipare agli eventi, c’è sempre quella sensazione frizzante che mi tiene viva.
Dopo l’introduzione delle due associazioni e una breve presentazione del mio profilo, ho letto i primi due capitoli del romanzo. Questa volta ho cercato di differenziare maggiormente le voci dei personaggi. L’idea era di far entrare il pubblico nell’ambientazione del romanzo.
Poi c’è stata l’intervista, molto interessante, che riporterò in un altro post (è durata quaranta minuti).

Successivamente abbiamo coinvolto la platea e sono arrivate bellissime domande, a cui ho risposto nel mio solito modo: chiaro, esauriente ed emozionale. Un paio di volte mi hanno anche applaudita.
Le persone in sala hanno capito che essere una persona trans è un po’ più complicato di quanto si immagini. Ho cercato di lanciare il mio solito messaggio: siamo persone normali con un piccolo problema in più. Alcune persone in sala mi hanno poi raccontato di conoscere, o aver conosciuto, persone trans, soprattutto adolescenti, un fenomeno che sta aumentando moltissimo.
Quale messaggio voglio lasciare alle persone giovani che iniziano un percorso di transizione di genere?
Armarsi di molta pazienza, perché il percorso non è rapido e richiede anni e perseveranza per superare tutti gli ostacoli. Non mollare mai. Sono davvero pochi i casi in cui finisce tutto male con famiglia, amici e affetti. Quindi non bisogna lasciarsi abbattere e bisogna cercare di essere propositivi e non negativi verso gli altri. Spesso il pregiudizio nasce dall’ignoranza sull’argomento. Non sempre è possibile riuscirci, però, quando ci si prova, la gente è migliore di quello che sembra.
Al termine c’è stata la vendita del romanzo con le dediche del firmacopie. Ne ho venduti otto, che non è male per un evento di presentazione. Non immaginatevi che a questi eventi si venda tantissimo: la cosa bella è guardare le persone che ti sorridono e apprezzano la dedica che hai appena scritto per loro. Sto diventando abbastanza brava a inventare sul momento frasi carine in base alla persona.
Alla fine l’evento è durato quasi due ore. Una delle organizzatrici mi ha detto che le ho trasmesso una qualche forma di energia e voglia di fare cose. In questi eventi tiro fuori il meglio di me e sono come una dinamo piena di energia, che ricevo e restituisco di continuo.
Sono arrivata a casa molto stanca, ma con ancora addosso tutta l’adrenalina e non riuscivo a dormire. Poi finalmente sono crollata, beata e felice, come si suol dire.
Simplified Summary
A Treviglio ho partecipato a una serata organizzata da due associazioni, con presentazione del romanzo, lettura di alcuni capitoli e confronto con il pubblico. All’inizio temevo sarebbe stato un mezzo flop, invece la sala si è riempita poco alla volta fino ad arrivare a quasi trenta persone molto attente e partecipi. Le domande sono state profonde, sia sul libro sia sul percorso di transizione, e più volte mi hanno applaudita. Alla fine abbiamo fatto il firmacopie e ho venduto otto copie, ma la parte più bella è stata vedere l’interesse sincero e gli occhi delle persone mentre parlavamo. Sono tornata a casa stanchissima, ma con quella sensazione addosso che ti ricorda perché vale la pena fare tutto questo.
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