Ieri sera sono uscita alle 22:00 per andare in spiaggia ad assistere al concerto della band “Le vibrazioni”. In tutta la costa Adriatica c’è stata “la notte rosa”, che in realtà è durata due giorni di eventi, concerti e fuochi artificiali. Qui a Porto Garibaldi l’hanno movimentata montando un palco sulla spiaggia, c’erano una decina di bancarelle che vendevano cibo e il resto del paese era addobbato di fiocchi e drappeggi rosa. Hanno anche messo cento sagome di fenicotteri fate in polistirolo, purtroppo dei ragazzi (deficienti) già la sera prima ne avevano spaccati parecchi staccandogli la testa. La madre dei cretini è sempre più incinta.
Perché questi volatili? I fenicotteri sono un simbolo, siamo vicini al “Delta del Po” che dista solo pochi chilometri più a nord, dove ci sono le riserve naturali piene di questi uccelli.

La sera prima eravamo usciti a fare due passi, che per mia mamma sono stati troppi nonostante le pause, ma ha resistito nonostante il fiatone. Così questa sera sono uscita da sola, anche perché il concerto inizia tardi e c’era parecchia gente in giro.
È stato il mio primo concerto all’aperto “al femminile” e purtroppo non mi sono divertita. L’essere sola in una spiaggia, mi ha ricordato troppe cose di quando ero al maschile quando nonostante la folla intorno a me, mi sembrava di essere solo al mondo. In questo caso, con me non c’era nessuno che conoscessi e dato che erano tutti a coppie e gruppi con famiglie, non avevo nessun interesse a fare conversazione.
Prima del concerto c’era un DJ che ha messo pezzi anni ’80. Mi sono seduta sulla sabbia e ascoltando la musica ho passato il tempo al telefonino. Finalmente è arrivata la band e le vibrazioni sonore erano troppe. Appena partiti a suonare con le chitarre elettriche, i fonici avevano pompato al massimo il volume degli amplificatori: mi vibrava lo stomaco e mi dava fastidio. Mi chiedo come fa la gente a stare così sotto palco, sono sordi?

Così mi sono allontanata e nel mentre scendeva il buio della sera, nonostante fosse la giornata più lunga dell’anno e solstizio d’estate. Inoltre aveva iniziato a spirare la brezza dal mare. Nonostante il poncho che avevo indossato sentivo freddo. Così mi sono spostata ancora, per due volte e poi mi sono resa conto che lo stare immobile ad assistere a un concerto dal vivo – rumoroso -, non mi è mai piaciuto e non mi piace tuttora. L’unico concerto in cui mi ero divertito (ero maschio) era quello di Elisa che si era svolto in un palazzetto, ma solo quando ero sceso sotto-palco a ballare con le ragazzine.
Ho anche notato, attraversando la folla, che alcune signore mi stavano osservando, ma solo se mantenevo lo sguardo su di loro. Era come se guardassero qualcosa di strano. Dalle fotografie che mi sono fatta quella sera, non ero poi molto femminile. Probabilmente c’è stata una regressione al maschile con tanto di ricordi del passato. Ultimamente questi scambi tra il me stesso del passato (quando sono da sola), e quello di essere Bianca (quando sono con gli altri), non mi fa stare per nulla bene. Mi ricorda gli inizi del percorso di transizione di sei anni fa. Tra poco più di un mese saranno trascorsi ben sei anni dal mio coming-out e come mi ha detto anni fa la mia psicologa: “le ricorrenze sono una cosa devastante a livello psicologico”.
Vado in ferie, ma non in vacanza
Shopping con un’amica
Materiali marketing per il romanzo di Nera Jones
Compleanno: e sono sessantuno
Inizio breve vacanza
Newsletter “Bianca, una vita rinata” è su Substack