Viaggio al Salone del Libro di Torino. Avevo chiesto se il mio libro fosse in esposizione: Mursia mi aveva detto di sì, ma non ha uno stand proprio e condivide quello del distributore Unicopli. Questo fine settimana erano previsti tre giorni di sciopero e non sapevo come fare per andarci. Ieri ho scoperto che i treni avrebbero scioperato domenica, così sono partita presto al mattino e sono arrivata all’ingresso poco dopo le 10:00. All’apertura c’era già parecchia gente in fila, ma per fortuna avevo il biglietto da espositore e ho saltato tutta la coda entrando subito.
Mi sono diretta allo stand per salutare, anche se avrei avuto la presentazione alle 14:00. Ci sono cinque padiglioni enormi, solo quelli principali, quindi ci ho messo un po’ ad arrivare. C’erano libri ovunque.
Arrivata allo stand ho salutato Fiamma, che è il mio contatto diretto con le librerie, così l’ho conosciuta di persona.

La prima emozione è stata vedere il mio romanzo esposto insieme agli altri. In realtà ieri, durante l’allestimento, avevano già pubblicato una fotografia, ma vederlo dal vivo è tutta un’altra storia. Emozionante.
Fiamma mi ha detto che questa mattina è venuto un signore anziano direttamente allo stand per comprare il romanzo, ma non abbiamo idea di chi sia. Forse mi segue sui social.
Ho fatto un giro tra i vari stand. Avevo circa due ore per visitare la fiera prima di tornare a fare il firma copie.

C’era la torre dei libri, una colonna gigantesca, e ovviamente erano tutti lì a farsi fotografie. Me ne sono fatta scattare qualcuna con in mano il mio romanzo.
Vedendo tutti quegli espositori e tutti quei libri capisci che riuscire ad avere anche solo un minimo di visibilità è davvero difficile, anzi quasi impossibile. Per fortuna il mio scopo principale non è diventare famosa o ricca, ma usare il romanzo per fare divulgazione, quindi ogni singola copia venduta, ogni sorriso di una persona che l’ha letto, mi ripagano di tutto il lavoro che c’è dietro.

Oggi ho speso circa cinquanta euro di trasporti per venire qui. Sarebbero servite la vendita di quasi cento copie solo per andare in pari, ma anche in questo caso lo scopo era fare esperienza e provare qualcosa di nuovo.
Vent’anni fa, in un’altra vita al maschile, con altri amici avevamo una società di giochi da tavolo e avevo partecipato a tre edizioni di Lucca Games, quindi so già cosa significa stare dentro uno stand. Questa volta, però, non avevo la necessità di vendere a ogni costo per ripagare le spese, quindi me la sono goduta.
Senza l’affanno e senza la pressione è la libertà che mi sta aiutando a diffonderlo come si deve, con calma e nei posti giusti.
La fiera è comunque molto dispersiva. C’è un padiglione con gli editori più importanti, uno con le iniziative regionali, altri dedicati agli editori più piccoli, e c’erano anche molti stand che vendevano fumetti e graphic novel.
Come è andata?
Lo leggi nel prossimo post, questo è sulla mia esperienza personale.

Prima che andassi via sono arrivate altre due persone di Mursia con cui ho i contatti ed è stato bello salutarle e conoscerle di persona.
Dopo aver fatto la fila per il bagno delle donne, che dopo l’operazione mi tocca sempre fare e con zaino e borsa impieghi effettivamente di più, sono uscita dalla fiera. Per fortuna i bagni erano puliti.
Una volta fuori ho scoperto di essere dalla parte opposta rispetto alla stazione. Ho aperto Google Maps, che è praticamente impazzito, e mi sono ritrovata quasi dentro uno svincolo autostradale, facendo qualcosa come due chilometri a piedi prima di raggiungere la stazione. Quando sono arrivata ho scoperto che era praticamente attaccata all’ingresso della fiera.
Stanca morta, vedere la stazione è stato come un miraggio.
Ho preso il treno per tornare a Torino Porta Susa, per poi scoprire che il mio treno aveva mezz’ora di ritardo. Comunque sto dettando seduta su una panchina del binario, in attesa del treno.
Ed è stata comunque una bella esperienza visitare il Salone del Libro, anche se c’è troppa confusione e c’erano file ovunque per assistere alle conferenze degli autori più famosi, agli eventi e addirittura ai firma copie. Ci tornerò? Senza un altro libro non credo, oppure andrò il primo giorno, pochi autori famosi, ma tranquillità di stare bene.
Simplified Summary
Sono partita presto per il Salone del Libro di Torino, schivando per un soffio i giorni di sciopero dei treni. Entrare con il pass da espositore e vedere “Il prezzo del cambiamento” esposto tra migliaia di libri mi ha fatto uno strano effetto, molto più forte di qualsiasi fotografia. Ho girato tra padiglioni enormi, stand affollati e code infinite, rendendomi conto di quanto sia difficile emergere in mezzo a tutto questo. Però ogni persona che si ferma, ogni copia venduta e ogni sorriso valgono più di qualsiasi classifica. Sono tornata a casa stanca morta, dopo aver quasi attraversato uno svincolo autostradale per colpa di Google Maps, ma contenta di essermi regalata questa esperienza.
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