Giovedì sera ero al lavoro a Milano, ho terminato un lavoro su un sito, così da non portarmi appresso pensieri di cose incompiute, e appena uscita dall’ufficio, per rientrare a casa con il treno, mi sono sentita rilassata come stessi andando in ferie.
In un certo senso era vero, mi sono presa quattro giorni per andare a trovare i miei genitori a Comacchio, ho sempre tanti giorni di ferie e non riesco mai a farli. In passato li utilizzavo per andare a fare le varie visite per la terapia ormonale, ma ora non andando in ferie, tra le spese della casa e quelle future dell’operazione a Madrid, non posso permettermi di andare in vacanza e le giornate di ferie si accumulano.
Venerdì mattina, dopo aver fatto la doccia, sono partita per farmi le tre ore e mezza di viaggio in autostrada per arrivare in Emilia. C’era molto traffico, soprattutto camion che sin superavamo come se fossero a un gran premio, ma per fortuna nessuna colonna.
È stato bello riabbracciare mamma e anche papà, nonostante continua a chiamarmi “il ragazzo”. Ha 84 anni e va bene così. La cosa curiosa è che mamma mi ha detto che hanno parlato di me, riguardo all’andare in pensione e lui gli ha detto che le donne vanno in pensione prima. Oggi in un negozio è entrato dopo dicendo che aveva lasciato dentro moglie e figlio. Per fortuna la tizia in cassa non ha dato peso alla cosa, mi aveva appena vista con mamma a scegliere abiti da donna. Va beh…
Sono super rilassata e qui c’è poco da fare, tranne fare dei giri nei centri commerciali con l’aria condizionata e una camminata in spiaggia al mattino. Purtroppo mamma non può più stare al sole.
Alla mattina, dopo aver fatto colazione, esco a farmi una camminata di un’ora, lungo la battigia. È il mio primo sole e non devo esagerare, inoltre non mi è mai piaciuto rimanere troppo a lungo sdraiata senza fare niente e abbronzarmi. Forse perché mi abbronzo subito in un paio di giorni. Questo lato femminile non lo sento mio.

Ieri mattina mi ero portata al cappello, ma volava via per il vento che spirava dal mare; a stare sdraiata a terra la sabbia ti arrivava in faccia e così ho fatto solo la camminata però dentro l’acqua. Arrivata alla spiaggia libera, mi sono sdraiata per una decina di minuti, e sono riuscita a perdere uno dei due auricolari wireless. Era di colore nero e nonostante l’ho cercato nella zona era sparito. 24 € buttati al vento, anzi 12€ persi nella spiaggia, non so perché però non mi è venuto da incazzarmi.

Mentre dettavo al telefono, questo blog il giorno dopo, sono arrivata in riva al mare e nel togliermi il copri costume, mi ero resa conto che non avevo più gli occhiali scuri che avevo inserito nel reggiseno. Cosa che non faccio mai. Non ho idea di dove li possa aver persi. Li avevo acquistati con usando una gift card in scadenza, in realtà li ho usati pochissimo in sei anni, ma è sempre brutto perdere qualcosa. Seguendo la filosofia buddista ho imparato a “lasciare andare”, ma questa cosa è ridicola. Quando sono rilassata, divento distratta e non so se è una cosa buona.
Stiamo mangiando molto, almeno per i miei standard abituali e quando avanza qualcosa, per non farla mangiare a mia mamma la sto mangiando io. Mio papà tende a mangiare tanto, ma quando è pieno scarica su mia mamma. Non riesco a fargli capire la concezione che se avanzano piccole quantità, si possono scaldare e mangiare in seguito (stile tapas). Non è necessario cucinare tanto oppure mangiare tutto, e quello che non ti senti puoi metterlo da parte se non lo tocchi.
Sono stata qua, poco più di un mese fa, ma ho visto i miei genitori invecchiati, forse perché c’è tanto sole e si nota di più l’età over ottanta. Anche i loro movimenti e nel camminare è cambiato dall’ultima volta, più lento e misurato. Mamma poi ha problemi a camminare, le viene l’affanno e tanto sudore. Mi si stringe il cuore, ma gli voglio bene e devo cercare di esserci il più possibile.
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