Ultimamente la mia vita procede a più velocità e a volte a tutta birra. Dopo una settimana lavorativa intensa (ho scoperto che usare l’intelligenza artificiale per programmare è più stancante che programmare), una giornata trascorsa al Salone del Libro di Torino (e ho camminato per tredici chilometri)…mi ero chiesta se sarebbe stato il caso di andare a fare la lezione di danza e poi una gita in bici con amiche?
Adoro fare attività con amiche e il mio fisico regge abbastanza nonostante sono entrata nei sessanta, poi avrei avuto la domenica per riposare (e infatti sto scrivendo adesso stando in un bar).
E’ falsa la pena? Sì.
Per il dance workout ho avuto stampato sul viso un sorriso, nonostante stanchezza, fatica e sudore. Adoro danzare, cosa che mi ero negata per quarant’anni vivendo al maschile e credendo di avere dei limiti su cosa fare.

Terminata la lezione ho indossato i pantaloncini da ciclista (quelli imbottiti) scoprendo che una parte dell’imbottitura era “da maschio” e sono serviti solo in parte…anche la preoccupazione delle mie amiche era sulla mia farfallina (prima patata, ma adesso è viva: cioè si muovono le labbra grandi e quelle piccole in base ai movimenti del corpo, non fa male, solo una sensazione curiosa. Ho scoperto poi che andare in bici con una vagina è abbastanza diverso da andarci con un un pene, più libera.
Eravamo in quattro, io con una bici prestata. Obiettivo: piccolo giro partendo dal parco di Trenno (zona di Milano Pero), andare al “Bosco in città” e fare un picnic.
Una volta entrate nella natura, tutta la fatica che avevo in corpo è sparita. Questo parco con molti alberi ti fa sembrare strano che tu sia dentro il cerchio della città di Milano.

Abbiamo fatto un pic-nic al sole scambiandoci panini, frutta e dolci. Tante parole, tanti argomenti. Rilassante e bello.
Poi abbiamo ripreso le bici per andare a fare un giro sulla passerella di legno e poi al laghetto. Qui la pace totale guardando le tartarughe nuotare lente mi ha preso, mi ero resa conto che avevo usato il cellulare solo per scattare fotografie. Ho staccato davvero con tutto e ci voleva, scusa Nera Jones, ma ci voleva una pausa!
Marta “Mi anticipi sempre amica…io ieri pensavo che chi l'avrebbe mai detto che felicità fosse anche una semplice biciclettata dietro casa, in un bel parco a fare un Pic nic con 3 donne meravigliose, parlando anche di scarafaggi nel prato?“

Il giro doveva durare un paio d’ore, ma invece alle 16:00 abbiamo preso un caffè in un bar e poi siamo tornate verso casa, loro. Io avevo ancora mezz’ora di strada da fare in auto. Il mio problema è sempre questo: faccio dei viaggi ogni volta e la stanchezza di guida si aggiunge a tutto il resto, ma ne vale la pena.
Come ho trascorso il sabato sera? Doccia, cena con salmone selvaggio, guardato la gara sprint delle moto e mi sono addormentata sul divano alle ore 20:00…bimba stanca morta e felice.
Simplified Summary
Ultimamente la mia vita corre a velocità assurde e, invece di rallentare, continuo ad aggiungere esperienze. Dopo una settimana intensa di lavoro e una giornata intera al Salone del Libro di Torino, mi sono ritrovata comunque a fare dance workout e una gita in bici con amiche. Ero stanca, sì, ma durante la lezione avevo il sorriso stampato in faccia, perché danzare è una delle cose che mi ero negata per troppi anni vivendo al maschile. La giornata in mezzo alla natura, tra picnic, laghetti, tartarughe e chiacchiere, mi ha fatto staccare davvero da tutto, persino dal cellulare e da Nera Jones. Alla fine sono crollata sul divano alle otto di sera dopo cena, distrutta ma felice, e forse è proprio questo il bello di sentirmi finalmente viva.
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