Mancano due giorni al sesto anniversario della mia rinascita. La data di quando sono riuscita ad uscire di casa indossando abiti femminili. Sono uscita con il batticuore (apri articolo del blog).
Qualcuno m ha notata? No, per fortuna.
Come mi ha detto la mia psicologa, gli anniversari possono essere anche una brutta cosa psicologicamente. Alcuni, in certi anni, sono stati davvero duri.
Forse anche perché qualcuno di questi è caduto durante il mio ciclo ormonale, che dura circa venti giorni. Non è un ciclo mestruale vero e proprio.

Qualche giorno fa ero a cena con un’amica. Le ho accennato a questa cosa del ciclo e mi ha confermato che, nel suo caso, il premestruale — circa tre giorni prima — è un momento in cui mentalmente non sta benissimo. Guardandosi allo specchio si vede “un cesso”, molto maschile, ed è di umore nero. Sono quasi le stesse sensazioni che provo anch’io.

Domani finirò e sarò ferie per nove giorni. In realtà dovrò comunque dedicare ogni giorno qualche minuto all’e-commerce che ho programmato e che gestisco. Purtroppo, questo non mi fa mai staccare la testa del tutto.
Cosa farò in questi giorni? Per ora non ho molte idee, e quasi tutte le mie amicizie sono in vacanza.
Domani mattina mi dedicherò a imbiancare una parte della cameretta: il muro esterno del palazzo, dove, come ogni anno, si è formata un po’ di muffa. Due mesi fa ho grattato e spruzzato l’antimuffa, poi, per pigrizia, ho rimandato… e adesso mi tocca.
Devo anche fare un giro in discarica, perché in garage ho davvero una montagna di cose accumulate. La discarica è rimasta chiusa per quattro mesi per lavori: uno dei motivi dell’accumulo.
Riguardo al romanzo di Nera Jones, la sera lo sto rileggendo sul mio Kindle e segnando su un quaderno tutto ciò che non va e le frasi da riscrivere. Di giorno dedico poi una mezz’oretta ad applicare queste modifiche, soprattutto cercando di decodificare la mia scrittura. Sono alla quinta revisione delle 300 pagine, chi ha detto che scrivere è facile?

La dieta prosegue, anche se comincio a stancarmi di mangiare prevalentemente verdura. L’app che sto utilizzando, “Mela rossa”, suggerisce anche numerose ricette, e ho imparato a preparare le verdure in modi a cui non avevo mai pensato. Però, alla fine, sono sempre le stesse cose: carote, zucchine, sedano, porro, cipolle, pomodori. Mi sta pure venendo voglia di carne rossa, ma resisto. Domani mattina la bilancia mi dirà se tutta questa dieta sta funzionando.
Lo scopo è perdere qualche chilo, ma soprattutto abituarmi a un regime alimentare molto più vegetariano. Così, quando una sera a cena farò degli eccessi, non sarà un problema rimettermi in carreggiata. Inoltre, dopo l’operazione, con 4 mesi di stop di qualsiasi attività motoria e sportiva e con la stabilizzazione ormonale della neo-vagina, c’è il rischio di mettere su peso.

Questa settimana mi hanno chiesto di fare da portabandiera a una manifestazione a Milano dedicata al mondo LGBT+ e sport. Come mi ha scritto il tizio che mi ha invitata: “Da quel che vedo sui social, sei fin troppo sportiva, ti interessa partcipare?”.
Peccato che si svolgerà proprio mentre sarò in Spagna, e poco dopo l’operazione di vaginoplastica. Pazienza, ci saranno sicuramente altre occasioni.
PS: rivedendo le foto di questo articolo, vedo quattro donne diverse, alcune estremamente femminili, altre poco. Sono io che mi vedo così, oppure no?
Sto dettando queste note mentre cammino nella campagna bergamasca e, rispetto alla passeggiata di ieri lungo il fiume Adda, il fatto di essere in ferie mi fa sentire più leggera e con la testa libera. Aiuta anche ascoltare le musiche di Einaudi.
Simplified Summary
Mancano due giorni al sesto anniversario della mia rinascita, un traguardo che non sempre è stato facile da vivere, soprattutto quando cadeva in pieno ciclo ormonale. Un’amica, di recente, mi ha confidato che anche lei, nei giorni premestruali, si sente più giù e si percepisce diversa allo specchio: sensazioni che conosco bene. Ora sono in ferie per nove giorni, anche se dovrò comunque dare un occhio al mio e-commerce. Domani mi aspetta un po’ di lavoro in casa, imbiancare un muro della cameretta dove si era formata muffa, e una tappa in discarica per liberarmi di mesi di accumulo. Nel frattempo continuo a lavorare al mio romanzo di Nera Jones, rileggendo e riscrivendo ogni giorno. La dieta quasi vegetariana procede, anche se la monotonia delle verdure comincia a pesarmi, e resisto alla voglia di carne rossa. Ho dovuto rifiutare un invito a fare da portabandiera a una manifestazione LGBT sportiva a Milano, perché sarò in Spagna per la vaginoplastica. Sto dettando queste note mentre cammino nella campagna bergamasca e, rispetto a ieri lungo l’Adda, oggi mi sento più leggera e con la testa davvero libera.
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