Sono trascorsi poco più di tre mesi dalla mia operazione di vaginoplastica (inversione peniena classica) che ho fatto a Madrid. Come mi sento? A che punto è la guarigione?
Per vari motivi tra cui la mia età (61 anni), il costo più alto non ho effettuato l’operazione peritoneale, che porta a una guarigione più rapida, ma non di molto in termini di giorni.
Lato fisico (per chi vuole operarsi e le persone curiose).
La neo vagina esternamente è guarita, ma all’interno non ancora. Non ci sono dolori di nessun tipo, solo una sensazione di fastidio e schiacciamento quando dormo sul fianco. Quando sono stanca, magari dopo una lunga camminata (per ora il mio limite è di circa mezz’ora) sento le labbra grandi gonfie; in realtà non lo sono così tanto visivamente.
Quando capita devo sdraiarmi a pancia in su per una decina di minuti con le gambe leggermente divaricate.

Continuo a fare la dilatazione vaginale quotidiana che impiega circa un’ora. Devo prima usare il dilatatore piccolo (bastoncino arancione di circa 1 centimetro) per liberare la pelle che cresce all’interno: tenderà sempre a richiudersi. E’ una specie di gelatina che rimane attaccata al bastoncino.
Il problema è che la parte più in profondità, gli ultimi 4 centimetri, tende a crescere in fretta e in un certo senso devo “scavare” con il bastoncino, stando attenta – c’è sempre la paura di bucarsi il canale. Quest’operazione mi impiega quasi 40 minuti di dentro e fuori; ruotarlo leggermente; sentire piccoli dolori quando finalmente va oltre (per fortuna ho la sensibilità totale su dove si trova e cosa fa la punta del bastoncino).
Al termine mi fa male il braccio. Finita questa parte infilo il dilatatore numero 5, lo tengo dentro per circa 4 minuti e ripeto l’operazione cinque volte, per un totale di 20 minuti. Infine mi alzo, con fatica sentendo tutto gonfio là sotto, faccio pipì, entro in doccia e lavo dall’esterno.
Sono ancora nella fase di utilizzare solo acqua per la pulizia e non posso toccarla con le dita (uso i guanti in nitrile usa e getta, quelli blu).
Farla tutti i giorni inizia ad essere stancante, ma va fatta.
Riguardo urinare, il getto è più diretto. Raramente bagna intorno. Riesco a tenere la pipì per circa due ore (il problema è la notte che devo alzarmi almeno tre volte) e capisco quando non ce la faccio più a tenerla. Mi pulisco usando le salviettine umidificate per neonati (costa poco e sono neutre), una volta al giorno uso il bidè con il getto d’acqua diretto.
Intimo: utilizzo mutande di tipo coulotte e quando rimango fuori casa a lungo (ad esempio al lavoro) indosso le guainette contentive a pantaloncino (così non sfregano intorno all’inguine). Però dopo almeno 5 ore che stringono, non vedo l’ora di toglierle.Il loro lavoro è tenere tutto senza sfregamenti. Spero il prossimo mesi di poter indossare dell’intimo più femminile e meno da nonna…

Effetti femminilizzanti. Non dovendo più combattere per eliminare il testosterone, i soli ormoni femminili fanno più effetto. La pelle è ancora più liscia, morbida e lucida. Soprattutto quella viso.
Lo sguardo si è addolcito.
I capelli crescono bene, ma rimangono fini.
Il seno non sta crescendo, forse sono impegnata a guarire là sotto…una cosa alla volta.
Le gambe sono più snelle e anche i piedi sono, in qualche modo, più magri.
Lato psicologico e sessuale.
La limitazione a fare attività sportive, socialità che durino tanto, mi ha portato a trascorrere la maggior parte del tempo da sola in casa. Andare due volte a settimana al lavoro, è una liberazione nonostante la sveglia alle 6:30. Però tornare a casa la sera solo per fare la dilatazione, cenare, guardare una serie sul tablet rimanendo sdraiata a letto…non aiuta a livello psicologico a farmi sentire donna.
Devo tenere duro ancora per quasi un mese, ho fatto tanto e posso resistere ancora, ma è difficile quando il resto del corpo è sano e vorresti sentire di essere finalmente completa.
Nonostante questa solitudine, quando esco di casa tutto mi sembra più vivo e vero. Mi sento come se la vita precedente non fosse reale, secondo un’amica è che adesso sono in linea corpo e cervello e quindi tutto sembra naturale e quindi “vero”.
Il neo clitoride è ancora spento, non sento nemmeno che esiste. Da qualche giorno però sto sognando qualcosa e mi sembra di sentire che c’è, ma poi la cosa finisce lì. Ci vorrà ancora un mese prima che inizi a sentirlo e secondo quando mi dicono le altre operate, sarà bellissimo.
Al momento non provo nessuna attrazione verso chiunque (maschio o femmina che sia), sicuramente i livelli ormonali e del poco testosterone che produco non si sono ancora stabilizzati a dovere. Poi lo stare da sola senza vedere nuove persone non aiuta ( e abitando nella bassa bergamasca non ci sono locali e occasioni a riguardo).

Quindi come mi sento?
Non sono pentita, sapevo molto di cosa sarebbe successo e quando; resta comunque un tipo di operazione dove non puoi raccontare ad altre come sarà, quello che si prova, dubbi e paure. Si deve avere una grande determinazione e volontà a non lasciarsi scoraggiare, non farsi nella testa dei film sul diventare una strafiga, rimanere ancorata a terra e un giorno alla volta guarire e metabolizzare tutto. Soprattutto ascoltare e fare tutto quello che il chirurgo, il ginecoloco, l’endocrinologo dicono: non fare di testa propria, non saltare le dilatazioni e non ascoltare come oro colato quello che altre donne trans operate vi dicono.
Simplified Summary
Sono passati tre mesi dall’intervento a Madrid e non mi pento, ma la guarigione è ancora un lavoro a tempo pieno. Fuori è tutto a posto, dentro no, niente dolore ma tanta pazienza, camminate brevi e gonfiori da gestire sdraiata. La dilatazione quotidiana è lunga, faticosa e mentale prima ancora che fisica, ma non si salta, punto. Psicologicamente pesa la solitudine e il corpo fermo, però quando esco il mondo sembra più vero, come se fossi finalmente allineata. Sessualità in pausa, sensibilità ancora spenta, ma so cosa mi aspetta e vado avanti un giorno alla volta, senza illusioni e senza scorciatoie.
Social, divulgazione trans, influencer
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