Oggi pomeriggio ho fatto la dilatazione vaginale, ma prima mi sono ricordata di fare una foto alla neo vagina. Ogni settimana scatto una foto, anche per vedere come guarisce. Altrimenti non ho modo di vedere, è lì sotto in mezzo alle gambe. Sono giorni che la sento gonfia e a volte sento dolore rimanendo seduta troppo a lungo al lavoro: in effetti è molto arrossata, come un mese fa. Forse ho sforzato troppo a stare seduta?
Domenica scorsa avevo il ciclo ormonale (non mestruale), mi sentivo giù e sembrava che l’universo cospirasse contro di me. Non mi ero resa conto di avere il ciclo finché non è passato il giorno dopo (dura due giorni circa).
Lunedì mattino mi sono svegliata alle 6:30 per andare in ospedale per fare gli esami del sangue. La settimana prossima avrò la visita con la endocrinologa all’ospedale Niguarda. Dopo un’ora di attesa, è arrivato al mio turno all’accettazione e la signora mi ha detto che l’impegnativa era scaduta.
Ha insistito nel dirmi che durava 180 giorni. Avevo calcolato sei mesi, dall’ultima visita. Peccato che ci sono stati dei mesi con 31 giorni e quindi era scaduta da soli cinque giorni. In sei anni mi è sempre andata bene senza che lo sapessi.
Mi ha preso del panico per non riuscire a rifare le impegnative in tempo, soprattutto avevo bisogno anche di quella per la visita al Niguarda.
Tornata a casa ho chiamato il medico di base, ma c’era l’assistente che non poteva fare impegnative. Così ho provato a scrivere alla mia endocrinologa, sperando leggesse la mia e-mail in giornata.
Nel pomeriggio alcune cose si sono magicamente aggiustate (finito il ciclo), come ad esempio le modifiche al romanzo non erano poi così drammatiche come mi immaginavo dal messaggio che avevo ricevuto domenica.
Più tardi mi ha risposto l’endocrinologa inviandomi via email le nuove impegnative.
Martedì mattina sono ritornata in ospedale. Questa volta con il computer portatile, così nell’attesa – sempre di un’ora -, ho scritto due pagine delle modifiche al romanzo: la signora Mursia mi ha chiesto un capitolo aggiuntivo.
Quando è stato il mio turno, ho pagato 60 €. Dopo l’operazione di vagina plastica, gli esami sono più numerosi, di conseguenza anche un costo di ticket. Fatto l’esame del sangue, sono tornata all’auto e mi sono diretta verso una una pasticceria dove fare colazione. Dopo aver bevuto il cappuccino ho scritto un’altra pagina del romanzo.
Più tardi ho ricevuto un invito, da parte di un oncologa, a partecipare a un evento che si terrà verso metà aprile: spesato per il viaggio e alloggio.
Un’altra email indicava una tavola rotonda per il progetto con i giuristi sulle norme che regolano il percorso di transizione, questo si svolgerà a Milano a metà febbraio.
Le mie attività di divulgazione stanno per riprendere!
Infine il gruppo di danza ha stabilito una data per fare un laboratorio domenicale.
La mia agenda si sta riempiendo di appuntamenti e dopo questi quattro mesi di stop di tutte le attività, mi sento davvero carica per riprenderle.

Mercoledì e giovedì sono andata a Milano per lavorare in presenza, anche qua svegliandomi alle 6:30.
Ieri pomeriggio ero in coma e avevo sonno, ma sono riuscita a tirare la sera, anche perché avevo un incontro con una mia amica transgender per un aperitivo.
Anche lei si opererà nella stessa clinica di Madrid dove mi sono operata. Lo farà nel mese di aprile e le ho raccontato un po’ di cose, in seguito le girerò altre informazioni logistiche e pratiche.
Siamo state due ore in un’enoteca, bevendo due calici di vino, mangiando stuzzichini e una pinsa.
Dopo quattro mesi è stata la mia prima serata fuori, e soprattutto a Milano. Un piccolo ritorno alla mia normalità.
Con grande fatica, dopo averla salutata, ho recuperato lo zaino con il computer tornando in ufficio e mi sono diretta verso casa. Scesa dal treno c’era pure la nebbia fitta.
Con gran fatica e prudenza sono tornata a casa mi sono schiantata a dormire
Ho saltato la dilatazione giornaliera, infatti non ce la facevo a dedicare un’ora all’operazione di dilatazione in polizia.
Stamattina avevo ancora sonno, ho lavorato solo 4 ore e preso il resto della giornata di permesso.
Dopo pranzo ho dormito un’ora, poi sono uscita per una breve camminata, al ritorno sono passata in biblioteca a prendere un’altro romanzo da leggere la sera. Infine sono andata dal benzinaio per il GPL. Nel frattempo sentivo la neo vagina come se fosse in fiamme.
Come scritto all’inizio devo avere esagerato oppure sono rimasta seduta in maniera errata. Dovrò farci più attenzione.
Simplified Summary
Ho forzato troppo tra lavoro seduta e rientro alla vita normale, e la neo vagina me lo sta facendo notare con gonfiore e bruciore. Tra ciclo ormonale e burocrazia sanitaria mi sono giocata una mattinata, salvata solo dalla prontezza dell’endocrinologa. In ospedale ho scritto pagine di romanzo tra un’attesa e un cappuccino, pagando anche il prezzo fisico ed economico del post intervento. Le attività di divulgazione e la danza stanno ripartendo tutte insieme, e io mi sento di nuovo viva ma stanca sul serio. Prima serata fuori, prima Milano, prima dilatazione saltata: segnale chiaro che devo rallentare e ascoltare il corpo.
Il risveglio della patata
Finalmente dalla parrucchiera
Visita endocrinologica di controllo
Decorso vaginoplastica a tre mesi
Prove per la festa delle dancers
Settimana un poco giù