Ieri ha piovuto tutto il giorno ed è stata una giornata tristissima, avevo una mezza idea di andare in un centro commerciale qui vicino, la scusa era per cambiare il reggiseno che mi hanno regalato le mie amiche. Sembro più magra, ma in realtà le spalle sono comunque importanti e occorre che sia di due misure più grandi per le spalline. (5B).
Dopo che le mie amiche sono andate via, nella notte e il giorno dopo, mi è sembrato di stare molto meglio (le amiche ti curano?) e avere meno dolori.
Questi però si spostano ogni giorno, in un certo senso mi stanno facendo fare la mappa della mia neo vagina.
Oggi non pioveva più e addirittura è uscito il sole, così ho provato a fare venti minuti di guida in auto. Va meglio, ma non ancora benissimo. Ho scelto apposta l’ora di pranzo per andare, così da avere meno traffico, e gestire la distanza di sicurezza per eventuali frenate. Nei rettilinei puntavo il piede sinistro e con il braccio destro sul freno a mano, mi tenevo pochi centimetri sollevata. Questo ha funzionato, ma quando sono scesa è stato un grande dolore, però meglio di quello che pensavo.

Camminando lentamente, sono andata da Tezenis, ho scelto la misura più grande e in cassa, la commessa mi ha fatto notare che era identica a quella che volevo cambiare: hanno sbagliato l’etichetta, così ho preso un altro modello similare, ma sempre di colore rosso.
Dopo sono andata da Bottega Verde, anche qua c’è il Black Friday con gli sconti, così ho preso crema occhi e viso a un prezzo ragionevole.
Oggi è stata la mia prima volta in un centro commerciale come “donna con vagina”, quando i commessi si rivolgono a me con un “signora”, adesso non è più come confermare chi sono (ne avevo bisogno di continuo), invece è una constatazione di fatto. Questo cambio psicologico era sperato, ma è stato anche imprevisto per come lo si è presentato.

Infine, sono andata in un negozio di para farmacia, dove ho trovato delle salviette per bambini a un prezzo molto basso, mi sono accorta che sto utilizzando un casino di cose e riempio ogni settimana un bidone della spazzatura con salviette, garze sterili, traverse per il letto… ho l’animo green, ma in questo momento non posso rischiare delle infezioni.
A questo proposito mi ha risposto il chirurgo (si è scusato del ritardo), e mi ha scritto: “In realtà va tutto bene, è solo che quella zona sembra un po’ più infiammata e proprio lì la ferita si è leggermente riaperta.”
Nessun problema a usare un po’ di crema, anzi: secondo me ti farà bene.
Non avevo realizzato che la chirurgia è stata fatta a partire dalla giunzione con le cosce…
Nel centro commerciale, avevo l’idea di mangiare lì, in uno dei numerosi negozi, ma non avevo così tanta fame e non c’era nulla che mi attirasse. Questa è stata una cosa strana, prima dell’operazione mi sembrava normale mangiare da sola in questi posti. Così ha deciso di ritornare a casa, evitando di andare nei bagni e tenendola fino a casa.
Nel centro commerciale, avevo l’idea di mangiare lì, in uno dei numerosi negozi, ma non avevo così tanta fame e non c’era nulla che mi attirasse. Questa è stata una cosa strana, prima dell’operazione mi sembrava normale mangiare da sola in questi posti. Così ha deciso di ritornare a casa, evitando di andare nei bagni e tenendola fino a casa.
Per pranzare ho preso una pizza qui in paese, ho speso molto meno che non a comprare un quadratino di pizza al centro commerciale ed è più buona.
Questo viaggio è stato un altro passo di ritorno verso la mia nuova normalità. Inizio ad annoiarmi a rimanere a casa, sdraiata sul letto quasi tutto il tempo, è anche un segno della guarigione che si avvicina.

La settimana scorsa, speravo di guarire ancora un po’ più in fretta e avevo dato la disponibilità ad andare in pizzeria il prossimo venerdì sera, con una ventina di compagne di danza, ma ho verificato che sarebbe uno stress molto grande andare in treno, prendere i mezzi, mangiare in pizzeria, dormire a casa di qualcuna con i vari problemi che ho di pipì e di asciugatura, rientrare col treno il giorno dopo. In effetti è prematuro.
Giuliana “Non avere fretta mia dolce Bianca, resisti ancora un po’. E’ meglio che tu guarisca bene del tutto senza rischiare ricadute o simili. Ci sarà modo e tempo per recuperare alla grande”
Però giovedì andrò a lavorare in presenza, per ritirare il computer aziendale e lavorare in smart working (speriamo di farcela!).
Simplified Summary
Ieri è piovuto senza pietà ed ero di un’umore grigio asfalto, con l’idea mezza stanca di andare a cambiare il reggiseno che mi hanno regalato le amiche. Stranamente, dopo la loro visita, ho avuto meno dolori: sarà che le amiche curano più di quanto ammettano? Intanto il mio corpo continua a farmi fare la mappa della nuova vagina, un dolore diverso ogni giorno. Oggi, col sole tornato a farsi vedere, ho provato a guidare: venti minuti da funambola, ma ce l’ho fatta. Al centro commerciale ho cambiato il reggiseno, fatto incetta di creme e salviette, e mi sono sentita “donna con vagina” in un modo nuovo, naturale, quasi ovvio. Ho saltato il pranzo lì — niente mi attirava — e me ne sono tornata a casa a mangiare una pizza migliore e più economica. È un altro piccolo passo verso la mia normalità nuova di zecca.
Scoperto l’organo fantasma…
Notte prima della dimissione ospedaliera
Dettagli spiegati e danza
Frasi mostra fotografica: Anime Frangibili
Considerazioni di fine anno sul blog transgender
Sfilata: Sfilo e non mi defilo