Domenica pomeriggio rientravo da Milano e, prima di rientrare a casa, mi sono fermata a fare una piccola spesa al supermercato. Dopo cena ero davvero stanca morta, non avevo voglia di fare la dilatazione, che ieri ho saltato (posso saltare qualche giorno dopo sei mesi), ma dopo un quarto d’ora che mi stavo per appisolare sul divano, ho deciso di farla e la cosa mi rilassa. La neo vagina è sensibile con il dilatatore piccolo, ma solamente quando allarga la parte finale interna, che è quella che tende a chiudersi. Non un vero dolore, ma una situazione spiacevole.
Di tanto in tanto gli sfregamenti delle mutande mi provocano eccitazione al clitoride. La cosa non è piacevole se capita mentre faccio danza oppure yoga, come ieri sera che nella prima parte della sessione e che mi ha impedito di fare alcune posizioni. La buona notizia è che il chirurgo ha fatto un buon lavoro.
Ieri ho rivisto una mia amica che fa l’erborista, che non vedevo da prima dell’operazione e che dato che lei non ha WhatsApp e non segue i social, non sapeva nulla. Avevamo giusto 15 minuti prima che iniziasse la presentazione in una libreria a fianco, così l’ho raccontato molto in breve anche del romanzo. Lei ha notato che camminavo con le gambe leggermente larghe, come se ci fosse ancora il pisello.
Spiegazione che gli ho dato, che in parte è vera, che la sento ancora leggermente gonfia e quindi se stringo le gambe sento premere. Non c’è dolore, ma inconsciamente cerco di evitarlo.
L’altra cosa che mi è venuta in mente che effettivamente dopo sessant’anni che camminavo in quel modo devo imparare camminare con le gambe più unite, soprattutto quando mi fermo e poi, dato che non c’è dolore quando stringo le gambe, devo gestire anche questa sensazione nuova.
Sto provando a cercare di capire qual’è la postura corretta per camminare adesso che molto è cambiato.
Nei primi mesi, ogni settimana facevo una foto (con il timer) della vagina che inviavo al chirurgo. Ho smesso circa quaranta giorni fa, non serviva più. Ho voluto fare una foto di aggiornamento e ho scoperto che una delle due piccole labbra e un po’ più grossa dell’altra. Spaventata sono andata a vedere le fotografie post operatorie e ho visto che erano già così anche non si notava così tanto perché c’era la carne arrossata e in guarigione. Altre mi avevano detto che nemmeno la loro vagina naturale simmetrica, ma va bene così. L’importante non è l’estetica, ma che io stia bene.
Non ho un compagno/compagna, per cui non ho l’urgenza di provare a farci sesso. Dopo sei anni di terapia ormonale sostitutiva la libido era scesa a zero a causa della pillola che distruggeva il testosterone. Dopo l’operazione ci sono voluti mesi per la guarigione e adesso?
Mi piacciono pochissimi uomini e donne, non ho trovato ancora nessuno di interessante e quindi anche le fantasie per provare a masturbarmi non ne ho. Se ripenso ad alcune fantasie del passato, quando immaginavo di diventare donna, mi eccito un attimo, ma poi arrivano pensieri vari che spengono tutto.
Così sto indagando sull’acquisto di un vibratore (un passo alla volta) e l’intelligenza artificiale, che ormai sa tutto di me, mi ha consigliato di prenderne uno esterno per cominciare, suggerendomi due modelli.
“Parti da un massaggiatore esterno morbido per alcune settimane. Senza “obiettivo orgasmo”. Solo esplorazione. Il cervello sta ancora rimappando la sensibilità e a volte la cosa più sorprendente è che il piacere arriva da punti completamente diversi da quelli che ti aspettavi.“
Non serve iniziare subito con uno più potente e interno, ma sarà sufficiente quel sistema di vibrazioni a stimolare il clitoride. Nel guardare i vari modelli ho visto che la maggior parte sono troppo a forma di pene (non so perché la cosa non mi eccita a dà fastidio a vedere la cappella di silicone) e soprattutto sono lunghi ben 22 cm, il mio canale vaginale arriva a 15 cm e potrò inserirne solo una parte. Sto imparando anche qui un mondo del tutto nuovo per me.
Gli stimolatori ad aria spesso funzionano molto bene dopo vaginoplastica perché non “sfregano” direttamente. Fanno una specie di pulsazione soffice. Però:
- va usato a intensità bassissima all’inizio
- meglio sessioni corte
- con molto lubrificante base acqua
Probabilmente acquisterò questo ‘VY Milano La Dama Massaggiatore intimo esterno’:
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Simplified Summary
Domenica sono rientrata da Milano distrutta e, anche se non ne avevo voglia, alla fine ho fatto la dilatazione perché ormai è diventata quasi un momento di rilassamento. La neovagina è ancora sensibile in alcuni punti e sto imparando a convivere con sensazioni nuove, dalla postura nel camminare fino a piccole eccitazioni involontarie durante yoga o danza. Ho anche scoperto che le piccole labbra non sono perfettamente simmetriche, ma riguardando le foto post operatorie ho capito che era già così e che, in fondo, conta stare bene più che inseguire la perfezione estetica. Sul piano sessuale invece mi sento ancora in esplorazione: libido bassa, poche fantasie e nessuna fretta di condividere il corpo con qualcuno. Così sto iniziando a informarmi sui vibratori esterni delicati, cercando di capire con calma come funziona questo corpo nuovo che, dopo sessant’anni, mi sembra ancora un territorio da conoscere.
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