Oggi ho partecipato alla mia ultima lezione di danza e me la sono proprio goduta. Giuliana si è accorta che ho sorriso per tutto il tempo.
La settimana prossima, al posto della danza, farò una gita al lago con altre amiche – ho tante amiche che mi vogliono salutare -, e poi quella dopo partirò per Madrid per l’operazione alla “patata”.
Dopo l’operazione per la guarigione completa, fino a gennaio, non potrò praticare attività fisiche intense, nemmeno yoga o lunghe camminate.

Giuliana “Mi ripeti che giorno parti? con un gruppetto dancers vorremmo salutarti prima e darti un piccolo pensierino per la tua Missione Dea”
In sala eravamo molte più del solito: alcune sono venute apposta per salutarmi. La lezione è stata speciale perché abbiamo ripetuto due volte le nuove coreografie, con ancora più energia.
Negli ultimi giorni mi capita spesso di pensare a certe cose come “l’ultima volta”. Non tanto in senso tragico — non sto morendo — ma legato che queste due settimane saranno l’ultima volta col sesso maschile. Ogni volta mi chiedo invece come sarà dopo. Non a livello fisico, perché il corpo si abituerà presto e diventerà naturale, ma sul piano mentale. Le donne trans operate che ho conosciuto sono cambiate molto, sono diventate ancora più femminili di prima. Credo che anch’io inizierò a vedere il mondo da una prospettiva diversa, finalmente dall’altra parte.

Alla fine della lezione, chi doveva andare via, mi ha regalato abbracci lunghi e intensi. Poi una dozzina di ragazze rimaste mi hanno fatto una sorpresa: un pensierino chiamato “kit viaggio”. Dentro una scatola, che sembrava uscita dal gioco dei pacchi, ho trovato banconote arrotolate, ognuna con un fiocchetto. Mi sono commossa immediatamente, mentre le guardavo negli occhi una per una: non tanto per i soldi in sé, che vanno e vengono (anche se sono utili), ma per il calore affettivo delle mie amiche. Alcune mi seguono quasi dall’inizio del mio percorso, ed erano più emozionate di me. Io, in questo momento, sono nella fase “segretaria organizzativa”: nel pomeriggio farò il bonifico di 9.950€ per l’intervento e, in settimana, quello di 280€ per l’assistenza medica domiciliare. Verrà un medico un giorno sì e uno no ,per otto giorni una volta che sarò uscita dall’ospedale, e questa presenza mi fa sentire molto più tranquilla.
Nella scatola c’era anche un bigliettino a forma di cuore, firmato da tutte, con una frase bellissima.
“Presto il tuo corpo saro allineato alla tua anima, ma sai bene che per noi sei già una donna straordinaria!“
Ti auguciamo tutta la fecicità del mondo per il viaggio che stai per intraprendere e saremo al tuo fianco ad ogni passo!

Stavo già piangendo, ma attingendo alla mia esperienza di lettrice e divulgatrice sono riuscita a leggerla ad alta voce, senza singhiozzare troppo. Al termine mi sono lasciata andare con le lacrime d è stato bellissimo: ognuna mi ha stretto in un lunghissimo abbraccio. Mi hanno dato ancora più forza per andare avanti.
Tutto questo mi ha ricordato l’affetto ricevuto più di trent’anni fa, quando salutai i miei amici maschi prima di partire per Londra a studiare inglese. L’idea era anche di cercare lavoro come programmatore di videogame e rimanere a vivere all’estero. Allora avevano organizzato una festa per me ed erano stati molto carini. La differenza è che l’affetto tra donne è immensamente più profondo, e credo anche che la mia emotività oggi sia molto più intensa.
Ora che sto dettando queste note, le lacrime sono tornate. È una bellissima sensazione nel cuore.
Tornata a casa dopo una breve camminata, ho fatto il check-in del volo, ho rivisto e sistemato i documenti cartacei (la carta non esaurisce la batteria…); infine ho effettuato il bonifico.
Solo a questo punto ho avuto il calo fisico ed emotivo, mi sono rilassata come quando si termina lo studio con un esame. La mia ultima volta, dove mi sono sentita così, è stato quando l’avvocato mi aveva comunicato che il tribunale aveva approvato il cambio dei documenti. Le attese si accumulano e poi vengono rilasciate al raggiungimento.
Ieri ho preso la mia ultima dose della pillola che distrugge il testosterone (non ne avrò più bisogno) e l’ultimo cerotto di Estradiolo (gli ormoni femminili). Questi li riprenderò tra un mese, l’interruzione è solo in via precauzionale. Non ci sono prove scientifiche che gli ormoni, che rallentano il coagulo del sangue, influenzino la ripresa da questa delicata operazione. In accordo con la mia endocrinologa: “Bianca, hai 61 anni, meglio non rischiare, tanto non cambia nulla.“
Prima dell’operazione avrei potuto interrompere per sempre la terapia ormonale sostitutiva, ma dopo sarò “obbligata” a prendere gli ormoni a vita (oltre a una grande manutenzione quotidiana della neo-vagina, cosa che fanno spesso tutte le donne nate femmine).
Credo che solo da adesso, inizierò a rendermi conto di quello che sto facendo.
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