Ma quanto sono alta?
So che sono una donna alta e grande (un metro e ottanta, ma di spalle ampie), anche se spesso tendo a dimenticarmene oppure a far finta di niente a lasciare quel pensiero in un angolino della mente.
Ad esempio, quando faccio danza mi sento di essere una ragazzina che balla, da quel che mi dicono le altre non ballo male e ho una grande energia. Nei video mi vedo come una ragazzina grande, finché non mi inquadrano di profilo e lì la mia fisicità si mostra e non mi fa bene.
In settimana ho partecipato a una sessione di meditazione che aveva anche una sezione di meditazione con danza Kundalini a occhi chiusi rimanendo sul posto: è stato molto interessante, ma per la mia lombalgia non è il massimo.
Eravamo ben diciassette, complice anche la serata libera dove non si pagava. L’ultima parte è stata di camminare nello spazio, guardare le altre persone con benevolenza e ballare lentamente. Mi sono lasciata andare nel flusso seguendo la musica, tranne che comunque mi trattengo dal muovere troppo le braccia. So quanto sono fisica e lo spazio che occupo per davvero e che non sento in quel momento. In passato ho dato delle manate!
Una dei partecipanti, al termine della sessione, scambiando due battute, mi ha detto che danzo molto bene. Evidentemente quello che vedono le altre non è la stessa cosa di quello che vedo io.

Abbiamo fatto anche una foto di gruppo e quando l’hanno messa sui social, ho visto quanto sono alta rispetto alle altre. L’altro giorno sui social, ho visto un breve video di Carly Tommasini, donna transgender, che è andata all’Isola dei famosi e nella fotografia di gruppo era molto più alta delle altre ragazze!.
Mi ha dato da riflettere su alcune cose e su come noi ci percepiamo, come ci vediamo nello specchio e quello che vedono gli altri a seconda se ci conoscono oppure no. Spesso ci sentiamo di non essere abbastanza in qualcosa: nel mio caso non sempre mi sento “abbastanza donna”. Capita raramente e dopo quasi sei anni dal mio coming-out, sono brevi momenti che capto: mi creano un piccolo fastidio nel cuore e poi vanno via.
Come oggi, quando ero appena rientrata dal pranzo con le amiche e mentre ero nei garage, una la vicina di casa, che per la prima volta ha sbagliato un pronome con me quando le detto che non era necessario che spostasse l’auto. In quel momento mi sono chiesta come mai ha sbagliato, sicuramente non se ne è nemmeno resa conto, ma mi arrivano lo stesso certi pensieri.
Le persone molto più giovani e all’inizio del percorso, risentono molto di più di queste cose, come se qualcuno dichiarasse a voce alta, che non stanno facendo abbastanza oppure che tutto quello che stanno facendo è inutile.
Dato che noi persone trans viviamo due vite, nel mio caso maschile e poi femminile. La me stessa donna sapevo che c’era, ma ho cerato di tenerla dentro e di ignorarla.
Nella seconda vita, ogni tanto il mio lato maschile tornava fuori e non sempre riuscivo ad accettarlo, vuoi con gli hobby, le cose che mi piacciono, la musica che ascolto. È veramente difficile riuscire a accettarsi, venire a patti con il proprio passato e tenere solo le cose buone. Molt* distruggono tutte le fotografie, i ricordi, e cercano di dimenticare chi erano. Da parte mia ho cercato anch’io di fare una cosa simile, senza cancellarle foto, ma salvandole in una cartella nascosta del computer (non ho ancora avuto il coraggio di riguardarle però).
L’accettazione della nuova me e le cose buone del vecchio me stesso, ha impiegato anni e ogni tanto qualcosina salta ancora fuori.

Siamo esseri complessi e soprattutto non capiamo perché c’è questo risentimento nelle politiche dei partiti di destra e di estrema destra, nei nostri confronti. Non ci conoscono, non sanno nulla di noi: chi siamo e come siamo, ma si arrogano il diritto di dircelo loro ed impedirci le cure mediche e quant’altro ci possa aiutare. Non è un bel periodo nel mondo per le persone trans (e per anche altre minoranze).
Simplified Summary
A volte dimentico quanto sono alta: un metro e ottanta, spalle larghe. Quando ballo, mi sento leggera come una ragazzina, ma poi nei video o nelle foto mi rivedo grande e imponente. Durante una meditazione con danza, ho cercato di muovermi con grazia, temendo di invadere lo spazio altrui. Una partecipante mi ha detto che danzo bene: forse vedono in me più bellezza di quella che vedo io. Una foto di gruppo mi ha ricordato la mia altezza rispetto alle altre donne, e ho pensato alla nostra percezione di sé, spesso più dura di quella altrui. A volte, un pronome sbagliato, come è successo con una vicina, mi fa vacillare, anche dopo sei anni dal mio coming out. Vivere due vite, prima da uomo poi da donna, lascia tracce profonde. Accettare entrambe le parti è difficile, ma importante. Non ho distrutto il passato: l’ho nascosto. Infine, è dura capire l’odio che alcuni politici nutrono verso di noi, senza conoscerci. Ma andiamo avanti, perché meritiamo di esistere.
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