Aggiornamento.
Sono in attesa che la clinica mi risponda alla e-mail, se possono prepararmi il documento che mi servirà per la malattia all’estero. Non hanno risposto, ma credo che il chirurgo in questi giorni sia impegnato a operare.
Se non dovesse riuscire a compilarmi il modulo, sarà un bel casino: dovrei coprire tutto il periodo con giorni di ferie (e non le ho per tutto il periodo), e mi scoccia perdere soldi con tutte le tasse che pago come lavoratrice dipendente.
Ho prenotato una visita dal ginecologo del Niguarda, l’unico in Lombardia con esperienza su donne transgender. La visita mi costa 152 €, perché tramite Regione Lombardia non posso scegliere il medico e dal sito risulta che prima di cinque mesi non c’è posto in provincia di Milano. Figurati a scegliere l’ospedale.
Consigliano di fare una visita ginecologica dopo uno o due mesi dall’intervento, per verificare che la guarigione proceda bene e non ci siano problemi. Meno male che all’ospedale Niguarda da qualche mese c’è qualcuno.
Sono arrivati anche gli esami del sangue della mia donazione AVIS: tutti i valori nella norma. Buon segno.

Domenica scorsa sono andata a pranzo da mia sorella. Alla fine mi ha abbracciata forte forte, e con uno sguardo che diceva: “Che cosa stai combinando?”.
Mi ha anche fatto notare una cosa utile: con il cambio stagione torna anche il COVID. Non ci avevo proprio pensato, ma se risultassi positiva agli esami del giorno prima in ospedale, non so cosa potrebbe succedere e se l’operazione verrebbe rimandata.
Così, a malincuore, ho rinunciato a tutti gli appuntamenti sociali ed eventi di questa settimana.
Mercoledì e giovedì lavorerò a Milano. In treno metterò la mascherina, per precauzione.

Domenica sera c’è stato un calo improvviso di temperatura: siamo entrati ufficialmente in autunno. Lunedì mi sentivo giù di tono, con un po’ di influenza e stanchezza. Rialzandomi dal divano dopo un breve riposino, mi girava pure la testa, come quando avevo la pressione bassa.
Ho preso aspirine, fatto spremute e cercato di rimettermi il prima possibile. Oggi sto già meglio. Cercherò di non esagerare con le camminate serali in paese, quelle che faccio dopo il lavoro per schiarirmi le idee e farmi passare il mal di testa.

Sono dieci giorni che ho sospeso la terapia ormonale e i valori di testosterone sono saliti. Non pensavo che il ritorno, soprattutto la reattività del pisello, fosse così rapido.
Si è riattivata l’eccitazione indossando vestiti simbolo della femminilità, come facevo prima del coming out: abiti attillati, gonne e tacchi alti.
Anni fa finivo per masturbarmi, poi tornavo a vestire da uomo. Per fortuna tutto questo negli ultimi anni era solo un ricordo. Ho sentito anche l’esigenza di indossare la parrucca.
Questa settimana, in un paio di occasioni, mi sono masturbata “in ricordo dei vecchi tempi”. Ovviamente non è stato come allora: la sensazione di piacere è molto ridotta rispetto a quanto ricordavo.
È l’ultima settimana, quindi ci sta che riaffiorino certe pulsioni. Pensavo mi avrebbero buttata giù, invece, sapendo che sono vicina al mio obiettivo, va tutto bene.
Simonetta “Ciao Bianca! Spero tu stia bene.“
Vorrei esprimere la mia ammirazione e sostegno per tutto ciò che condividi nella tua newsletter e farti in bocca al lupo per il 30 settembre. Be strong!
Mancano sei giorni all’operazione: sono ufficialmente nel conto alla rovescia.
Simplified Summary
Sono in attesa che la clinica mi rilasci il documento per la malattia estera, altrimenti dovrei coprire con ferie. Ho prenotato una visita ginecologica al Niguarda, a pagamento, perché in Regione i tempi sono troppo lunghi. Per prudenza ho ridotto gli impegni sociali: il COVID potrebbe compromettere l’intervento. Un calo di salute con influenza leggera mi ha fatto rallentare, ma ora sto meglio. Gli esami del sangue sono buoni, mentre la sospensione della terapia ormonale ha riattivato vecchie sensazioni fisiche. Mancano sei giorni all’operazione e sono entrata ufficialmente nel conto alla rovescia.
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