Questa sera, praticamente tutti gli ospiti del monastero sono andati a Berceto per un dibattito tra il monaco Tetsugen e Vito Mancuso.
In pochissimi siamo rimasti al monastero, così mi è venuta l’idea: ho lo zendo tutto per me! Volevo chiedere a qualcuno il permesso, il dubbio era se era consentito di mettere della musica nel locale, anche se avevo scelto un mantra musicato che mi ispira tantissimo.
Non c’era nessuno a cui chiederlo e così l’ho fatto. Il tempio è ancora al suo posto, quindi ha dato il suo benestare.
Il luogo ha un’acustica perfetta e già con il volume basso dell’iPhone, la musica riempiva la sala. Mi sono sfogata danzando con una tecnica chiamata disequilibrio, dove ti lasci andare letteralmente senza coreografia e improvvisi i movimenti.

È andato tutto bene fino a quando, una delle poche persone rimaste qui, ha deciso che doveva meditare ed è entrata, accomodandosi mentre mi vedeva danzare. Abbastanza cafona, direi, perché non ha chiesto se disturbava anche se non ne avevo ancora per molto.
A disagio ho danzato ancora un minuto, poi mi sono fermata e fatto solo un piccolo stretching.
Mi ha dato molto fastidio che non avesse rispettato il mio spazio e il mio essere, ma non volevo stare lì a litigare. Sono di ampie vedute e mi piace confrontarmi con le persone, ma solo quando anche loro sono persone a modo e rispettose.

Sono rimasta poi una mezz’ora a parlare con le poche persone rimaste. È stato interessante conoscere le dinamiche della loro vita e del loro lavoro.
Ho così scoperto che l’associazione che gestisce questo monastero ha sede a Milano, quindi magari quest’inverno potrei fare qualche attività con loro che è vicino a casa.
Poi, con molta tranquillità, sono andata a farmi la doccia e, dato che eravamo solo tre donne tra gli ospiti in tutto il monastero, sono tranquillamente uscita nuda dalla doccia senza pormi il problema di coprirmi un pochino o di asciugarmi e indossare subito le mutande.
Lo stesso per una delle altre ragazze che, quando le ho fatto notare che poteva stare tranquilla, mi ha detto: «No, stavo solo cercando di non sgocciolare in giro, non era per il pudore.»
Questa è una cosa che mi ha fatto stare molto bene, nonostante in questi giorni non sempre mi sia sentita così femminile.
L’unica cosa curiosa è stata che il mio cervello cerca di guardare le farfalline delle altre, ma solo per verificare come sono fatte e se la mia è davvero così uguale.
Mi sono anche chiesta se era più qualcosa del mio passato maschile che non ho ancora elaborato.
Daniela P.”Beh tesoro, la nostra farfallina è come le altre.“
Poi può capitare che magari le vediamo ma non preoccuparti la tua passerina è a posto
Rivedendomi in alcune fotografie e nei video, comunque, non sempre mi vedo così tanto donna. Spero che sia solo questo periodo di settimo anniversario, visto che inizia l’ottavo anno di vita di Bianca.
Simplified Summary
Quasi tutti sono andati a Berceto e io mi sono ritrovata con lo zendo praticamente tutto per me: occasione perfetta per mettere un mantra e lasciarmi andare nella danza. È stato bellissimo, almeno finché una persona non è entrata a meditare senza preoccuparsi troppo di interrompermi, cosa che mi ha infastidita parecchio. Più tardi ho chiacchierato con gli altri rimasti e scoperto che l’associazione ha sede anche a Milano: potrebbe diventare un bel posto da frequentare quest’inverno. La doccia condivisa con altre donne, vissuta con assoluta naturalezza e senza pudori, mi ha regalato invece una sensazione di appartenenza che mi ha fatto molto bene. Forse ne avevo bisogno proprio adesso, mentre festeggio sette anni di Bianca e, guardandomi nelle foto, ogni tanto continuo ancora a chiedermi quanto riesca davvero a vedermi donna.
Il giorno dopo la grande esperienza
Ultima mattina al monastero Sanbo-ji
Laboratorio sugli oli essenziali e meditazione olfattiva
Secondo giorno, mattino, al monastero buddista
Arrivo al monastero buddista Sanbo-ji
Terminata la seconda stesura di Nera Jones, il sequel 