Il laboratorio di meditazione con gli oli essenziali del pomeriggio è stato molto bello.
Eravamo solo donne, tranne il ragazzino che a un certo punto ha detto: «Ma sono l’unico maschio qui?»
La cosa buffa è che ha i capelli lunghi e i lineamenti gentili e sembra una ragazzina. Non è trans, comunque.
È stato organizzato in modo da avere attinenza con le tematiche del monastero. Così abbiamo fatto meditazione olfattiva.
Siamo state in silenzio, in meditazione e a occhi chiusi, per una decina di minuti, chi seduta, chi a terra. Io ero sulla panca.
A un certo punto Paola Yuko passava e ci metteva in mano un cotton fioc imbevuto di olio essenziale.
Lo annusavamo con entrambe le narici, poi con una narice alla volta e anche dopo un po’ di tempo, dato che alcune fragranze cambiano nel tempo.

Cosa sentivamo? Ci accendeva qualcosa nella mente? Lo percepivamo solo in una narice? Era piacevole oppure suscitava qualcosa di negativo?
Riaperti gli occhi, ognuna condivideva ciò che aveva percepito e provato.
Alcune avevano evocato immagini simili, come per esempio un garage con del legno lavorato. Altre avevano avuto reazioni negative a una determinata sostanza.
Una ha fatto un viaggio nel Medioevo, tra botteghe ed erboristerie.
Infine ci veniva detto quale pianta aromatica fosse stata utilizzata.
Che cosa ho percepito e provato?
“Issopo”
quella che poi ho scelto per portarne a casa un boccettino. Ero indecisa tra questa e il Ginepro, poi ho capito che non devo mai prendere la strada più ovvia e facile.
Ho visto un colore verde chiaro. Mi ha evocato armadi vecchi e lenzuola di lino. Mi ha anche provocato un piccolo giramento di testa e mi sono fermata.
E’ una specie di lavanda di colore viola-blu. Apre molto il respiro e soprattutto nei polmoni.
“Ginepro”
A seconda delle narici mi ha fatto effetti diversi. In quella sinistra mi ha illuminato la mente, e in quella destra poco e andava verso il basso.
Mi ha evocato un ricordo della scuola di grafica negli anni ’80, qualcosa che ha a che fare con matite, carta da disegno e colori.
Un colore grigio chiaro e un profumo lontano nel tempo.
“Melissa e Salvia sclarea”
Mai sentito questo profumo. Ha evocato un colore marrone scuro, ma nient’altro.
Essendo una combinazione credo che si siano annullate le reciproche qualità, almeno con me. Alle altre è piaciuto parecchio.
“Elicriso”
L’ho sentito pungente dopo alcuni attimi. Ha evocato profumi d’oriente, il loro legno, quindi colore marrone scuro.
Nessun ricordo è saltato fuori.
E’ stato strano:
- prima impressione mi piaceva
- dopo molto di meno
- arrivava quel sentore pungente e poi ricominciava
Era come attirarmi e respingermi quasi insieme.
“Lavanda vera”
E’ stato simile alla Salvia sclarea, ma nessun ricordo, nessun colore. Ha evocato solo un grande prato fiorito in montagna.
Cosa curiosa è che all’inizio nelle singole narici non sentivo nulla, ma solo messo in mezzo al naso.
Dopo alcuni attimi il contrario!

Alla fine, mi sono resa conto che, fino ad adesso, mi sono lasciata portare a caso con i profumi, saponi e quant’altro. Giusto un annusata per capire se non ti dia fastidio o piacere.
In passato avevo il naso molto sensibile e vivendo come maschio la cosa mi sembrava da tenerla segreta, anche perché altrimenti sarei sembrato gay (e non trans). Non volevo mostrarmi debole e poco maschio. Negli anni ’80 le uniche trans erano le prostitute brasiliane e non era un bel periodo per esserlo.
Decisi di non approfondire, far capire che non mi interessavano i profumi (che poi quelli maschili non li ho mai sopportati, nemmeno i dopo barba), ovviamente sbagliavo e mi sono negata un parte importante di me stessa.
Oggi ho imparato che ci sono tanti tipi di aromi e fragranze e molti potrebbero essere davvero interessanti per me, quindi in futuro cercherò di migliorare le mie conoscenze su profumi e scienze e quant’altro.
Copertina articolo, rielaborazione foto originale di Chiara Guerri.
Simplified Summary
Il laboratorio di meditazione olfattiva mi ha fatto scoprire quanto un profumo possa evocare colori, luoghi, ricordi e sensazioni completamente diverse. Issopo, ginepro, elicriso, lavanda, melissa e salvia sclarea mi hanno portata ogni volta da qualche parte, oppure da nessuna parte, che è interessante lo stesso. Ho scoperto anche quanto le percezioni possano cambiare tra una narice e l’altra e persino nel giro di pochi secondi. Mi sono resa conto che per anni ho tenuto lontano un mondo che in realtà mi incuriosiva, anche per paura di ciò che avrebbe potuto raccontare di me. Adesso voglio recuperare: conoscere meglio profumi, aromi e fragranze e, soprattutto, imparare ad ascoltare quello che mi fanno sentire.
Danzare un mantra
Sanbo-ji e Nera Jones nella libreria del monastero
Secondo giorno al monastero buddista e laboratorio sulle Api
Secondo giorno, mattino, al monastero buddista
Arrivo al monastero buddista Sanbo-ji
Terminata la seconda stesura di Nera Jones, il sequel 