Uscita per cena in un paese vicino a Siena.
Purtroppo la figlia Carlotta è qualche giorno che non sta bene. Non si capisce se sia influenza o un COVID leggero. Ha cercato di stare distante da me, ma ieri mi erano venuti un po’ di stanchezza e mal di testa, così sono andata in farmacia e ho preso un’aspirina, della serie: non si sa mai. Infatti mi sono sentita molto meglio più tardi.
Quindi siamo andati solo in quattro, prima a Monteriggioni, che è un borgo arroccato in cima a una collina, ormai quasi solo per turisti, con ristoranti e prezzi molto alti, ma non così tanto rispetto a Milano.
Io non ci salivo da trent’anni e anche loro da parecchio. Addirittura mamma Loriana non sa neanche bene quanto tempo sia passato dall’ultima volta.
Ho indossato il vestito che ho acquistato nella mattina e mi sta davvero bene. E’ difficile trovare abiti adeguati con le mie spalle ampie, ma questo sembra fatto apposta per me. Sentirmi bella è una cosa che non mi capita spesso.

Alessandra C.”Il tuo sguardo parla da solo! Goditi questa felicità perché te la meriti.”
È molto in salita e, anche se abbiamo parcheggiato abbastanza in alto, c’è stato un piccolo tratto da fare a piedi. Loriana ha 87 anni ed è stato bello vedere Simona camminare a braccetto con lei. Mi ha ricordato quando esco con mia mamma e la tengo per mano.
Siamo poi scese dalla collina per andare al ristorante a Strove, dove avevamo prenotato. Cibo buono e prezzi onesti. Non è uno di quei posti dove dici: ah, ho mangiato qualcosa di speciale, però nel menù c’erano un po’ di cose interessanti.
Avevo scelto dei ravioli con spinaci e mozzarella di bufala, solo che avevano finito gli spinaci. Volevo ripiegare su un’altra pasta non impegnativa, esaurita anche quella, e così alla fine mi sono toccate le tagliatelle al ragù di cinghiale. Molto buone, grandi quantità e poi difficoltà durante la notte a dormire per digerirle.
L’alternativa erano hamburger, carni varie e qualcosa di pesce, che hanno preso gli altri. Il pesce, però, lo mangio molto buono quando vado al mare dai miei genitori e qui io voglio approfittarne per le specialità senesi, che sono molto carnivore.
Abbiamo anche preso due taglieri di affettati e formaggi e io ero già piena. Per fortuna hanno ritardato il servizio, così ho avuto modo di fare spazio per le tagliatelle.
La serata ovviamente è passata con qualche pronome sbagliato ogni tanto, ma ci sta e non mi crea più nessun problema. L’unica cosa curiosa è stata quando sono arrivati i due decaffeinati e il mio caffè. Simona ha detto: «I due alle signore». Anch’io sono una signora, ma va bene. Forse, parlando di ricordi e del passato, a un certo punto è tornato qualche automatismo. Probabilmente anche il mio tono di voce è calato e non era più così femminile.
Sicuramente ho terminato i miei coming out con le persone che mi conoscevano da prima.
Non so se sto diventando vecchia, se sono più attenta alla mia alimentazione e ai tre chili che devo perdere, ma queste mangiate non mi danno più la soddisfazione di un tempo. La convivialità mi piace molto, però le porzioni sono sempre troppe.
Simplified Summary
Carlotta non stava bene, forse influenza o un COVID leggero, e anch’io ho avuto un po’ di stanchezza e mal di testa, risolti con un’aspirina. Siamo andate in quattro a Monteriggioni, dove non tornavo da trent’anni, e mi ha fatto tenerezza vedere Simona a braccetto con mamma Loriana, proprio come faccio io con mia mamma. Poi siamo scese a Strove per cena e, dopo due piatti che avevo scelto ma erano finiti, mi sono toccate delle abbondanti tagliatelle al ragù di cinghiale, buonissime ma difficili da digerire. Qualche pronome sbagliato durante la serata, qualche automatismo legato ai ricordi del passato, ma ormai non mi crea più problemi e credo di aver concluso definitivamente i miei coming out. Forse sto diventando vecchia o semplicemente più attenta a quello che mangio: adoro ancora la convivialità, ma queste grandi mangiate non mi danno più la soddisfazione di una volta.
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