Questa settimana non saprei bene come definirla. È iniziata cercando di capire come gestire e aiutare i miei genitori, che si stanno trasferendo di nuovo qua in Lombardia, soprattutto per fare delle visite mediche in tempi brevi.
Papà sembra che stia peggiorando con la memoria a breve termine, si sente confuso e spesso continua a chiedere le stesse cose oppure cambia idea. Ha sempre cercato di risolvere le cose in fretta e non ha un minimo di pazienza, cosa che è impossibile con la burocrazia e il settore medico italiano. Anzi, siamo riusciti a trovare un appuntamento per fare una risonanza magnetica in quattro giorni, anche se ci sono 40 minuti di autostrada per arrivarci. Si è offerto volontario mio cognato, perché questa settimana io ho lavorato tre giorni in presenza per formare il programmatore che mi sostituirà in azienda alla fine del mese.

Sto facendo l’insegnante e, sebbene lui abbia una buona conoscenza della programmazione, arriva dall’ambiente Windows, mentre noi stiamo usando computer Apple. Scoprirà che sono molto più facili da usare, ma anche abbastanza differenti.
Inoltre, stiamo usando l’intelligenza artificiale in una maniera che la maggior parte delle aziende italiane non sa nemmeno sia possibile. Abbiamo creato un sistema sui nostri server per cui diamo i comandi all’intelligenza artificiale e poi verifichiamo quello che ha programmato. Ora gli sto insegnando, però, a programmare alcune parti manualmente e poi a farsi assistere per completare e verificare il lavoro. Giusto per fare un esempio, abbiamo creato un form con soli tre campi di testo e il server che riceve i dati. Poi abbiamo detto all’intelligenza artificiale di completare tutto inserendo una ventina di dati che ci occorrevano: cosa realizzata in cinque minuti.
Con il metodo tradizionale avrebbe impiegato una giornata intera.

Il mio capo programmatore si è tranquillizzato perché sta vedendo che, grazie all’intelligenza artificiale, il nuovo programmatore sembra riuscire a starci dietro e a imparare a sostituirmi. Ho anche preparato una quarantina di documenti che spiegano ogni cosa, con tanto di schermate e frecce che indicano dove cliccare.
Oggi abbiamo pranzato insieme, mangiato una pinsa romana che sto ancora digerendo questa sera, e parlato sia del programmatore sia di nuove tecnologie da provare a utilizzare e applicate. Anche se in questa azienda non le vedrò applicare. Confrontarci e scambiarci idee è comunque una cosa molto importante e forse l’unica che mi mancherà nel nuovo lavoro.

A tal proposito, oggi è arrivata la mail con il link per compilare il form online e firmare digitalmente il contratto di lavoro.
L’ho letto con attenzione. Nel lavoro attuale il contratto era di una pagina e faceva riferimento per tutto al contratto collettivo di lavoro. Qui è una società per azioni, quindi sono molto più precisi.
Fa abbastanza impressione la parte che indica i miei compiti di lavoro. Sono tutte cose che sono in grado di fare, ma lette tutte insieme sono davvero tante. Molto in breve, si tratta dell’organizzazione di eventi in ambito medicale, compresa la formazione, dalla progettualità alla realizzazione. La stessa cosa nel settore digitale e informatico, oltre all’aiuto nella crescita dell’azienda e nella gestione di aziende esterne che verranno acquisite.
Cosa interessante, l’azienda si impegna a farmi formazione. Chissà se questa sarà durante l’orario di lavoro oppure, come si usa spesso in Italia, ci si forma mentre si lavora oppure te la fai a casa per i fatti tuoi.
Lo stato d’animo attuale è: eccitata per il nuovo lavoro, interessata a fare formazione al programmatore e incasinata nei weekend per aiutare i miei genitori. Tutto questo per arrivare al 6 ottobre e iniziare con il nuovo impiego.

In mezzo ci si è messa anche la frizione dell’auto, che dovrò far controllare, la donazione di sangue all’AVIS, l’inizio delle lezioni di danza e yoga, la partenza di una serie di incontri sulle persone sensibili. Non mi sembra di avere tutte queste serate libere e poi dovrò decidere, una volta iniziato il nuovo lavoro e capiti gli orari, in quali giorni spostare le varie attività e quali, purtroppo, doverci rinunciare.
Devo anche riuscire a infilarci il ritocco delle sopracciglia tatuate e l’ultima sessione di epilazione con il laser Alessandrite: quello medico è super potente che serve “solo” a eliminare i peli neri della barba. Quelli bianchi invece ne ho anche parecchi che, come tutte le donne di una certa età, dovrò tenermi. Fare l’elettrocoagulazione richiede troppo tempo e, soprattutto, non potrei raderli durante il trattamento, che richiederebbe una decina di mesi e parecchie sedute.

Come se mi bastassero tutte queste cose, finalmente è arrivato anche il computer portatile Apple del 2017, usato, che ho trovato a 160 euro.
I corrieri sono impazziti questo agosto e hanno impiegato otto giorni per consegnarlo, facendogli fare la spola tra Brescia e Bergamo quattro volte!
Pesa 800 grammi, ha uno schermo in altissima definizione e lo sto usando come macchina da portarmi in giro senza dovermi preoccupare troppo se si rompe o me lo rubano. L’ho già collaudato in treno in questi giorni. Il suo compito è velocizzare i tempi di scrittura per la newsletter, ma soprattutto per i due romanzi che ho in ballo: il secondo libro di Nera Jones, che è in revisione, e quello intitolato “Centrifuga”.
Si prospettano due mesi molto intensi, ma ce la posso fare!
Simplified Summary
Settimana incasinata tra i miei genitori che tornano in Lombardia, visite mediche da organizzare e papà che sembra avere sempre più problemi con la memoria a breve termine. Nel frattempo sto formando il programmatore che dovrà sostituirmi, tra Apple, intelligenza artificiale e una quarantina di documenti che gli ho preparato per sopravvivere senza di me. È arrivato anche il contratto del nuovo lavoro e, leggendo tutte insieme le cose che dovrò fare, ammetto che fa una certa impressione. Però sono eccitata e curiosa di cominciare. Prima del 6 ottobre devo riuscire a incastrare auto, AVIS, danza, yoga, incontri, sopracciglia, laser e naturalmente i miei genitori. E come se avanzasse del tempo, è arrivato anche il piccolo MacBook da 800 grammi: due romanzi e una newsletter non si scriveranno certo da soli!
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