Tra poco farò una doccia e mi preparerò per la serata come turista, donna… precisazione d’obbligo, perché tutte le altre volte, negli ultimi trent’anni, ho fatto il turista uomo qui a Siena ed è un’ottima occasione per sostituire i ricordi con la loro versione femminile.
Ho parcheggiato fuori Porta Camollia e fatto parecchia strada a piedi, percorrendo la stessa via che avevo fatto 31 anni fa insieme ai miei amici in vacanza. Sono cambiati i negozi, gli edifici sono gli stessi.
Arrivata in piazza, ho cercato di farmi qualche fotografia. Ci tenevo tanto ad avere almeno uno scatto in Piazza del Campo, o il Campo, come si dice qui a Siena.
Nel frattempo sono passati i tamburini e gli alfieri della Contrada della Selva, quella della mia amica Simona, che stasera è in contrada a una cena. Sentire i tamburi risuonare nella piazza è stato molto bello.
Ho fatto la lunga scalinata per arrivare alla cattedrale e poi sono ridiscesa per i vicoli e i negozi. Tornata in piazza, era arrivato il Nicchio, che ha vinto il Palio, ma non si vedeva ancora l’enorme folla che seguiva gli alfieri, chiamati erroneamente sbandieratori.

Praticamente mi sono trovata in un punto favorevole perché è arrivata la fiumana dei contradaioli, tutti col foulard, tantissimi anche col ciuccio in bocca. Troppo complicato spiegare il motivo qui…
Così ho potuto vedere molto da vicino il Palio che hanno vinto.
«Io fo’ pe’ Nicchio». Anche questo è troppo lungo da spiegare, ma 31 anni fa, quando sono venuta per la prima volta a Siena con degli amici in vacanza, aveva vinto il Nicchio. Sono ritornata a Siena almeno altre 15 volte, questa è stata la prima volta al femminile e ha vinto di nuovo la Contrada del Nicchio.

Quando la folla ha iniziato a cantare alcune delle canzoni, è stato da brividi e mi ha evocato tutta una serie di ricordi degli ultimi trent’anni qui a Siena.
Involontariamente ho azzeccato l’orario e il posto preciso per questa emozionante esperienza.

Non ho molta fame. Ho camminato un po’ a caso e inizia a farmi male la caviglia destra. Oggi ho camminato troppo, soprattutto con i sandali, e Siena è tutta disconnessa.
Tanti anni fa, quando ero sola e giravo per le città europee, succedeva che mi stancavo e poi finivo in qualche ristorante, senza sempre azzeccare quello giusto per mangiare come si deve. Pensavo che vivendo al femminile cambiasse qualcosa, ma mi sono resa conto che questa parte di me, se vago da sola per le città, è rimasta identica. Questa cosa la odio.
Ora sono stanca morta, ma sto rientrando verso il centro e ho visto un paio di ristoranti con dei piatti interessanti. Tanto qui, sabato sera, qualsiasi primo costa 18 €.
Dopo che mi sono resa conto di questa cosa, mi sono tornate le energie e mi sono diretta dove sapevo che c’erano dei ristoranti. Sono finita alla vineria Al Canape, dove ho mangiato i pici con scaglie di tartufo nero: strepitosi. Accompagnati da mezzo calice di Vermentino. È un vino bianco e ho chiesto a Gemini quale fosse l’abbinamento corretto, dato che qui avevano decine di vini tra cui scegliere. Alla fine ho speso 30 €, ho mangiato con estrema calma, gustandomi ogni boccone, e ho fatto anche la scarpetta, lasciando il piatto totalmente pulito. Come mi ha spiegato Simona oggi a pranzo, i pici non si devono attaccare tra loro, soprattutto quando sono fatti a mano. Questi erano perfetti.
Per gustare tutto appieno, ho messo via il telefono.

Ora ha fatto quasi buio e sono di nuovo in piazza. Ho aperto una borsa di plastica, mi sono seduta e sto ascoltando il vociare della gente. Sono stanca e quindi riposerò per un po’ prima di affrontare il chilometro e mezzo per rientrare alla macchina.
Sono rimasta mezz’ora seduta tranquilla e forse ho anche smaltito un po’ l’alcol. Poi, con calma, mi sono diretta verso la macchina, fermandomi da Nannini a bere un ottimo caffè. Mi sono guardata nello specchio dietro il bancone e ancora non credo a quanto sono gnocca oggi.
Due settimane fa mi vedevo troppo al maschile allo specchio, la settimana scorsa al monastero buddista qualcuno ha sbagliato ogni tanto i pronomi, questa settimana mi vedo sempre al femminile… mistero!
C’era ancora aperto un negozio di borse gestito da cinesi, tutto a prezzo fisso di 13,90 €. Sono entrata e, mentre stavo uscendo, ho visto finalmente la borsa che sto cercando da tempo: quella in cui mettere il computer portatile usato che mi arriverà domani e che probabilmente porterò in treno quando andrò a Milano per scrivere un po’.
È della dimensione giusta e ha la tracolla. L’ho presa color beige marrone, sembra quasi in pelle vera. Quella nera non mi convinceva molto.
La via del ritorno ha tutti i negozi chiusi, ma per fortuna, di tanto in tanto, ci sono delle osterie piene di gente.

Mi fa strano rientrare in hotel alle 21, ma oggi è stata una giornata veramente intensa e ho camminato per 15 km in totale.
Non che aspirassi a una serata in un pub per conoscere qualcuno. Vista l’età e la mia stanchezza, va bene così.
Tutto sommato è stata una bella serata.
Simplified Summary
Per la prima volta ho vissuto Siena da turista donna, sostituendo piano piano i vecchi ricordi al maschile con quelli nuovi. In Piazza del Campo mi sono trovata per caso nel posto perfetto per vedere da vicino la festa del Nicchio, vincitore del Palio proprio come 31 anni fa, alla mia prima visita a Siena. Stanca e con la caviglia dolorante, ho ritrovato energie davanti a un piatto strepitoso di pici al tartufo nero, mangiato con calma e senza telefono. Sulla strada del ritorno mi sono guardata allo specchio e mi sono vista bellissima e completamente al femminile: dopo i dubbi delle ultime settimane, un piccolo mistero che mi piace. Quindici chilometri a piedi, una nuova borsa per il computer e il rientro in hotel alle 21: niente serata mondana, ma una serata tutta mia e decisamente riuscita.
Il risveglio del paese
Gita a Volterra
Visita a Monteriggioni
Secondo giorno a Siena
Viaggio a Siena, a rivedere una amica… per la prima volta
Decompressione e pronta a ripartire 