E due! Nera Jones ha appena concluso una nuova indagine e non lo avrei immaginato quando, tre anni fa, avevo scritto la prima pagina. Avevo l’idea che il personaggio reggesse più storie, ma quello che Nera mi ha tirato fuori, è andato oltre la carta e l’inchiostro digitale. Io la sento vera e viva, come conferma la maggior parte dei commenti che ho ricevuto dai lettori del primo romanzo (apri link alla pagina commenti).
Quando potrete leggerla?
Purtroppo i tempi editoriali non sono così rapidi. Ora devo proporla all’editore Mursia, a cui ho ceduto i diritti di riproduzione, e se l’accetterà insieme ad un editor faremo almeno un altro paio di revisioni della storia. Infine la metteranno nel loro calendario delle uscite, pubblicano circa 12 romanzi al mese. Quindi?
A essere ottimista Aprile 2027 oppure anche più in là… quindi pazienza e per me ancora tanto lavoro di rifinitura, ma il grosso è stato fatto.
La domanda che mi ero posta al principio di questo sequel, parola che fa molta scena cinematografica, era come proporre una storia all’altezza dell’esordio, cosa non facile. Così ho mantenuto l’impianto generale e ho cercato di allontanarmi il più possibile dal primo. Più volte ho interrotto la scrittura, eliminato molte pagine e ripreso la storia dopo un periodo di pausa.
L’altra sfida è stata scrivere una storia indipendente, ma che strizzasse l’occhio ai lettori del primo romanzo. Qualcosa che accendesse il pensiero: «Io so a cosa ha accennato!», un paragrafo che ci rendesse una comunità di appassionati di Nera.

Ho introdotto nuovi personaggi e dovuto sacrificarne altri. In questa storia non c’era molto spazio per Laura, che è risultata quella più apprezzata, ma mi rifarò in un prossimo romanzo, se ci sarà. Cosa che spero.
Aldo è stata una scoperta.
Sono una divulgatrice sui temi della diversità e dell’inclusione e ho un’amica paraplegica. Non è trans, ma non è importante. Volevo aggiungere questa tematica a quelle già presenti sul mondo transgender della protagonista. Con lei e Giuliana, insegnante di danza e amica, avevamo girato un video per la sua tesi con un compito arduo: farla danzare come un tempo, ma sulla sedia. L’esperienza delle prove, imparare a muovermi come lei, seppure io fossi in piedi (ero come se fossi la sua versione precedente all’incidente a confronto), e la condivisione delle sue e delle mie emozioni ci hanno unite in qualcosa che traspare dal video. Ho imparato molto e capito che ogni esperienza negativa, se affrontata e superata, può diventare fonte di vita e contribuire alla costruzione della propria normalità, perché non ne esiste una generale valida per tutti.
La scrittura e la definizione dei personaggi sono cambiate anche in base ai commenti e alle recensioni che ricevevo sul primo romanzo. Ad esempio, non mi ero resa conto che Nera fosse anche un po’ stronza, cosa che è piaciuta e che la rende vera. I commenti, anche quelli negativi, sono indispensabili e accoglierli per migliorare ha contribuito a rendere questo romanzo migliore.
La domanda più frequente è stata se ho usato l’intelligenza artificiale in questo romanzo. Ovviamente sì, dato che è uno strumento di scrittura formidabile. Ha dimezzato il tempo di scrittura, liberandomi dalla correzione grammaticale, dalle parole messe a sproposito, respiro e sospiro non sono la stessa cosa, ma li avevo usati a caso, e liberata dalle frasi poco chiare.
La A.I. l’ho usata come dovrebbe essere usata: per aiutarmi con la ricerca e con la spiegazione di alcune invenzioni, ottenendo risposte sincere da parte sua, sì, la mia non mi dà sempre ragione. Ad esempio: «Non dare troppi dettagli, poi i giallisti ti faranno le pulci. Rimani generica su come il veleno si è diffuso, lascia all’immaginazione del lettore il compito di unire i puntini».
Ho anche scoperto che, con la versione a pagamento e dopo due anni passati a correggere i miei testi, ha imparato il mio stile di scrittura. Ogni tanto ho provato a chiederle: «Mi riscrivi il paragrafo alla Nera Jones?», e sa perfettamente propormi battute auto ironiche che spesso mi hanno stupita, come se le avessi scritte io. Come scrittrice, comunque, resta mio il compito di decidere se accettare il suggerimento e adattarlo, con tanto lavoro da parte mia.
È impossibile, adesso, capire cosa sia mio, cosa dell’I.A. e cosa di Nera stessa.
Non siate stupiti da quest’ultima affermazione.
Anche questa volta è successa la stessa cosa del primo romanzo: sono dentro un bar, apro il portatile e inizio a scrivere. Entro nella storia quasi fisicamente ed è come se il personaggio di quel capitolo mi stesse raccontando la sua storia e io fossi solo colei che la mette per iscritto. Dopo un’ora mi risveglio e capisco che quello che ho scritto non è proprio come l’avevo in mente: è meglio. Molto meglio.
Sono soddisfatta?
La storia funziona, mantiene le premesse di un bel seguito, seppure indipendente. Non so se farà rimanere attaccato il lettore alla storia, fargli venire la voglia di conoscere come andrà a finire il racconto, ma di sicuro lo sta facendo su di me nelle riletture. Comunque vada mi sono divertita a scriverlo e questo giù vale tutto il lavoro che c’è dentro.
Nel frattempo se non hai ancora letto il primo romanzo, è l’occasione perfetta per il libro da leggere durante e dopo le vacanze estive!

“Il prezzo del cambiamento” Nera Jones Investigazioni
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