Ci possono essere delle varianti in base al tipo di vaginoplastica e le istruzioni del chirurgo, seguire sempre le indicazioni di quest’ultimo. In linea di massima questa è la procedura.

- Stendere una traversa usa e getta sul letto, sul divano oppure dove la vuoi fare. Teoricamente si può fare anche in piedi, ma non all’inizio.
- Sedersi comode con le gambe divaricate e non distese. Stare in una posizione comoda, dove ci si può rilassare (le prime volte non è facile stare rilassate e infilarci qualcosa)
- Indossare un guanto in nitrile (quelli blu usa e getta)

- Per i primi due mesi circa (finché non usate il dilatatore lungo quanto la profondità massima), usare prima il dilatatore piccolo e lungo (usato per misurare la profondità massima), è l’unico che può arrivare sempre in fondo. va inserito fino al segno che mette il medico. Va inserito con calma e poi tolto, può non rimanere a lungo all’interno, la massimo qualche minuto.
- Prendere il dilatatore e il gel a base acquosa
- Spargere il gel sul dilatatore e con il guanto diffonderlo per bene ovunque. Non deve essere poco, ma nemmeno troppo che cola via.
- Avere un timer sottomano per contare il tempo trascorso di ogni dilatazione, può andar bene anche lo smartphone

- Rimanere con il dilatatore all’interno per il tempo necessario, nel mio caso sono partita da 2 minuti e dopo una decina di giorni sono a 4 minuti. Seguire le indicazioni del chirurgo sulla durata
- Rimuovere il dilatatore, fare un respiro di sollievo, ripetere l’operazione minimo tre volte
- Terminata la dilatazione, viene consigliato di rimanere tranquille sul letto a gambe divaricate per circa 15 minuti per alleviare il canale vaginale
- Inserire il dilatatore con calma e quando è a metà corsa (circa) muovere l’esterno (la maniglia) anche verso il basso in direzione dell’ano. In questo modo che si crea una specie di arco tipo una banana. Altrimenti lo si spinge verso l’ano e si blocca provocando dolore.
- Una volta che il dilatatore arrivato in fondo, oppure dove si può, senza che ti faccia del male, va tenuto leggermente premuto sia verso il fondo che verso il basso. Non esagerare con la spinta. Ogni volta entrerà meglio e più a fondo.

- Pulire il dilatatore sotto acqua corrente, asciugarlo con un panno di quelli chirurgici, oppure che non rilascia peli e particelle (c’è il rischio di infezione nei primi mesi)
- mettere il dilatatore al sicuro in modo che non prenda polvere, ma va anche lasciato respirare, quindi un sacchetto completamente sigillato potrebbe non andare bene. L’importante è che al prossimo utilizzo sia pulito.
- Togliere il guanto e gettarlo via

- Usare il doccino per lavare la neo vagina. Non deve entrare l’acqua all’interno, cioè basta tenerlo una distanza di 5/10 centimetri dalla neo vagina con un getto diretto di acqua tiepida (MAI con acqua calda che aumenta il rischio di prendere la Candida). Lo scopo non è togliere tutto il gel che tanto è base acquosa e se ne andrà via comunque, ma pulire la parte esterna

- Tamponare con un panno chirurgico (o panno che non rilasci peli e fibre) per asciugarsi. Appoggiare il tessuto e premere, non strofinare.
In alternativa va benissimo anche il phon, usato con aria tiepida, tenuto da almeno 30 centimetri di distanza

Quale gel a base acquosa utilizzare?
La prima scelta è quella indicata dalla clinica e dal chirurgo.
Quello più pratico per le prime volte è della Durex. Costa molto più delle altre soluzioni.
L’importante è che sia un gel a base acquosa per uso interno (sterile).
Dopo una decina di giorni mi sono stati forniti dei campioncini di un gel usato in chirurgia uso interno (sterile), Aquasonic 100, lo si trova su Amazon e costa molto meno delle altre soluzioni. (Link Amazon)

Quali panni chirurgici usare per asciugarsi?
Purtroppo quelli ospedalieri non sono in vendita al pubblico. L’ideale è usare qualcosa che si chiama “Compresse di garza”. Il problema è che sono in vendita quelli per le piccole ferite e a noi serve una dimensione più grande.
Ho trovato come ottima alternativa, i panni usati per asciugare i neonati, costano poco e vanno bene allo scopo.
Importante è non riutilizzare nulla, vale sempre il discorso delle possibili infezioni batteriche.
Come pulirsi correttamente in caso di feci?
Soprattutto nei primi quaranta giorni non si deve usare la carta igienica per pulirsi, potrebbe rilasciare particelle che possono provocare infezioni. Come pulirsi allora? Usare il doccino e una mano partendo dal basso (in mezzo alle gambe) e delicatamente muovere vero l’alto (ano), non tornare indietro! Ripetere finché non è pulita.
Quali dilatatori vanno bene?
Quelli forniti dalla clinica oppure dal chirurgo. Nel caso occorra averne un secondo set di scorta, cercare lo stesso modello, se non è disponibile devono essere dilatatori in silicone del tipo “Medical-grade silicone”: è morbido, flessibile. Non poroso, privo di nichel o altri metalli, anallergico, facile da pulire.

Quante dilatazioni si devono fare?
Seguire quanto indicato dal centro e/o chirurgo. In linea generale si devono fare 3 volte al giorno per il primo mese, poi 2 volte nel secondo mese, per proseguire con una dilatazione al giorno. E’ anche possibile saperlo in base a quale dilatatore si utilizza. In generale di parte con il numero 3 (quello medio) e quando si passa al numero 4, allora si può ridurre a due volte e infine quando si passa al numero 5, una volta sola.
Nei mesi seguenti è consigliabile farla una volta al giorno, per non fare chiudere il canale vaginale. Dopo molti mesi molte ne fanno una a settimana, oppure quando non ci fanno sesso per alcuni giorni. Evitare il fai-da-te e se il canale si restringe sentire il chirurgo!
Come pulire il canale vaginale completata la guarigione
Solitamente si può iniziare dopo tre mesi dall’operazione (sentire sempre il centro e/o chirurgo). A seconda del tipo di vaginoplastica si dovrà pulire più o meno frequentemente il canale.
E’ sconsigliato usare siringhe medicali e perette (anche se alcune le usano senza problemi), il consiglio è usare la “doccia vaginale” oppure la “vaginale” inserendo un liquido di pulizia neutro (mi è stato consigliato il Saugella Acti 3 e non il Chilly), senza odori e con pH corretto.
Alternativa è fare i lavaggi con acqua fisiologica e betadine.
Inserirlo e spruzzare per lavare. Al termine usare un getto d’acqua solo sulla parte esterna, non inserire nulla e non spruzzare acqua all’interno.
Simplified Summary
La routine di dilatazione e igiene post-vaginoplastica, spiegando come mantenere aperto e pulito il canale vaginale nei primi mesi dopo l’intervento. Descrive l’uso dei dilatatori medicali e dei gel a base acquosa per prevenire la chiusura del neocanale e ridurre il dolore. Insiste sull’importanza dell’igiene accurata con materiali sterili e sulla prevenzione delle infezioni evitando carta igienica o strumenti non indicati. Viene spiegato come pulire e conservare correttamente i dilatatori, asciugarsi in modo sicuro e scegliere prodotti adatti. Si sottolinea la necessità di seguire sempre le istruzioni del chirurgo e di non improvvisare. L’obiettivo generale è favorire una guarigione corretta e funzionale della neovagina, mantenendo comfort e sicurezza.
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