Questa notte non ho dormito bene, credo di avere sognato qualcosa relativo al mio viaggio in Spagna, e questa mattina, quando ha suonato il citofono alle 7:30 da parte del servizio dello spurghi che deve pulire le condotte, è stato come una fucilata che mi ha svegliato di botto.
Ancora assonnata, ho fatto colazione, preparato alcune borse con dei cambi d’abito e sono andata a Milano per fare la consueta lezione di danza, che però oggi non era al chiuso, ma nel parco.
C’era un bellissimo sole e il vento fresco della mattina, era calato e si stava benissimo. Ballare sull’erba è molto più stancante rispetto a farlo al chiuso su pavimento liscio, ma mi è parso che la lezione finisse subito.
Terminata la lezione, siamo andate a bere il caffè, anche qui un cambio rispetto al solito, abbiamo scelto in un altro bar, aperto da poco, anche perché il nostro solito bar era rimasto senza corrente e non poteva fare il caffè.

Dopo una mezz’ora di chiacchiere molto intense, soprattutto con Laura che è era tornata a salutarci e che per un po’ non vedremo a danza; sono andata al centro commerciale poco diatante: Merlata Bloom. Qui ho preso il borsone dall’auto con il cambio e sono andata nei bagni a mettermi in versione più elegante.
Sono tornata all’auto a lasciare il borsone e sono tornata di sopra, per andare nella zona dei ristoranti. Ero indecisa su cosa mangiare, c’è quello dell’Esselunga che costa poco e si mangia bene, ma oggi non c’era nulla che mi ispirava. È un po’ di giorni che ho voglia di una pizza margherita, con tanta mozzarella e ho trovato un posto dove la fanno buonissima.
Sto cercando di avere una dieta più vegetale e meno ricca di carboidrati, ma oggi mi serviranno per il resto della giornata e arrivare a sera.
Tornata di nuovo all’auto, che era parcheggiata due piani sotto, mi sono sdraiata sul sedile del passeggero e ho cercato di dormire un po’, la danza e la pizza mi hanno fatto venire sonno.
Non ho dormito, ma un po’ di stanchezza era passata, così ho preso il tablet e sono salita di nuovo (quarta volta?) dove ci sono dei tavoli liberi e scrivere un po’ del mio romanzo (il seguito del primo che è in dirittura d’arrivo con l’editore Mursia).
Purtroppo c’era un evento musicale proprio a fianco con un palco e musica ad alto volume, ma incredibilmente, una volta che ho iniziato a scrivere, non ho sentito più niente tanto ero immersa nella trama.
Dopo un’ora circa, sono emersa dalla trance di scrittura e sono tornata in auto per l’ultima volta. Mi sono diretta a Cologno Monzese, dove oggi alle ore 16:00 avrebbero inaugurato una mostra fotografica con anche delle mie fotografie. È la mostra Ri-Scatti (apri articolo del blog), che ho aiutato a realizzare due anni fa. Una selezione delle fotografie è in esposizione, fino a Giugno, presso l’università bicocca, e per una settimana, anche in questo comune della provincia di Milano.
Esposizione RI-SCATTI. CHIAMAMI COL MIO NOME
Ingresso libero
17-25 maggio 2025
ore 16.00-19.00
Sala Crippa – Villa Casati
Via Mazzini, 9
Cologno Monzese

Sono arrivata dieci minuti prima dell’apertura, e ho conosciuto un paio di persone che l’hanno organizzata. C’era anche una bellissima ragazza trans molto giovane e alta, che ho scoperto in seguito, che ha 29 anni e ne dimostra molti di meno, è la figlia di una degli organizzatori che hanno voluto la mostra. Come l’ho capito che è trans? Non ne ero sicura, l’unico indizio è l’altezza e che era lì per la mostra con gli organizzatori.
Ho scoperto anche che, proprio fuori dalla sala del comune, avevano appena inaugurato una panchina con i colori dell’arcobaleno, con tanto di alpini, Croce Rossa e un coro che però non ha cantato.
Sono anche arrivati due membri dell’associazione Ri-scatti, i fotografi che l’avevano organizzata. C’era anche un uomo trans, che aveva partecipato a fare le fotografie e che, essendo lui del gruppo del lunedì, non avevo conosciuto. È arrivato poi il sindaco, altre persone del comune, e una ventina di persone del pubblico.
La mostra è ben organizzata e contiene 40 delle 300 fotografie della mostra originale. Le tre sale sono ben illuminate e la stampa delle foto rendono tantissimo con colori molto vivi. Nella mostra ci sono anche tre mie fotografie, proprio all’ingresso.
Ho dato carta bianca gli organizzatori di scegliere quelle che vogliono e così anche gli altri che hanno partecipato, così è una sorpresa anche per me, ogni volta lo scoprire quali fotografie hanno scelto.

C’è stata la presentazione ufficiale, seguita da quella dell’associazione dei fotografi, poi ho parlato io (parecchio) e infine l’uomo trans.
Ho parlato raccontando la genesi della nostra partecipazione alla realizzazione e qualche aneddoto. Riesco sempre a intrattenere il pubblico e mi viene talmente naturale che a volte rubo la scena ad altri (che stavolta era ben disposti a lasciarmi fare, ormai mi conoscono).
Alla mostra c’erano anche due persone, che ho scoperto avevano partecipato alla mia prima visita guidata all’Università Bicocca, che avevo fatto lo scorso anno. Il colorare la panchina dei colori arcobaleno, è stata opera loro. Mi hanno anche invitata a partecipare al Pride di Cologno Monzese che ci sarà a fine giugno, non so se ci andrò, ma intanto l’ho segnato sul calendario.

C’era anche una donna trans che mi ha salutata e mi ha abbracciata. Al momento, ero frastornata e stanca della giornata intensa: non ho capito bene chi fosse e perché mi conoscesse. Dopo ci sono arrivata: fa parte del gruppo WhatsApp di donne trans trans di cui faccio parte e siccome abita a Como, non ci eravamo ancora conosciute.
Sono rimasta alla mostra circa un’oretta e dopo che erano andati via quasi tutti gli organizzatori, che ho salutato con dei grandi abbracci, con questa donna trans, siamo andate a bere un caffè.
Siamo rimaste a chiacchierare un’ora e mezza. Per privacy non racconterò cosa ci siamo dette, lei ha avuto un vissuto e un percorso di transizione che ha incluso la prostituzione. Per il solito problema di sopravvivenza finanziaria e riuscire a pagarsi le varie operazioni.
Su questa tematica, lei si è operata a dodici anni fa in Spagna (ma da un’altro chirurgo rispetto al mio), mi ha raccontato un po’ di cose che mi verranno utili sia come divulgatrice che per la mia operazione che avverrà a fine settembre. Tra l’altro in quel periodo lei potrebbe essere a Madrid e siamo rimaste che magari, potrebbe venire a trovarmi, senza impegno.
Ad un certo punto, facevo fatica a seguirla, parla tantissimo, ma forse era perché ero stanca e mi ero svegliata presto senza aver dormito bene. Questo mio lato che sono molto brava ad ascoltare, ma ho dei limiti a reggere lunghe conversazioni è poco “femminile”, dopo un po’ faccio fatica a seguire i discorsi e mi stanco parecchio.

Ci siamo salutate con un grande abbraccio, doppio. Lei si è diretta verso casa a Como, mentre io mi nella provincia di Bergamo, all’opposto.
Non vedevo l’ora di arrivare a casa per farmi una doccia, mangiare qualcosa e sdraiarmi sul divano. Oggi è stata una giornata molto bella, con tanta socialità, ma a volte metto troppe attività nello stesso giorno e arrivo a sera distrutta.
Domani, che è domenica, mi sveglierò tardissimo e, a parte pulire la scala del condominio, non ho nessun tipo di impegno per mia scelta, ormai mi conosco e purtroppo ho una certa età, e i miei tempi di recupero fisico richiedono almeno una giornata di stop da viaggi e attività intense.
Simplified Summary
Questa notte ho dormito male, forse per un sogno sul mio viaggio in Spagna. La sveglia improvvisa del servizio spurghi alle 7:30 mi ha colta di sorpresa. Dopo colazione, sono andata a fare danza al parco sotto un bel sole. Finita la lezione, abbiamo preso un caffè in un bar nuovo. Poi mi sono cambiata al Merlata Bloom per un pranzo con una pizza tanto desiderata. Ho cercato di riposare in auto, ma non ho dormito, così mi sono messa a scrivere il mio romanzo. Nel pomeriggio sono andata all’inaugurazione della mostra Ri-Scatti a Cologno, dove c’erano anche alcune mie foto. Ho parlato al pubblico, ho incontrato persone interessanti e ritrovato una donna trans del gruppo WhatsApp. Dopo tante chiacchiere, ero stanca e felice di tornare a casa. Domani mi riposo.
Dalla psicologa per il nuovo anno di rinascita
Moda trans 2026
Il risveglio della patata
Decorso vaginoplastica a tre mesi
Perché le persone sono trans, cosa dice realmente la biologia
La doppia voce dentro di noi