Oggi è stata una giornata molto piovosa e metà dei colleghi non erano in ufficio, abbiamo ascoltato una playlist per riempire il silenzio, cosa ce di solito non facciamo. La sera ho chiuso l’ufficio, lasciando lo zaino con il computer, per andare a fare un di aperitivo con un’amica, che non vedevo da due anni. Ho scoperto che lei, fino a un mese fa, abitava proprio nella zona di Lambrate e quindi non ho dovuto spostarmi troppo e pioveva.

Valutando i pochi locali in zona dove fanno aperitivi, lei ha suggerito un’enoteca e siamo state lì dentro due ore e mezza a chiacchierare. Abbiamo bevuto in due una bottiglia di vino (costava meno che prendere quattro calici) e mangiare affettati e formaggi da un tagliere che abbiamo diviso in due. Il pane l’ho mangiato quasi tutto io, reggo sempre meno l’alcol e ne avevo bisogno per non ubriacarmi subito. Oppure forse è solo l’età che mi fa reggere di meno.
Questa amica ha avuto una serie di sfide (e sfighe), ma che ha saputo affrontare e ora è felice. Forse con anche una grande dose di fortuna, dice lei. A due mesi prima di poter iniziare con la terapia ormonale sostitutiva (la transizione medicalizzata), ha avuto una leucemia e ha dovuto interrompere il suo sogno…sembrava per sempre.
La dottoressa che la seguiva, è riuscita a farle iniziare la terapia ormonale quando la Leucemia era stata curata (anche se deve prendere farmaci ancora per un po’) e nel frattempo l’amica, si era portata avanti con la pratica legale per il cambio di nome e genere. Di norma si deve avere iniziato la terapia ormonale da almeno un anno, tranne nei casi che per motivi validi (medici in questo caso) non si potesse farla.
Ha iniziato con gli ormoni, senza abbinare le pillole che distruggono il testosterone (altrimenti con i soli ormoni, non succede nulla), e solo da poco anche con quelli. Nonostante questo, in viso è cambiata tantissimo, ora è davvero molto femminile e da poco ha avuto il coraggio e la stima di se per non indossare più la parrucca. Ha dei capelli rotondi, stile anni settanta e le dà un look davvero speciale, molto femminile.
In realtà, a raccontare ho iniziato io, con tutte le attività che sto portando avanti (senza più l’associazione dietro), sia quelle come divulgatrice trans, che scrivo romanzi, collaboro con giuristi, avvocati, oncologi e altre attività varie. Dopo è stato il suo turno (con quello scritto più sopra) e infine, abbiamo iniziato a confrontarci su tematiche comuni, come il coming-out con i genitori, la famiglia, il lavoro. Anche a lei è andato tutto bene, nonostante lavora nel settore della nautica, fa l’insegnante, che è un mondo “tutto maschile”.
Un’ altro tema comune è come ci vedono gli altri, non ce ne rendiamo davvero conto. Dalle fotografie e video abbiamo qualche idea, ma cosa passa nella testa degli altri? Guardandola nel bar ho visto una vera donna, spero che questo di me lo vedano anche gli altri.
Le ho raccontato dell’operazione chirurgica di vagino plastica, che farò a settembre. Anche lei ha deciso di farla con lo stesso chirurgo, sempre se riuscirà avere l’anticipo da parte della Regione Lombardia, e non il rimborso come ho chiesto io (in ospedale mi avevano detto che è molto difficile). Lei ha un’amica che è riuscita averlo, l’anticipo. Così le ho dato molte informazioni su documenti necessari per la richiesta, incluso cosa chiedere alla clinica per avere un preventivo e ovviamente le ho augurato di riuscirci. Altrimenti dovrà rimandare finché non avrà i soldi da anticipare.
Altra cosa che abbiamo in comune è sentire di dover fare qualcosa per migliorare la vita delle donne. Inoltre con le amiche, quando si sfogano con noi degli uomini sbagliati che si scelgono, non sempre riusciamo a farle comprendere che le menate sono solo dal suo lato. Su cose di coppia e di sesso, gli uomini sono più semplici e si fanno meno “seghe mentali”.
La parte finale della serata è stata dedicata parlando di sessualità e di uomini. Ho notato che questo che è un classico quando esco, sia con altre donne trans, che con le mie amiche cisgender. Sembra che si finisca a parlare solo di quello e in maniera molto diversa rispetto a quando vivevo al maschile frequentando gli amici.
Lei sta già avendo dei rapporti con uomini, nonostante non è operata. È una specie di gioco e di scoperta di una nuova forma di sessualità. Da parte mia invece, ormai con quattro anni di blocco del testosterone, al momento non ho attrazione verso nessuno e nessuna. Questo è anche uno dei motivi per cui voglio operarmi per scoprire la mia sessualità mai espressa.
Simplified Summary
Giornata piovosa e ufficio semivuoto, la sera ho fatto aperitivo con un’amica che non vedevo da due anni. Abbiamo chiacchierato per ore in un’enoteca a Lambrate, condividendo vino e tagliere. Lei ha affrontato una leucemia proprio prima di iniziare la transizione, ma ora sta bene e ha ripreso il percorso. Ha smesso la parrucca e appare molto femminile. Io le ho raccontato delle mie attività e della mia operazione a settembre. Anche lei vuole farla con lo stesso chirurgo e le ho dato tutte le informazioni utili. Abbiamo parlato di coming-out, lavoro e famiglia. Infine, ci siamo confrontate su sessualità e uomini. Lei ha già esperienze, io invece sento il bisogno di scoprirmi dopo l’operazione.
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