Oggi giornata internazionale della donna che, stranamente in Italia, è diventata la festa della donna. Siamo un popolo di festaioli, ma se poi non ci impegniamo così tanto nella tutela di noi donne, è una festa inutile (come anche il Pride, tanta festa e poca sostanza in seguito). Da qualche mese, quando penso alle donne mi viene naturale usare il “noi donne”, mentre in precedenza, usavo “le donne”, in un certo senso ne restavo al di fuori, come una non ancora diplomata.
Silvia “Tu sei la Donna per eccellenza e chi più di te ha diritto a festeggiare questa giornata. Una forza d'animo e un coraggio da leonessa. Io ti adoro.“
Elisa S.”Auguri , ti penso con affetto e stima!”
Silvia “L'ho visto ed ho pensato a te”
“Per tutte le violenze consumate su di lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l'ignoranza in cui l'avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le sue ali che avete tarpato, per tutto questo: in piedi, signori, davanti ad una Donna!“
WILLIAM SHAKESPEARE
Novella “Festa un giorno … sarebbe bello tutto l'anno”
Nei giorni scorsi, stavo pensando che, dato che i miei valori di testosterone erano saliti, mi erano tornati dei “pensieri rumorosi”, non saprei spiegarlo altrimenti. Nel primo anno del percorso di transizione, gli ormoni mi avevano calmato dentro la testa, ad un tratto era tutto calmo. Ieri è successa una cosa e, da questa mattina, mi è tornata questa tranquillità dentro la mia testa.

Ieri, finalmente, dopo tre mesi che ho ordinata la caldaia a condensazione, sono venuti a installarla. Quella vecchia non scaldava più abbastanza e consumava troppo gas, che di questi tempi è molto caro. Ho passato gli ultimi mesi a giocare in casa, come se fosse un sommergibile, chiudendo le varie porte man mano che stavo in una stanza oppure in un’altra. Lo stesso alla sera per andare a dormire, mi chiudevo dentro la camera e accendevo per alcuni minuti il climatizzatore per scaldare la stanza perché rimanesse abbastanza tiepida. Per una che ha una leggera claustrofobia non è stato facile gestirla.
Ieri sera è stato strano aver la casa a una temperatura ragionevole e non dovermi preoccupare della bolletta energetica (queste caldaie sembra consumino poco in confronto).
Dopo che finalmente hanno terminato l’installazione, cosa che avevano rinviato per ben tre volte, ho avuto un calo di energia, come quando superi un esame e ti togli di un grosso peso. Non so se è stato tutto questo, oppure è stata una serie di cause, tra cui l’arrivo della primavera, ma sono tornata a essere calma dentro ed è bellissimo. Quindi probabilmente gli ormoni sono stati una causa di questa tranquillità interiore, ma l’essere centrata su me stessa, senza troppe preoccupazioni è quello che ti porta alla calma interiore.
Nota: sono stata “signora” tutto il tempo con gli installatori e ho fatto finta di non sapere troppe cose su come usare il termostato e altre cose tecniche, ci si aspetta che le donne ne capiscano poco di tecnologie e che non siano in grado di togliere e rimettere una porta…e li ho lasciati fare.
Questa mattina abbiamo fatto quasi due ore di danza con il maestro Adriano, arrivato da Londra. È un maestro di capoeira, danze afro e brasiliane, di cui è originario.
Quando arrivo al mattino, solitamente le mie amiche mi abbracciano tutte (una per una) e io abbraccio loro, ma oggi perché è la nostra festa, si sono tutte abbracciate. C’era anche un’amica di Giuliana che non vedeva da alcuni anni, che ha solo assistito alla lezione.
Il tempo è volato oggi! Nel finale abbiamo fatto un cerchio, dove ognuna, danzava alcuni secondi a fantasia, con l’applauso di tutte quelle intorno, una festa.

All’inizio della sessione, eravamo tutte un po’ legnose e pensierose nel osservare e imparare i passi delle danze, ma dopo una mezz’ora abbiamo assecondato quello che c’è stato detto da Adriano, e ci siamo lasciate andare e seguire il flusso della danza, senza preoccuparci troppo se avevamo sbagliato oppure no i passi. In effetti, più sbagliamo e più impariamo, inoltre Adriano ci ha detto che un maestro senza studenti non serve a nulla e viceversa. La vita va vissuta al 100% ogni giorno. La settimana scorsa ha fatto il compleanno di 48 anni, portati da dio, ma non ha festeggiato molto perché festeggia la vita tutti i giorni, cosa che dovremmo ricordarci ogni giorno. Cosa che “i potenti” della terra non si ricordano che siamo una società di persone.
Anche questa volta ho fatto i video, solo che ho fatto una piccola stupidata: avevo due action-cam e ieri, dopo averle formattate, non ho inserito la memory card in una; e questa mattina ho scoperto che non poteva registrare senza. Meno male che avevo comunque la macchina fotografica e così ho fatto sempre le mie due inquadrature, anche se avrei preferito una terza inquadratura più generale.
Fare il video è sempre divertente, anche se impegnativo, perché nelle pause, mentre le altre prendono fiato, corro in giro per la stanza a fermare, spostare e far ripartire le videocamere. Ne vale la pena, sia per fare un video divertente, dove sembriamo più brave di quello che siamo (non sono modesta?) e l’altra è che poi mi osservo dall’esterno nel valutare il mio grado di femminilità e spontaneità, cosa che quando mi faccio i selfie non è possibile valutare.

Cosa ho visto? Sono sempre più sciolta e fluida, ma non sempre. A volte mi vedo ancora troppo maschile, altre vedo una donna sorridente. Credo che dipenda dal grado di affaticamento a danzare per quasi due ore. Per fortuna non mi faccio influenzare da questi pensieri, vivo il momento, poi per i ragionamenti e le riflessioni le posso fare in serata quando cerco di riprendermi fisicamente.

Terminata la lezione, abbiamo messo via tutto in fretta e ho dimenticato la Power bank, che avevo collegato alla action-cam. Ultimamente sono meno precisa e ogni tanto dimentico alcune cose. Per fortuna non dimentico quelle importanti come la macchina fotografica da 2000€ rispetto a un accessorio da 12€. Comunque credo di stare invecchiando, perché a fare tutte queste cose in contemporanea, comincio a perdermi alcuni dettagli e magari dovrò farmi delle liste da spuntare prima e dopo gli eventi per non perdere cose.

In un discorso Giuliana, citandomi, ha detto che sono “la mascotte del gruppo”. È una bella definizione, mi vogliono tutte bene e io ne voglio a loro. L’unica cosa che mi lascia perplessa è che sono una mascotte alta 1,80 m poco tascabile.
Anche se sono ritornata a casa abbastanza provata, fuori c’era un sole meraviglioso (16 gradi) con un inizio di primavera e non ho resistito a fare una breve camminata per il paese, dettando questo articolo del blog. Questa sera andrò in biblioteca dove c’è una lettura su un libro che racconta stori di donne: noi donne, così mi rilasso.
Domani non ci sarà riposo: riprendo a fare danza-terapia!
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