Oggi è l’ultimo giorno da remoto e domani sarà l’ultimo in presenza: consegnerò il computer e saluterò i colleghi e i titolari.
Non so perché, ma mi sento libera. A parte gli anni del lockdown, in realtà non mi sono mai sentita costretta a fare qualcosa che non volevo. Il lavoro è stato interessante, anche se ci sono stati periodi più noiosi e altri molto stimolanti.
Deve essere questo mio desiderio di cambiamento, di miglioramento e di essere più donna.
Ho scritto ai fornitori e mi hanno risposto con dei nei messaggi di stima.
“Prima di tutto ti auguro il meglio nel prossimo lavoro. Grazie a te della disponibilità, pazienza e professionalità che hai sempre dimostrato.“
“Grazie Bianca, in bocca al lupo per tutto e un ringraziamento a nome di tutte le persone per la collaborazione professionale.“
“Grazie a te e in bocca al lupo per la tua prossima avventura!“
Oggi ho fatto la riunione del martedì, online, e solitamente sono la terza a parlare. Oggi sono stata l’ultima e, mentre gli altri parlavano, mi è venuto il pensiero: «Che ci faccio ancora qui?». In queste riunioni ci si confronta sulle cose realizzate e su quelle ancora in corso. Io non avevo più niente da fare, tranne comunicare che avevo terminato l’ultimo compito che mi era stato assegnato.
La maggior parte di loro li vedrò domani mattina e un po’ di emozione mi è arrivata. Comunque ho trascorso con quasi tutti loro gli ultimi sette anni, ma soprattutto tutto il mio percorso di transizione. Tutta la vita di Bianca!

A proposito di leggerezza, domenica mattina sono uscita con i miei genitori. Siamo andati lungo il fiume Adda, abbiamo fatto due passi in un paese a vedere delle bancarelle e poi siamo andati a pranzo in un ristorante. Non abbiamo fatto nulla di particolare e forse è stata proprio questa la cosa bella: stare insieme.
Lunedì pomeriggio sono andata a Bergamo con mia mamma per una visita oculistica specializzata per il suo problema all’occhio. Il responso è che non ha niente di fisico che non vada, che è in miglioramento, come avevamo già notato, e che probabilmente uno dei nervi ottici ha avuto un problema di circolazione, provocando un disturbo che le faceva vedere tutto sfocato e con un alone chiaro. L’alone è sparito da una settimana e il disturbo si è ridotto. Ovviamente nessuno ti propone di operarti alla testa per un semplice sospetto, per di più riguardo a qualcosa che sta passando da solo.
L’oculista è stato davvero bravo, aiutato anche da tutti gli esami che mia mamma aveva fatto un mese fa e dalla visita con l’oculista precedente. Una cosa significativa è che a gennaio aveva sei decimi di vista e, quando era andata al pronto soccorso, ne aveva solo due. Adesso è poco sopra i quattro e da qui si spiegano anche i vari miglioramenti visivi. C’è inoltre un problema di pressione dell’occhio, per il quale dovrà mettere delle gocce per anni.
L’ospedale Papa Giovanni di Bergamo è moderno, esteticamente bellissimo, pulito e anche ben organizzato, una volta che hai capito dove andare. Alcuni corridoi sono davvero un labirinto, però.
“Meno male che c'eri tu” ha detto mamma al ritorno, sia per il trasporto che per trovare il CUP dove pagare e il reparto giusto.

Mio papà non è voluto venire e non sappiamo se sia rimasto sul divano tutto il giorno oppure se sia uscito a fare quella camminata che aveva detto di voler fare.
Rimanendo da sola con mia mamma, abbiamo parlato tantissimo. Lei era convinta che lo scorso anno, quando sono rimasta da sola in appartamento dopo l’operazione di vaginoplastica, sentissi chissà quali dolori. Le ho ripetuto, rassicurandola, che non ce n’erano assolutamente e che non ho avuto nessuna paura.
Mi ha pensata parecchio in quel periodo, da sola a fare una cosa che lei considerava pericolosissima. Io invece ero totalmente tranquilla, forse perché era la prima volta che facevo qualcosa di veramente importante per me stessa e sapevo di potercela fare.
Ho inviato un messaggio whatsapp a molte amiche, ricevendo anche frasi ironiche quanto il mio:
“Domattina: compleanno della farfallina!
Che dici, ci infilo il dilatatore arancione come se fosse la candelina? 🤣”
“Ma che bello! Dilatatore con carillon sarebbe il massimo😁.Magari li trovi”
“Direi che è un buon modo di festeggiare!!! 😂😂😂😂”
“Auguriiii patatina!!!”😁”
Sì sì certamente se lo merita tutto
Simplified Summary
Domani sarà il mio ultimo giorno di lavoro e, insieme all’emozione di salutare persone con cui ho condiviso sette anni e tutta la mia transizione, sento soprattutto una grande libertà e voglia di cambiamento. Domenica ho trascorso una giornata semplice con i miei genitori e accompagnato mia mamma a una visita oculistica che, finalmente, ha confermato il miglioramento del suo problema alla vista. Rimanere sole ci ha permesso di parlare molto, anche del periodo dopo la mia vaginoplastica, che lei aveva vissuto con molta più preoccupazione di me. Questa settimana, tra lavoro, laser, meccanico, psicologa, Pilates e impegni familiari, mi sono resa conto di aver messo davvero troppa carne al fuoco. Forse è arrivato anche il momento di rallentare un po’: persino il mio fisico, con un principio di raffreddore, sembra aver deciso di mandarmi un promemoria.
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