Ho ripreso a lavorare normalmente, due giorni in presenza e per fortuna questa settimana è stata corta iniziando dal mercoledì. Il primo giorno è andato bene, non ho avuto problemi a stare seduta a lunga, tranne una volta che sono rimasta un’ora e quando mi sono alzata ho sentito dolore misto a sentire tutto addormentato là sotto.
Stare con i colleghi dopo un mese dove sono rimasta a casa da sola quasi tutto il tempo, è stato un toccasana. La sera però ero stanca morta con sveglia alle 6:30 e rientro alle 18:00 per fare la dilatazione vaginale quotidiana.
Ogni giorno tenta di richiudersi la parte finale del canale ed è stancante dopo mezz’ora di dentro e fuori con cautela, utilizzando il dilatatore piccolo. Si crea una specie di pelle mista a gelatina e inizia ad avere un odore non buono.

Giovedì, andare al lavoro è stato un delirio, c’erano -5 gradi e un treno ha avuto un problema ritardando tutta la linea con ritardi di quasi un’ora. Attendere in stazione con questa temperatura gelida non è stato facile, ero indecisa se salire sul passante ferroviario (l’unico che funzionava perché partiva da Treviglio), ma avrebbe impiegato un’ora di viaggio.
Comunque non partiva nemmeno questo treno, poi all’improvviso c’erano tre treni diretti a Milano e ho scelto quello che in teoria sarebbe partito per primo: Milano centrale e ci ho azzeccato.
Sono comunque arrivata in ufficio quasi alle ore 9:00, svegliata alle 6:30 per fare quaranta chilometri non è stato il massimo. Ero già stanca di prima mattina e la sera alle ore 21:00 ero già a dormire.

A dormire posso quasi farlo sdraiata sul fianco, evviva. Solo che spesso sento il peso della coscia sulla neo vagina e ho come una sensazione di schiacciamento. Una volta addormentata non ho idea di quali posizioni assumo. Avevo provato ad usare un cuscino in mezzo alle gambe, ma non ha funzionato. L’altro giorno mi è venuta l’idea di usare il para spifferi che si mette sotto le porte. Ha funzionato!
E’ abbastanza morbido da tenere tra le gambe, ma appena rigido per non portare la pressione delle cosce. C’è un solo problema psicologico: ho fatto tanto per togliere il pene e ora mi tengo un oggetto fallico in mezzo alle cosce…comunque funziona e va bene.
Credo sia il freddo che mi ha tirato giù di morale, le due camminate che ho fatto in paese sono state molto brevi e rientravo con il naso rosso fuoco. Ieri sera, finalmente, ho potuto utilizzare il nuovo computer Mac!
Ho impiegato molto tempo per trasferire tutti i dati da quello vecchio e non ho sentito nessuna euforia al passaggio di modernità. Questo ha lo schermo più piccolo (14″ invece di 16″), ma ha gli stessi pixel (risoluzione), ma è davvero comodo come portatile e ho scoperto che sta dentro la borsetta che mi ha regalato mia sorella a Natale.
Lavorando in casa, ho questo blocco psicologico usando il mio computer nella cameretta con la scrivania. Mi viene subito un mal di testa, in linea generale. Cambiando stanza non ho questo “blocco”, ma il computer vecchio ha un’autonomia di quindici minuti a batteria (è del 2012!).
Così sto apprezzando di poterlo usare davvero in qualsiasi luogo, questa piccola euforia mi aiuta a tornare la Bianca che desidero essere: meno tecnica e più viva.

Ieri ho fatto la video chiamata con la mia editor di Mursia e ci sono state notizie belle e alcune meno. Pensavo che una volta consegnato il romanzo al correttore di bozze, questi avrebbe verificato la grammatica e punteggiatura, ma questo professionista nelle sole prime tre pagine ha segnato una quantità di cose che secondo lui sono da correggere.
Ha trovato che nella prima pagina c’è scritta la parola “sangue” ben quattro volte, ma parla di un pestaggio e secondo me era corretto. Ora devo rileggerlo e verificare se trovo troppe ripetizioni nelle stesse pagine e usare sinonimi oppure rimuoverle. Altre cose, secondo lui, riguardano i verbi che a volte sono al passato. Lo stile che ho usato è quello del racconto in prima persona che si svolge in quel momento e riflessioni, pensieri possono cambiare in base al contesto.
Comunque non cambierò molto, lo stile è il mio e volutamente il romanzo è imperfetto, come lo sono io.
L’altro “problema” non è un vero problema, ma richiederà del lavoro aggiuntivo e venire a patti con alcune modifiche. Fino ad ora mi hanno dato solo suggestioni, ma ora lo sta leggendo la signora Mursia in persona. E’ entusiasta del mio romanzo, cosa stupenda che non mi aspettavo, ma con la sua esperienza sta segnalando cose da sistemare.
Su alcune sono d’accordo, ottimi spunti. Su altri sono meno felice, dovrei togliere o cambiare alcune cose che secondo me rendono meno interessante la protagonista, meno profonda come persona e più una detective da romanzo: cosa che ho cercato di evitare assolutamente. La mia idea è unire divulgazione transgender al romanzo, ma se la protagonista potrebbe non essere trans e la storia funziona lo stesso…non va bene. Soprattutto, secondo lei, ci sono troppe coincidenze nell’investigazione. Non mi sono sembrate tali e neppure alle dieci persone che l’hanno letto in anteprima.
Mi ha dato da pensare ai miei ultimi due anni di vita e sono successe una serie di coincidenze tali che mi hanno permesso di operarmi. Non credo che tutto il mio lavoro sarebbe stato possibile senza di esse con interventi da parte di persone conosciute “per caso”, fornendo informazioni preziose che non avevo altro modo di conoscere.
Insomma: le coincidenze non esistono, ma in un romanzo giallo troppe sembrano forzate.
Nei prossimo giorni proverò a mitigarle, conservando le parti che sento necessarie al romanzo, che comunque è una mia opera, anche se capisco le ragioni commerciali che ci stanno dietro e l’entusiasmo che ci sta dietro.
Sicuramente sono molto più brava di quella che credo di essere, cerco sempre di stare con “i piedi per terra” senza atteggiarmi e farmi film mentali sulle cose grandiose che faccio e invento. Forse è la mia vecchia parte maschile che mi riporta alla realtà…
Simplified Summary
Ho ripreso a lavorare con due giorni in ufficio. Il primo giorno è andato bene, anche se stare seduta a lungo mi ha causato dolore e una sensazione di intorpidimento. Tornare a vedere i colleghi dopo un mese passata quasi sempre da sola a casa mi ha fatto stare meglio, ma la sera ero molto stanca a causa della sveglia presto e della dilatazione quotidiana. Il recupero fisico è ancora impegnativo. Ogni giorno la parte finale del canale vaginale tende a chiudersi un po’ e questo rende la dilatazione lunga e faticosa. Devo procedere con molta attenzione e la situazione è stancante anche dal punto di vista mentale. Dormire è leggermente migliorato. Riesco a stare sul fianco, ma sento spesso pressione nella zona operata a causa del peso delle gambe. Il cuscino tra le gambe non ha funzionato, mentre usare un para spifferi mi aiuta a ridurre la pressione, anche se l’idea mi crea un piccolo disagio psicologico. Il secondo giorno di lavoro è stato difficile per il freddo intenso e per i forti ritardi dei treni. L’attesa al gelo e il viaggio lungo mi hanno affaticata molto e la sera ero esausta. Il freddo ha influito anche sull’umore e mi ha spinto a ridurre le uscite a piedi.
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