Avevo l’idea di premiarmi, se avessi ottenuto il rimborso dell’operazione chirurgica, comprandomi un computer nuovo. Il rimborso è arrivato prima di Natale, con un bell’importo che mi ha fatto sentire “ricca”, dopo due anni in cui avevo iniziato a risparmiare anche sul cappuccino al bar una bella sensazione.
La marca è Apple, che possiedo da 26 anni, con vari computer. Negli ultimi mesi avevo meditato anche di comprare un PC e metterci sopra Linux, perché Windows proprio non lo sopporto, ma non avevo trovato nulla che fosse all’altezza come qualità, soprattutto dello schermo. Quelli di Apple sono imbattibili e, dovendoli usare parecchio, risparmiare la vista è la mia priorità su tutto il resto.
Ho iniziato a guardare i vari modelli. Da due mesi hanno lanciato un nuovo modello con un processore estremamente avanzato (M5). Il mio computer portatile, un MacBook Pro, risale al 2012. Funziona ancora, anche se non ci sono più programmi nuovi che girano e, anche solo navigando sui siti, escono quasi sempre i messaggi che dicono che il browser non è supportato…
Comunque 13 anni di anzianità e funziona ancora è stato un bell’acquisto.
All’epoca il MacBook Pro era appena uscito, costava una cifra assurda ed era il portatile più potente sul mercato. L’ho acquistato de dopo due anni e avevo potenziato il disco interno, partendo dai miseri 128 giga a 480 ed è rimasto un ottimo computer portatile per anni.

Quindi l’idea era di ripetere la stessa esperienza.
Ma quale configurazione scegliere, tra le poche presenti? Soprattutto quanta memoria mi serve? E’ quella che non si può cambiare. Non credo che questa volta il Mac durerà così tanti anni, soprattutto per gli avanzamenti sull’intelligenza artificiale, che però non sono ancora all’altezza di avere un modello che funzioni senza Internet, localmente sul computer. Solo per questo avrei bisogno di tanta memoria e spazio disco, ma dai video su YouTube di recensioni ho capito che non è comunque abbastanza.
Ho fatto tira e molla per tre settimane, da una parte cercando di convincermi che non mi serve davvero cambiare il computer, perché per scrivere romanzi e montare video è comunque sufficiente il mio attuale; dall’altra c’era il desiderio di essere più produttiva e sperimentare alcuni nuovi programmi. E soprattutto avere più spazio disco dove salvare le mie creazioni. Soprattutto per le copie di sicurezza. Sono programmatrice e paranoica da quel punto di vista: ne ho quattro.
Il tira e molla è stato per lo più tra la mia parte maschile (tecnologica) e quella femminile (creativa).
Ieri mattina mi ero quasi decisa. Per ordinare certe caratteristiche (più memoria) richiedeva di aspettare almeno due settimane, rinunciando ad alcune di queste, potevo acquistarlo subito nello store qui vicino. Mi sono chiesta che cosa mi servisse davvero, soprattutto come Bianca e non più come la programmatrice hi-tech che è in me. Alla fine ho scelto la configurazione che accontenta il mio lato creativo e che rinuncia a sperimentazioni che non sento più mie.
Prima di partire con l’auto in direzione Oriocenter, ho chiesto a ChatGPT un’opinione e poi ho cercato online se esistesse “il libro delle risposte”. Esiste in cartaceo ed è un libro dove, in ogni pagina, c’è una frase. Pensi a qualcosa di pertinente e alla domanda che vuoi fare: apri una pagina a caso ed ecco la risposta. In passato è stato quasi agghiacciante utilizzarlo dopo che ero uscita con una ragazza. Mentre lei era nel bagno di un ristorante, dopo il pranzo, ce n’era una copia, lo aprii e c’era scritto: non funzionerà. Usciti dal ristorante, si era capito che non avevamo quel qualcosa in comune per far proseguire la conoscenza.
La risposta che ho ottenuto dalla versione online è stata: non essere ottimista.
Mi sono chiesta che cosa volesse dire. Se non dovevo comprarlo adesso e aspettare qualche mese, magari sarebbe successo qualcosa di brutto che mi avrebbe impedito l’acquisto.
Con questi foschi pensieri, ho guidato quella mezz’ora per arrivare a Oriocenter, stando attenta alla guida. Appena arrivata c’è stata la prima avvisaglia: sono iniziati i saldi e il parcheggio era pieno all’inverosimile. Forse era il primo segno del destino che non dovevo acquistarlo.
Ho fatto lo stesso un giro nei dintorni e ho trovato parcheggio. Ho dovuto attraversare tutto il centro a piedi, è enorme e alla fine sono arrivata da Apple dove ho aspettato un commesso, poi me ne è passato un altro e in pratica non mi serviva nessuno. Il negozio era pieno di gente che chiedeva informazioni. Sembrava il secondo segno che non lo avrei acquistato.
Finalmente è arrivato un terzo commesso a cui ho spiegato che modello volevo e che sono esperta dei loro prodotti, quindi non doveva spiegarmi nulla. Però stavo quasi dimenticando di ordinare anche lo schermo antiriflesso, 200 euro ben spesi (il totale mi sembrava troppo basso). Poi c’è stato il solito problema del pagamento, con le carte di credito e il bancomat che hanno un tetto massimo giornaliero, per fortuna.
Ovviamente non ha preso l’intero importo e il commesso mi ha detto che potevamo fare due pagamenti, proprio come avevo tredici anni fa (il passato si ripete). Con un po’ di trepidazione ho pagato una parte col bancomat e una parte con la carta di credito. Finalmente avevo completato l’acquisto!
Con le mie due belle borsette in carta, griffate con la mela, sono scesa al piano di sotto per andare da MediaWorld a comprare un’unità disco esterna SSD; quella interna all’Apple costava mille euro in più (non mi serviva tutta questa capacità), e un adattatore per collegare i vecchi dispositivi USB. Entrando in cassa mi è scivolata la borsa con un tonfo. Ho avuto un attimo di panico che si fosse rotto il computer, ci mancava anche questa. Con un po’ di apprensione sono tornata a casa, guidando con prudenza. Per fortuna, quando l’ho aperto, era intatto.

Una volta acceso è stato bello vederlo sulla mia scrivania, però non sentivo nessuna emozione particolare, nessuna euforia come mi sarei aspettata dalla nuova me stessa. In quel momento ero probabilmente tornata in modalità “tecnico informatico” che doveva ripristinare il backup e farlo funzionare.
Ed è qui che è arrivato il senso di quello che il libro delle risposte mi aveva indicato. Non vedeva il vecchio computer per ripristinare il backup, ma per fortuna accedeva all’unità esterna della Time Capsule. Il problema è che l’accesso è estremamente lento. Ho scoperto di avere quasi due milioni di file e documenti accumulati in vent’anni!
Il “non essere ottimista” voleva dire che ci sarebbe voluto più di un giorno intero per ripristinare dati e programmi, prima che potessi utilizzarlo. Attendere con pazienza è stato il mantra degli ultimi anni nel mio percorso di transizione.
La voglia di provarlo, di utilizzarlo e magari scrivere qualcosa per il seguito del romanzo c’è, ma al momento è lì che copia dati lentamente. Quindi l’eventuale felicità ed euforia di avere un computer nuovo, che posso portare in giro anche per scrivere, è rimandata.
Simplified Summary
Ho deciso di comprarmi un computer nuovo come regalo per me stessa. Il rimborso dell’operazione è arrivato prima di Natale e mi ha permesso di farlo. Dopo molte indecisioni ho scelto un modello Apple adatto al mio lavoro creativo. L’acquisto non mi ha dato grande euforia, ma una sensazione di tranquillità. Ora il computer sta copiando i dati e io aspetto di iniziare a usarlo.
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