Oggi fanno due mesi esatti, dall’operazione di vagino plastica. Sembrava non arrivare mai quel giorno, poi la convalescenza a Madrid (da sola), il ritorno a casa e la convalescenza (sola, ma potevo incontrare gente) e finalmente inizio a poter andare in giro e fare camminate più lunghe (senza esagerare).
Ieri sera ho fatto la dilatazione serale e ho provato ad usare il dilatatore numero cinque (l’ultimo), quello più grosso. A guardarlo mi faceva impressione e ancora di più a tenerlo in mano, poi però è entrato senza particolari problemi fino alla metà.
Entro due mesi dall’operazione, devo arrivare a inserirlo quasi tutto, così che il canale vaginale sia della dimensione massima possibile. Nel mio caso sono 14 centimetri. Il pisello, quando era in tiro, arrivava a 16 centimetri circa, quindi va bene.

Prima di usare il dilatatore grande, devo sempre usare il bastoncino piccolo, che è quello dove la dottoressa mi ha segnato il limite massimo, con un segno di pennarello. Ho notato che da qualche giorno, la parte finale tende a chiudersi, e quando lo infilo fa un po’ male tutto sopportabile comunque, anche se la preoccupazione che si sia chiuso c’è.
Questa settimana ho lavorato per tre ore al giorno. È stato interessante per due motivi: mi sono sentita più vicina alla normalità facendo qualcosa di impegnativo; riesco a stare seduta per circa un’ora e mezza senza particolari problemi, poi sento un po’ dolore quando mi alzo e soprattutto là sotto la sento come addormentata.
Nelle prossime due settimane lavorerò sei ore al giorno (da casa), per poi riprendere alla normalità, ma per fortuna ci sono le feste di Natale e quindi potrò guarire e riposarmi ancora un poco.
Con questa ventata di avvicinamento alla normalità, mi sono stancata di indossare abiti unisex oppure che non mostrano la mia figura femminile. Anche in casa indosso abiti comodi e pantaloni morbidi.
Non posso ancora andare dalla parrucchiera per farmi la tinta, stare seduta un’ora sulle loro sedie non è ancora possibile, così mi sono fatta la tinta in casa e sono tornata color biondo scuro. Alcune persone, e mamma, volevano vedermi com’ero, così ho indossato un abitino carino e ho fatto qualche fotografia.
Dopo 15 minuti, sono tornata a vestirmi un po’ pesante perché faceva freddo.
La sensazione è stata di una bella normalità e meglio di quando lo indossavo prima dell’operazione, che poi si vedeva il rigonfiamento del pisello. Ho questa sensazione che non sto più facendo finta di essere una donna, ma lo sono totalmente. È una cosa psicologica è molto strana.

Sempre di psicologia e di cervello c’è questa cosa, che avevo chiamato organo fantasma dopo l’operazione, in pratica: i nervi sono ancora gli stessi, ma sono collegati in posti diversi e fanno anche cose differenti. Il cervello però per cinquant’anni, li ha associati a determinate funzioni e quindi sento come se avessi ancora le palle e anche il pisello. Le palle sono adesso le grandi labbra quando sento del dolore, spesso quando la vescica è piena e devo fare pipì. L’effetto pisello è dato dalla parte che stimola l’uscita della pipì, mi ci vorrà un po’ per sistemare nel mio cervello queste cose e non abbinarli più a quello che c’era prima.
Ieri mattina sono andata a Treviglio in macchina, dista dieci minuti, per andare al mercato. Erano anni che non andavo sul tardi e infatti non sono riuscita a parcheggiare la macchina abbastanza vicina. Non sono in condizione di farmi un chilometro a piedi. Così ho cercato di uscire dal paese, con difficoltà nel traffico intenso (tutto bloccato), e sentivo lo stimolo della cacca, della pipì, faceva male sotto tutto e ho dovuto resistere. E’ stata dura.
Finalmente sono riuscita a tornare a casa, ho fatto tutto e mi sono sdraiata mezz’ora, prima di riprendere la macchina e andare a fare la spesa in un supermercato.

Questa mattina sono andata in un paese molto vicino, per andare in un bar dove fanno un cappuccino che ha vinto anche dei premi: meritati.
Guidare e lo stare seduta è stato meglio di ieri, ha fatto meno male. Ho poi fatto un giretto dentro un altro supermercato, fuori faceva troppo freddo per camminare, ho speso un po’ con le offerte, ma questo sprazzo di normalità è valsa la spesa.
Questa mattina mi sono pesata e ho messo su un chilo (peso 81 kg, ma dovrei stare intorno ai 79 Kg.), non sembra molto, ma sono stata attenta a non mangiare troppo e dato che non faccio attività fisica, tranne brevi camminate in paese, con il riassetto ormonale post operatorio, quasi tutte hanno messo su un certo numero di chili. Quindi sono stata brava e devo continuare così.
Sto tornando a mangiare più vegetariano, e meno cibo di conforto che mi è servito per il morale e la solitudine.

Le mie attività stanno per ritornare, venerdì prossimo andrò a fare la mia prima visita ginecologica di controllo; la settimana dopo ci sarà il pranzo aziendale e mi vestirò elegante, andiamo in un ristorante stellato; mi hanno contattata per partecipare a un evento LGBT che si svolgerà tra sei mesi, certe cose vanno preparate per tempo; info avrò la riunione online per definire le ultime cose sul romanzo di Nera Jones che è terminato e iniziamo a realizzare la campagna pubblicitaria (a mie spese, quindi tanta fantasia, tecnica e pochi soldi).
Simplified Summary
Oggi sono due mesi dall’operazione e sto finalmente tornando a una parvenza di normalità. Ho iniziato a usare il dilatatore più grande e, anche se fa un po’ impressione, sta andando meglio del previsto. Lavorare tre ore al giorno mi ha rimesso in moto e riesco a stare seduta senza troppi fastidi, anche se la zona si addormenta ancora. Ho rifatto la tinta in casa, ho rimesso un vestitino carino e per la prima volta mi sono sentita donna senza quell’ombra di finzione che avevo prima. Il cervello però gioca ancora con l’effetto organo fantasma, ma so che passerà. Sto ricominciando a uscire, anche con qualche disavventura tra traffico e stimoli urgenti, però miglioro giorno dopo giorno. Ora mi preparo ai controlli, agli impegni in arrivo e alla campagna per Nera Jones.
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