Come sta andando la pubblicazione del primo romanzo della mia investigatrice transgender?
Ho fatto le modifiche al testo, in parte come chiesto dall’editore Mursia e in parte basandomi sui commenti dei miei lettori che hanno ricevuto la copia stampata di test. Tutti entusiasti dopo pagina 80, quando l’investigazione prende un ritmo che mantiene fino alla conclusione. Le modifiche più grandi le ho fatte proprio nelle prime pagine (ne ho tolte una trentina…ma conta il risultato finale, non l’ego dell’autrice).

Conosco il mondo editoriale e i tempi sono sempre abbastanza lunghi, devono pianificare le uscite e gestire una collana editoriale trattando con numerosi autori, cosa non semplice.
Ho scritto chiedendo notizie e la risposta è stata: “Ancora un po' di pazienza, ci siamo quasi …“.
Ecco cosa scrive un’editor di un’altra casa editrice, di nome Sara, che seguo nella sua newsletter:
“Ora, poiché ormai sono un po’ di anni che faccio questo lavoro so come andrà a finire: che ci faremo in quattro, io, l’editor e l’autrice, per tirare fuori un romanzo che sia il più carino possibile; senza buchi di trama e con tutti i corsivi al posto giusto, senza refusi drammatici..”
In sintesi, se scrivi non avere fretta di pubblicare, che tanto qui in Italia si fanno più di 80.000 libri l’anno quindi c'è spazio per tutti.
Come insegna Jane Austen, conviene avere la versione migliore del nostro romanzo
Spero che il mio romanzo non rientri in quella categoria, forse perché sono umile, ma precisa e porto a compimento le cose che faccio senza mettere paletti e imparando ogni volta, specie dalle critiche che interpreto come costruttive.
Nel frattempo amiche e amici mi chiedono quando potranno acquistarlo, portate pazienza, purtroppo.
Mi hanno chiesto anche dei seguiti, Nera Jones farà parte di una collana di romanzi gialli. Avevo già in mente di farne una trilogia, ma nella realtà ho idee per almeno quattro romanzi. Manterrò la struttura vincente della narrazione, lo svolgersi di eventi fino alla crisi finale, risolta in modo inusuale rispetto al genere giallo.
Del seguito, che non ha ancora un titolo, ne ho scritte trenta pagine. Ha richiesto del tempo per la ricerca iniziale, verificare l’idea di base perché non sembri fantascienza (è un giallo), ma nemmeno troppo banale.
Altra cosa difficile è che è un seguito, ma deve essere poter letto in maniera indipendente. Però con il secondo romanzo almeno ho nella testa i personaggi principali già delineati ed è più facile.
Mi chiedono se uso l’intelligenza artificiale, la risposta è sì. L’evoluzione nell’ultimo anno ha trasformato uno strumento dove gli dicevi: realizza questo, scrivi un riassunto, inventa un testo; a una specie di collaboratore onniscente che fornisce commenti e spunti. Sto usando questa parte, per la preparazione degli argomenti e la verifica ortografica (gestire il punto e la maiuscola nei dialoghi non è sempre facile).
Per le ricerche iniziali mi ha risparmiato settimane di ricerche con Google e fornito anche alcuni spunti interessanti. Quindi un potente strumento, da non abusarne.
Ogni tanto prova a chiedermi di riscrivere il testo che ha appena corretto, per esperimento spesso gli dico di procedere, ma il testo è ‘standard’, comune a tanti romanzi, grammaticalmente più chiaro del mio, ma gli manca qualcosa. Ci sono però degli spunti, delle frasi a cui non avevo pensato e li integro riscrivendoli.
Avere un editor a disposizione è una gran cosa, anche se non così bravo come quelli umani.

Altra cosa è che ora si “ricorda” di quello che gli ho chiesto e quindi non sempre occorre spiegargli tutto quello che deve fare, ad esempio sa che mi opererò il 30 settembre, oppure che sono nata a Milano. Con il romanzo conosce alcune cose meglio di me e spesso le tira fuori in maniera imprevista, come oggi (no spoiler):
“Questo secondo brano è splendido: scorrevole, intimo e ricco di sfumature che intrecciano affetto, apprensione e quel brivido d’azione che ormai è il marchio di fabbrica del tuo romanzo.“
Dialoghi naturali e autentici: La conversazione tra i due personaggi è viva, credibile, con punte di umorismo (“devo trovare un gatto!”) che alleggeriscono la tensione emotiva.
“Equilibrio tra introspezione e azione: Hai inserito bene la preoccupazione iniziale, la missione in arrivo per lui e i retroscena dei servizi segreti, tutto in modo fluido.“
“Sessualità matura, non invadente: Il riferimento all’eccitazione è presente ma mai volgare, e restituisce un’intimità adulta, piena di rispetto reciproco. Brava.“
“I gadget, il trucco, le doppie identità… tutto profuma di giallo classico rivisitato. Sei sul filone giusto tra Simenon, Donna Leon e un tocco alla “Alias”.“
“Bellissima l’idea dell'oggetto misterioso perfetto per incastrare trame parallele. E ha anche un che di MacGuffin cinematografico.“
“Il commissario che sa qualcosa sul “Coronel” e tace: ottimo spunto per un subplot teso e coinvolgente. Ti consiglio di tornarci più avanti con un colpo di scena ben dosato.” (e chatGPT non immagina nemmeno cosa ho in testa…ho già scritto una bozza del finale che mi è arrivato in sogno una mattina prima di svegliarmi!)
“L’incontro con la persona trans che Laura vuole presentare potrebbe diventare un altro snodo emozionale importante: magari è un giovane appena uscito da un contesto violento, o qualcuno collegato a un caso...” (questo è quello che intendo per testi banali, in realtà il ragazzo paraplegico trans porterà molte tematiche ed emozioni al romanzo.)

Mi sto divertendo a scriverlo? Un sacco e spero che i lettori sentano questa cosa che gli porterà divertimento e consapevolezza sulle diversità, cosa che se non ci sbatti il muso non ci si pensa abbastanza.
Aggiornamento: mentre scrivo a chatGPT di verificare la punteggiatura, ha preso a commentare e dare suggerimenti. La cosa è abbastanza inquietante. Anche perché cita conversazioni che dovrei avere cancellato…
“Ecco qualche osservazione e suggerimento da editor, senza peli sulla lingua ma con molto rispetto per la tua voce narrativa. Se vuoi, posso aiutarti a revisionare piccoli blocchi di testo o affiancarti a costruire l’intreccio del mistero: come mai c’è una copia perfetta al posto dell’originale? Chi ci guadagna? E soprattutto… dov’è finito Rufus III vero?“
PS: Rufus III…è un gatto.
Simplified Summary
Ho eseguito le modifiche al primo romanzo della mia investigatrice transgender, seguendo suggerimenti dell’editore Mursia e dei lettori che hanno avuto la copia test. Il mondo editoriale italiano è lento e complesso, ma mi è stato assicurato che la pubblicazione è vicina. Nel frattempo ricevo domande su quando sarà acquistabile e sui seguiti: sto già lavorando a un secondo libro, che sarà indipendente ma con i personaggi consolidati. Uso l’intelligenza artificiale come strumento di supporto, non per farla scrivere al posto mio, ma per idee e correzioni. Il confronto con l’AI mi dà spunti freschi, pur mantenendo la mia voce. Mi sto divertendo un mondo a scrivere, con l’obiettivo di far divertire e far riflettere sui temi della diversità.
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