Questa settimana ho fatto un esperimento riguardo il testosterone, involontariamente. Prendo quotidianamente una pillola che distrugge il testosterone, questa fa sì che gli estrogeni abbiano un effetto femminilizzante (estradiolo). Però ogni tanto spariscono dal mercato, mi viene un po’ di panico e cerco di fare scorta. Al momento non ho un farmaco alternativo che aiuti il mio percorso di transizione e che non dia effetti collaterali importanti, come quello che viene dato alle donne trans molto più giovani (Androcur).
La mia terapia ormonale sostitutiva (TOS) può essere interrotta in qualsiasi momento, e senza avvisare il medico. Inoltre per periodi brevi non ha effetti visibili di regressione.
Questa volta, invece, qualcosa è successo: venerdì mattina è tornato a farsi sentire il pisello, senza un vero motivo. Ho sentito un base di eccitazione fisica. Anche se sono rimasta in casa a lavorare, ho indossato i tacchi alti e mi sono osservata spesso allo specchio. Come se la mia parte maschile, sopita da anni, si fosse meravigliata dei miei progressi. Adesso somiglio molto alla donna che desideravo essere, e forse anche meglio.
Ho scoperto anche che il muovermi per casa avevo una consapevolezza diversa, forse sculettando un po’ troppo. In giornata mi sono masturbata, ritrovando qualcosa che ho fatto per anni e che al termine mi lasciava triste dentro l’anima, forse per il ritorno al maschile dopo aver terminato con le mie fantasie.
Oggi è stato diverso: ero me stessa e senza quella disforia di genere, che avevo in passato. Mi sono anche domandata, come sarà godere una volta che sarò operata? Non ho saputo darmi una risposta.
Ieri ho ripreso a prendere le mie pillole e tutto questo si è calmato; psicologicamente mi sento meglio, più tranquilla dentro.
A settembre dovrò smettere di prendere le pillole due settimane prima dell’operazione e, ora, mi sto domandando se queste sensazioni arriveranno e in che modo. Saranno anche le mie ultime? Dal 1° ottobre la mia sessualità sarà totalmente differente, almeno così mi raccontano le donne transgender già operate.
Mancano ancora quattro mesi, a volte mi sembra una cosa così distante, altre invece che stia arrivando molto in fretta.
Sempre riguardo all’aumento di testosterone di questi giorni, ieri sera sono andata a trovare due amiche per provare i nostri monologhi di un futuro spettacolo. Ci siamo rese conto che l’idea di farlo a fine novembre non è realistica per me: non potrò partecipare alle prove, sia perché sarò in Spagna, sia che dopo dovrò restare tranquilla in casa. Faremo die spettacoli, il primo con un data già prenotata a fine novembre, senza di me, Il secondo sarà all’8 marzo prossimo. In effetti l’idea di base può avere interpreti e storie diverse senza snaturare la storia, dove cinque donne si racconteranno, ma solo una fa da contrappunto alle altre, non avendo una missione di vita, storie tragiche alle spalle: lei vuole solo andare in vacanza.

Ho modificato l’interpretazione del mio pezzo, soprattutto la parte iniziale dove racconto di me vent’anni fa, tra speranze, tormenti e paure di transfobia.
La volta precedente che avevo provato, mi avevano suggerito di sentire le emozioni di quel tempo. Non è stato facile, non ci riesco mai del tutto: non voglio ricordare come stavo in quel periodo, almeno dal punto di vista emotivo. Ho trovato una via di mezzo, recitandolo di fronte alle amiche.
È piaciuto molto di più dell’altra volta, ma Cristina mi ha dato il suggerimento di calcare di più su alcune emozioni, sulle parole, e di mostrare più di aggressività, frustrazione, rabbia repressa, rispetto a quel periodo dove ero piatta di emozioni e rassegnazione. A livello teatrale dovrò metterci qualcosa di più. Credo che l’aumento del testosterone mi abbia aiutata a ritrovarne alcune mentre recitavo.

Questa mattina, come al solito, sono andata a fare danza workout, e oggi Alessandra ha fatto dei video mentre danziamo, da mettere su Instagram. Il fatto di sentirsi filmate, ci ha fatto dare il meglio di noi stesse.
Dopo i primi balli di riscaldamento, mi è venuta l’idea di cercare di trovare più emozioni nella danza. Ultimamente lo scopo era fare movimento, divertirmi, ma soprattutto riuscire ad arrivare a fine lezione con il fiato. Concentrata a ricordare i passi ella coreografia. Lasciare il corpo andare da solo è sempre difficile, a livello mentale, ma credo di esserci riuscita oggi. Almeno così mi sono sentita.
Ero indietro rispetto alle altre, e nei video si vede poco di me. In quel poco non ho rivisto però la Bianca che danzava nei mesi scorsi: quella più femminile e aggraziata. Ho un po’ di “pancetta” che devo mandare via e la fisicità che ancora mi dà fastidio nel vedermi. Quest’estate cercherò di perdere un po’ di peso e di mantenere quel peso, anche perché dopo l’operazione potrei mettere su peso a causa degli ormoni e della riduzione del testosterone in circolo (un pezzetto di prostata me la lasciano).
La lezione di questa mattina mi ha fatto sentire meglio, soprattutto con le emozioni nella danza. Non so se è stato per l’aumento di testosterone o che ch altro. Rimarrà un mistero fino a dopo l’operazione, quando il prossimo anno riprenderò a fare danza con loro.
Su Facebook ho scoperto una pagina che ha dei video su persone transgender, realizzati come se la persona prima del percorso parla dei suoi dubbi, e le risponde quella del presente: felice e grata che ha avuto il coraggio di affrontare il percorso. Ne metto uno qui (occorre avere un account Facebook per vederlo):
https://www.facebook.com/share/r/16K9ZpH9KN/?mibextid=wwXIfr
Simplified Summary
Questa settimana ho interrotto per due giorni, involontariamente, il farmaco anti-testosterone, e ho notato cambiamenti psicologici ed emotivi. È riemersa una parte maschile che credevo superata, ma anche una nuova consapevolezza del mio corpo e dei miei movimenti. La masturbazione, che in passato mi lasciava triste, stavolta non ha portato disforia. Ho ripreso le pillole e mi sento più stabile. Rifletto su come sarà la mia sessualità dopo l’operazione, prevista il 30 settembre. Intanto, ho rimandato con le amiche il nostro spettacolo teatrale all’8 marzo, modificando l’interpretazione del mio monologo con maggiore intensità emotiva. In danza workout ho sentito più emozioni nel corpo, anche se non mi vedo ancora come vorrei. La lezione mi ha fatto comunque bene, e resto in attesa di capire cosa cambierà dopo l'intervento.
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