Da qualche giorno ho iniziato a fare la dilatazione vaginale una volta al giorno e dovrò continuare così per circa un anno, per poi ridurla ogni qualche giorno. La cameretta è piccolina, ma sono riuscita a trovarmi un angolino nel letto senza picchiare la testa con l’armadio che c’è sopra. Curiosamente sono stati momenti per rilassarmi e stare con me stessa. Ultimamente, da casa, stava diventando solo una noia.
Da un po’ di giorni la sera sento la neo-vagina leggermente gonfia e, in qualsiasi posizione mi metta, tranne a pancia in su sdraiata, sento che preme contro la gamba e avverto un leggero dolore. Ho anche capito che questo aumenta dopo aver fatto la dilatazione, segno che devo stare tranquilla al termine. Ma stando in casa con i miei genitori, volevo passare parte della serata con loro sul divano. L’ho fatto una volta sola e poi faceva un gran male, così le altre sere stavo una mezz’oretta seduta sulla sedia.
“Mi è utile ricordare a me stesso di chiedere al mio cuore, ogni tanto, che cosa sia davvero importante, in questo preciso istante, e ascoltare molto attentamente la risposta.“
Jon Kabat-Zinn

Al mattino ho fatto la prova indossando l’intimo di colore rosso, che avrei dovuto indossare la sera. Il fisico c’è, anche se ho un paio di chili di troppo. Ho inviato la foto anche a un amico…per testare l’effetto wow..c’è stato.
La sera però non ho indossato la mutandina perizoma, è ancora scomoda finché non guarirò per bene.
Per il pranzo di fine anno, questa mattina siamo andati alla Conad a comprare pane e pesce. Lì c’era una signora che conosce bene i miei genitori, ha chiesto chi ero perché non mi aveva mai vista e le ho solo risposto che arrivo dalla Lombardia. Con noi c’era anche mio padre. Ho preferito non dire che sono la loro figlia: lui continua a chiamarmi “il ragazzo” e usare i pronomi maschili non lo fa di proposito, proprio non riesce ad articolare. Anche se mi ha accettata, niente. Ma va bene così.
La sera prendiamo il caffè insieme ai loro vicini di casa, coetanei, intorno agli ottant’anni. Con le signore ho provato ad accennare qualcosa sull’operazione, ma ho capito che era meglio stare zitta. Pensavo che fossero più curiose, magari a chiedermi qualche dettaglio, ma forse anche la loro età non aiuta ad accettare bene questo mio cambio fisico, nel senso proprio di parlarne.

Siamo tornati a casa dopo aver salutato i vicini e fatto gli auguri. Abbiamo mangiato il pesce, poi mi sono rinchiusa in cameretta a fare la dilatazione, sono tornata e abbiamo tirato mezzanotte guardando la TV con i programmi musicali generalisti. Sono rimasta in piedi la maggior parte del tempo.
Finalmente ci siamo avvicinati a mezzanotte. Papà ha aperto lo spumante un minuto prima, proprio non riusciva ad aspettare. Mamma ha scaldato cotechino e lenticchie e io ho tagliato il panettone.
Ci siamo fatti gli auguri, anche in video chiamata con mia sorella. Dopo mezz’ora ero già a letto a dormire. Stanca lì sotto.
Mi sono andata a rileggere il blog dello scorso anno, scoprendo che l’avevo trascorso da sola e non me lo ricordavo più. Inoltre i primi giorni non erano stati sereni e non c’erano ancora quei buoni propositi che in seguito ho maturato e realizzato. Quindi il 2025 non è partito col botto, ma è diventato l’anno più importante della mia vita.
Questa mattina, dopo colazione, ho messo in macchina tutti i bagagli e i regali. Ho abbracciato mamma molto a lungo. Sono partita commossa e alcune volte durante il viaggio ho pianto di gioia. Sto imparando a lasciare andare una parte di me, quella della tipa tosta, quella pratica. Durante il viaggio però questa parte l’ho ripresa, per stare tranquilla e arrivare a destinazione: sono ancora convalescente e comunque sono state tre ore e mezza di viaggio, con tre pause agli Autogrill.
Arrivata a casa, felice che fosse andato tutto bene, ho scoperto che era saltata la corrente e la casa era gelida. Il problema era il riscaldamento, che aveva la pressione a zero e lampeggiava con un errore. Sul manuale non si capiva bene cosa fosse questo errore, né quale fosse la valvola da aprire per ripristinarla.
Ho provato a fare una telefonata all’assistenza, scoprendo che oggi fanno solo le emergenze e le fanno pagare carissime.
Sono andata in bagno a fare lo scarico. Oggi sono andata ben quattro volte. Quando sono fuori casa succede sempre così.
Una volta riprese le mie facoltà, ho riletto con calma il manuale e sono riuscita ad aumentare la pressione e ad accendere il riscaldamento.
Ovviamente partendo da 7 gradi, ci ha messo tutta la giornata per arrivare a una temperatura decente, così mi sono chiusa in cameretta con il climatizzatore acceso a guardare sul telefonino il concerto di Capodanno di Vienna.

Ora ho un leggero mal di testa e ho preso un’aspirina. La stanchezza, le emozioni e il freddo mi hanno provata e non voglio, e non posso, ammalarmi.
Un inizio del nuovo anno con piccole emozioni. Finché non arrivano grandi sfighe, va tutto bene.

Questa mattina ho comunicato la cosa alle mie compagne di danza e ho visto il loro affetto ed entusiasmo nei miei confronti. Dirlo e scriverlo aiuterà a far diventare vero questo mio desiderio.
Lettore e lettrice, datemi un po’ di energia positiva!
Giuliana “Ma tu sei un mito!!!!“
Bianca mia adorata, complimenti ancora per questo 2025 in cui sei stata tanto coraggiosa e determinata nella realizzazione del tuo più grande sogno. Sei un esempio per tutti.
Ti voglio un mondo di bene e non vedo l’ora che torni perché senza te il Dance Workout non è lo stesso.
Tanti auguri per un 2026 in cui sarai al massimo delle tue potenzialità
Dina “Bianca ciao, quante belle notizie. Sono felice per te, la tua patata e il tuo Mursia, sei davvero grandiosa. Avessi una buona vista, ti avrei raggiunta con piacere per seguire la tua lezione su l’IA il cui uso mi fa molto paura.”
Ti auguro tanta gioia e infinito amore.
Simplified Summary
Quattro giorni al mare visti da lontano, tra nebbia e freddo, non in vacanza ma in convalescenza dai miei genitori. La dilatazione è diventata una routine quotidiana e anche un raro momento mio, nonostante il dolore serale e le posizioni contate. Mio padre dimentica, confonde, usa ancora il maschile senza cattiveria, e io lascio correre. Con i vicini anziani capisco che è meglio non spiegare tutto, non è sempre il posto giusto. Capodanno semplice: pesce, TV, spumante aperto in anticipo e io spesso in piedi. Il viaggio di ritorno è stato lungo, emotivo, con pause, lacrime e controllo. A casa freddo, riscaldamento in errore, risolto da sola: poche emozioni, finché non arrivano grandi sfighe va bene così.
Intervista a Storytime
Riassunto attività e pensierini del Primo Maggio
Danza, romanzi e camminate
Presentazione del romanzo in biblioteca
Il mio romanzo è il libreria!
Evento: Mi amo ancora (parte seconda) 