Ho terminato la settima revisione del romanzo, quella definitiva!. Tra dieci giorni invierò tutto all’editore Mursia, che poi lo passerà al correttore di bozze e si procederà verso la stampa.
Tre anni di lavoro e sette riletture con grandi modifiche ogni volta, ma adesso la lettura scorre rapida e senza intoppi. Leggo su alcuni blog sulla scrittura creativa che molti aspiranti autori non osano (vogliono) toccare il “loro romanzo capolavoro”, come se togliere una frase fosse un disastro e non sarebbe più lo stesso. In pratica scrivono un romanzo che piacerà solo a chi l’ha scritto. Ho letto di editor che faticano a convincerli a ridurre parti, eliminarne altre, modificare parti che proprio non vanno e bloccano la lettura.
La mia parte maschile, che ho conservato mediata dalla creatività femminile, è molto pragmatica. Ho accolto i suggerimenti delle persone che hanno letto la bozza, quelli della mia editor (che è stata molto generica senza imporre nulla, ma indispensabile).
Risultato?
Ho eliminato quasi trenta pagine, ne ho aggiunte dieci, spostato capitoli, risolto incongruenze e corretto frasi che non si capivano. Come il detto inglese “less is more” (meno è meglio) ha portato a un risultato di cui sono soddisfatta: un romanzo giallo non dedicato alle persone transgender (che poi leggendolo si divertiranno pure loro), e che informa, chiarifica, distrugge gli stereotipi di genere e si arriva a fare il tifo per Nera Jones (cosa non scontata).
Ed ora?
Ci sono da preparare tutti i materiali per pubblicizzarlo quando uscirà nel mese di Aprile 2026: contatti, e-mail, il sito di nerajones.com, testi per recensori, materiali grafici, un sacco di cose…(il piano di marketing che ho scritto è di 23 pagine!).

Ho anche scritto il breve racconto, che unirà i primi due romanzi della trilogia: sarà un racconto gratuito, scaricabile dal sito di Nera Jones usando il codice che sarà indicato alla fine del romanzo, nella pagina dei ringraziamenti.
Sono rimasta solo tre giorni dentro l’ospedale a Madrid, ma l’esperienza è servita per avere idee e il materiale per scrivere questo breve racconto (circa venti pagine), dove la protagonista è in riabilitazione. Ho notato che, quando descrivo cose che ho vissuto e adattate, tutto risulta molto più realistico.
Siccome non sono ancora in forma per stare seduta a scrivere e fare una buona revisione, ho usato ChatGPT come compagno di scrittura, nella sua nuova release 5.1, quella appena uscita, che ha migliorato non poco la qualità dei testi che produce. Per fortuna c’è ancora bisogno della mia creatività e sensibilità!
La prima frase è quasi tutta opera di chatGPT (su una mia frase di suggerimento) molto ironica, la seconda è la mia che è meno da stereotipo e più profonda per il personaggio.
“Un mese chiusa in una clinica privata: io, le mie cicatrici fresche e il mio fisioterapista sempre con il sorriso stampato. Cammino con la stampella come una diva caduta in disgrazia, braccio destro fasciato con un tutore e la gamba che protesta a ogni passo.“
“Con i miei tempi, un passo vero e uno aiutata dalla stampella, arrivo finalmente all’ingresso della clinica, dove c’è la reception. Mi avvicino al bancone, appoggio piano la stampella e sfodero il miglior sorriso che posso gestire oggi.“
Di mio ci sono l’idea, la storia, il colpo di scena finale, la parte emotiva e le debolezze della protagonista; ChatGPT ci ha messo la parte da dura, investigatrice tosta, ex -gente segreto, ma auto-ironica. Ha consigliato anche alcuni indizi, sebbene non essenziali alla soluzione del caso, ma che per il lettore risultano fuorvianti al punto giusto.
Il problema di queste intelligenze artificiali è che non sono ancora davvero creative: attingono a ciò che è già stato scritto e pubblicato. Però, paradossalmente, è esattamente quello che mi serve per far diventare la mia Nera Jones simile a una protagonista da fumetto, manga o film. Mediando lo stereotipo dell’eroina tosta, con la mia creatività, le sensazioni e sensibilità, ne esce un personaggio cui ci si affeziona subito.

In accordo con la mia editor Elena, abbiamo deciso che la Nera Jones digitale del sito, video trailer e materiali vari, non deve essere la mia versione digitale (che comunque non era male), ma una più similare al “già visto” delle eroine moderne di videogames e anime (cartoni giapponesi). In queste foto ci sono le prime prove realizzate con le moderne A.I., non sembra male.
Simplified Summary
Settimana intensa e piena di soddisfazioni. Ho finalmente chiuso la settima revisione del romanzo, quella definitiva, e tra dieci giorni lo mando a Mursia. Tre anni di lavoro, pagine eliminate, capitoli spostati, frasi rimesse in riga e adesso scorre veloce come dovrebbe. Niente ansie da “romanzo intoccabile”, io ho potato senza pietà tutto ciò che non funzionava. Ora mi aspetta la parte divertente, cioè mettere in moto la macchina del marketing con le sue ventitré pagine di piano. Nel frattempo ho scritto il racconto che unisce i primi due libri, nato anche dall’esperienza in clinica che mi ha regalato realismo e idee. ChatGPT mi ha dato una mano per la parte più da eroina tosta, io ho tenuto cuore, sensibilità e twist. La versione digitale di Nera sul sito sarà più da videogame contemporaneo che simile a me, e le prime prove sono davvero promettenti.
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