Titolo che si contraddice, come faccio a rivedere una persona se è la prima volta?
Semplice: è la prima volta che mi vede nella versione femminile e tutto sarà con occhi nuovi per me, ma la domanda è: lo sarà anche per lei?
Sono in viaggio per Siena, andando a trovare la mia cara amica e la sua famiglia, che non mi hanno ancora vista in versione femminile. Ci siamo conosciute 31 anni fa e quasi una volta all’anno andavo a trovarli, poi il lockdown, l’inizio del percorso di transizione, i soldi messi da parte per operarmi e quindi si è rimandato per troppo tempo.
Sono emozionata, ma mi chiedo anche che effetto farò. Sono cambiata fisicamente così tanto? Oppure si vedrà una versione più femminile di come ero prima?
Forse sarà l’ultima volta che farò un confronto con persone che mi hanno conosciuta prima del percorso di transizione. Anche da parte mia è difficile combinare i ricordi del passato con quelli del presente, quando hai a che fare con persone che ti conoscevano prima.

Quindi, Siena l’ho vista almeno 15 volte, ma sarà la prima volta con gli occhi di donna. Non che cambino molto i palazzi, ma di sicuro cambierà la mia percezione e il frequentare i negozi, soprattutto quelli con articoli femminili.
Devo rifarmi il guardaroba. Ieri, in un centro commerciale, c’era anche un negozio con abiti un po’ più di pregio, forse un po’ troppo, perché quando ho guardato i prezzi mi sono spaventata: una camicetta scontata a 130 €? Sono matti.
Viaggiando ho visto le indicazioni di un outlet e quindi mi è venuta l’idea che a settembre andrò a fare un giro a Vicolungo, l’outlet più vicino dalle mie parti, dove spero di trovare a prezzi ragionevoli alcuni abiti da donna manager, comodi ed eleganti, ma non un tailleur, anche se mi piacerebbe tanto indossarlo.
Arrivata a Siena e dopo aver fatto il check in, scoprendo che la camera è davvero piccola, ma per 65 € a notte, colazione inclusa, va benissimo, sono andata in una trattoria dove ho mangiato i pici con ragù di Chianina. Veramente buoni, però mi hanno lasciato addosso il sapore della carne e anche un po’ di odore sui vestiti. Non sono più abituata a mangiare carne rossa, che mangio una o due volte al mese, al massimo.
Tornata in albergo, ho dormito quasi un’oretta e poi ho fatto la doccia, lavato i capelli e li ho stirati con la piastra. Infine mi sono truccata: volevo essere al meglio per l’incontro con la mia amica Simona. Ci conosciamo da trent’anni, ma non mi ha ancora vista in versione femminile dal vivo.

Com’è andata?
Io ero tutta carina e lei invece distrutta da una mattinata di lavoro al mercato con il caldo. È stato tutto molto naturale e un’amicizia di così lunga data non viene minimamente influenzata da un cambio di genere e di sesso.
Abbiamo chiacchierato un po’ e le ho raccontato alcuni dettagli dell’operazione, del romanzo, del post operatorio, del cambio di lavoro e lei mi ha aggiornata sulle sue cose.
Poi si è svegliato anche Massimo, il marito. Ovviamente, come tutti gli uomini, ha avuto qualche problema all’inizio e si è scusato se per un po’ mi avrebbe chiamata Dino, ma con loro non è un problema. Mi hanno sempre accolta come una seconda famiglia e possono sbagliare tutto il tempo che vogliono.
Poi è stato il turno di Carlotta, la loro figlia di 26 anni, che mi ha accolta tutta sorridente. L’emozione veramente enorme me l’ha data la mamma Loriana, 87 anni, che mi ha abbracciata talmente forte da commuovermi. Poi mi ha guardata in faccia e mi ha detto: «Mi piaci», ovviamente con accento toscano!

Sono rimasta da loro fino a dopo cena, con discorsi di tutti i tipi, e c’era anche Francesco, il compagno di Carlotta. Per Francesco era la prima volta che mi conosceva e quindi non aveva idea del passato, però non si è fatto nessun problema.
Simona mi ha fatto notare anche una strana coincidenza: quando ci siamo conosciute trent’anni fa aveva vinto il Palio la contrada del Nicchio, per cui faccio il tifo, e due giorni fa ha vinto ancora dopo molti anni. Qualcosa di ciclico è successo davvero.
Ho sentito poi alcuni discorsi tra di loro sul Palio, che per loro non è un evento folkloristico, ma qualcosa che sentono tutto l’anno. Nonostante siano trascorsi due giorni, continuano a guardarsi in TV le ripetizioni della gara e a commentare, aggiungendo le notizie che sono arrivate nel frattempo. Viverlo con una famiglia è tutta un’altra cosa e io l’ho fatto per anni. Solo nei primi tempi, però, andavamo in piazza, poi l’età, il caldo e i troppi turisti ci hanno fatto iniziare a guardarlo in televisione. Però farlo qui a Siena con loro è qualcosa di veramente sentito.
Simplified Summary
Il viaggio a Siena è stato soprattutto un ritorno da persone che mi conoscono da trent’anni, ma che non mi avevano ancora vista dal vivo come sono oggi. Tante emozioni, qualche comprensibile inciampo con il vecchio nome, ma soprattutto la naturalezza di un’amicizia che non è cambiata, culminata nell’abbraccio di Loriana e nel suo meraviglioso «Mi piaci». Poi Siena vissuta finalmente con occhi diversi: il Palio raccontato da chi lo sente davvero, passeggiate, chiacchiere e perfino shopping di abiti e collane tra amiche. Mi sono resa conto ancora una volta di quanto passato e presente possano convivere senza bisogno di cancellare nulla, semplicemente aggiungendo quello che sono diventata. E alla domanda se, sapendo prima quanto sia lungo e complicato questo percorso, avrei potuto cambiare idea, la risposta è semplice: quando decidi di essere finalmente te stessa, non ti ferma più nessuno.
Secondo giorno a Siena
Decompressione e pronta a ripartire
Il giorno dopo la grande esperienza
Ultima mattina al monastero Sanbo-ji
Danzare un mantra
Laboratorio sugli oli essenziali e meditazione olfattiva 