Questa mattina sono andata a Pavia, al centro CNAO, ospedale specializzato nella cura dei tumori mediante l’utilizzo di particelle, per partecipare a un gruppo di studio: Inequality and Cancer: Investigating Access to Resources for Prevention and Treatment (ICaRe).
Rispetto a dove abito, Pavia non è collegata molto bene e, con il traffico dei lavoratori del mattino, ho impiegato un’ora e mezza per arrivare.
È stato bello rivedere alcune dottoresse. C’era anche un gruppo di psicologi arrivati da Alessandria, con cui avevo partecipato a un bellissimo evento sempre a Pavia due anni fa, e con sorpresa ho ritrovato anche il mio amico Alec, abbiamo fatto parte della stessa associazione trans per tre anni. Infine c’era una mia “compagna drag” del corso del 2019 (apri articolo del blog), Paolo in arte Perestrojka, una persona cambiata tantissimo fisicamente. Non che io e Alec siamo da meno.

Il progetto ICaRe mira ad analizzare la comunicazione delle strutture ospedaliere e dei medici, oltre ai materiali informativi come brochure, comunicati e documentazione consegnata ai pazienti, per capire meglio cosa andranno ad affrontare.
Eravamo dodici partecipanti, molto diversi sia per età sia per professione. Io ero lì a rappresentare il mondo LGBT+, per fornire consigli anche riguardo all’inclusione nei testi e nel linguaggio utilizzato.
Abbiamo analizzato tre materiali al mattino e altri tre nel pomeriggio, dopo pranzo.
È stata una giornata veramente stimolante perché sono emerse moltissime osservazioni e idee da parte di tutti.
Ho anche scoperto che, tra tutte le cose che so fare, ho accumulato competenze in settori molto diversi tra loro, tanto che intervenivo per prima nelle discussioni.
Nonostante ho espresso pareri e osservazioni, in realtà ho imparato tantissimo, soprattutto osservare impaginati e testi per capire lo scopo e gli errori.
Dopo un anno a lavorare a rifinire il romanzo e preparare i materiali per la campagna social, ho fatto un grande salto di qualità. Io e Alec abbiamo iniziato a commentare la carenza di inclusione, soprattutto nei confronti delle persone trans. I miei interventi si sono concentrati maggiormente su questi aspetti, mentre i suoi erano più orientati alla comunicazione e alla grafica.
Durante la pausa pranzo ho cercato di parlare con tante persone diverse e creare nuovi contatti. Con Alec e Paolo abbiamo affrontato l’argomento del dilatatore e quindi dei gel a base acquosa utilizzati per agevolare l’inserimento durante le dilatazioni. La conversazione è poi finita sui vari tipi di gel, compresi quelli utilizzati dalle persone gay per la penetrazione anale. In un certo senso mi si è aperto un mondo che non avevo mai immaginato.

Dopo la consueta fotografia di gruppo ci siamo salutati e ognuno è tornato verso casa.
Durante il viaggio di ritorno ho cercato di ripensare a tutto quello che era emerso durante la giornata, per metabolizzarlo. Ho riflettuto anche sul fatto che credo di essermi infilata come relatrice in un evento che organizzeranno a metà settembre, sempre a Pavia. All’inizio dell’incontro era presente anche l’assessora alla cultura. Ci siamo scambiate i contatti. Gli spazi serali sono già occupati, ma quelli pomeridiani con gli studenti dell’ultimo anno delle superiori sono ancora disponibili.
Potrebbe essere un evento molto interessante presentando Nera Jones (www.nerajones.com), soprattutto nella sua dimensione social e digitale. Potrebbe diventare il punto di partenza per una discussione sulla diversità e sull’inclusione delle persone trans. Credo che con i ragazzi possa nascere qualcosa di veramente interessante.
Ora sono a casa, abbastanza provata soprattutto dal caldo e dal viaggio. Domani andrò al mare a trovare i miei genitori per il weekend. L’unica nota negativa sono altre tre ore e mezza di guida, sperando di non trovare traffico nel tratto Brescia-Verona.
Materiali analizzati e discussi:
Il primo materiale era un volantino distribuito nelle sale d’attesa, realizzato veramente male. I testi erano incongrui e si contraddicevano tra titolo, immagini e corpo del testo. Qui ho tirato fuori la mia esperienza nella grafica e nella pubblicità.

Il secondo era una stampa di una trentina di pagine che avrebbe dovuto spiegare sia al personale medico che ai cittadini l’importanza di effettuare uno screening contro il papillomavirus. Il testo era ripetitivo, con frasi poco chiare, e non si capiva perché nello stesso documento si parlasse a destinatari così diversi. Qui ho utilizzato le competenze maturate in diciotto anni di organizzazione di corsi di formazione in ambito medico e nella stesura di linee guida.
Il terzo era un video in cui Ambra Angiolini viaggia in taxi e racconta alla tassista che sta andando in ospedale per una mammografia di prevenzione. Metà dello spot risultava falso e poco credibile, non per colpa di Ambra. In questo caso ho tirato fuori la mia esperienza di regia e montaggio.
Nel pomeriggio abbiamo analizzato altri materiali. Il quarto era un sito internet che rimandava a un documento PDF simile a quello cartaceo. Qui ho tirato fuori la mia esperienza attuale di programmatrice web.
Il quinto era un documento consegnato dopo una diagnosi di tumore, contenente numerose informazioni, tra cui effetti indesiderati, alimentazione e indicazioni pratiche varie. Qui ho utilizzato le mie competenze linguistiche di scrittrice.
Il testo sembrava scritto da tre persone diverse. Come ho fatto notare, nelle prime pagine si dava del lei, poi il tono diventava più amichevole, quindi si passava al tu. C’era molta confusione, anche nei documenti della mattinata. Ad esempio venivano utilizzati come equivalenti “donna” e “maschio”, quando il primo indica un genere e il secondo un sesso. Inoltre, per riferirsi alle persone gay venivano utilizzate terminologie davvero poco felici.
L’ultimo materiale era un documento dell’ospedale realizzato da parte degli oncologi che avevano organizzato l’evento. A livello generale era il migliore, sia come grafica sia come chiarezza espositiva. Per questo ci siamo concentrati maggiormente sui dettagli, sul vocabolario utilizzato e sulla grammatica. Ad esempio c’erano troppi incisi tra parentesi e qualcuno ha fatto notare che eliminandoli il testo risultava comunque perfettamente comprensibile e più scorrevole. Qui è uscita la scrittrice.
Simplified Summary
Questa mattina ho partecipato a Pavia a un gruppo di studio del progetto Icare presso il CNAO, dedicato alla comunicazione in ambito sanitario. Abbiamo analizzato brochure, documenti, siti web e video, evidenziandone punti di forza e criticità. È stata una giornata molto stimolante, durante la quale ho potuto mettere a frutto competenze diverse, dalla grafica alla scrittura, dalla formazione alla programmazione web. Ho ritrovato vecchi amici e conosciuto nuove persone, confrontandomi anche sui temi dell’inclusione e del linguaggio. Tornando a casa mi sono resa conto di quanto il mio percorso mi abbia portata a sviluppare capacità multidisciplinari che potrebbero aprire nuove opportunità nella divulgazione e nella formazione.
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