La cosa più temuta e forse difficile dopo l’operazione di vaginoplastica è il volo di ritorno in aereo. Una delle mie paure era di non riuscire a camminare abbastanza per fare il check-in e tutto il resto. Per fortuna la mia mobilità è molto migliorata e, con fatica, ho attraversato totalmente il terminal 4, perché il mio volo era nella parte opposta, penso ad almeno un chilometro.

Avevo un’attesa di due ore e mezza prima dell’imbarco, che ho trascorso rimanendo un po’ seduta, un po’ camminando, andando in bagno, bevendo un caffè che chiamarlo espresso era un insulto, soprattutto anche il prezzo di 2,50 €. La cosa positiva è che, fuori dai bagni, ci sono delle piccole fontane per riempire le borracce e le bottiglie d’acqua.
Il problema è stato il mio zaino che pesava cinque chili, conteneva un computer, il tablet, alimentatori, due panini per la cena, i dilatatori, i documenti, tutte cose indispensabili.
Sono arrivata al gate, e mi sono accomodata, semisdraiata. Per fortuna qui hanno delle panchine particolarmente comode.
Quello che non mi aspettavo, è stata la mia lombalgia che ha iniziato a farmi male, non stando seduta in maniera appropriata. Si è anche fatta sentire abbastanza anche durante il volo.

C’era una lunghissima fila, però ho guardato il biglietto avevo fatto l’imbarco prioritario che mi avrebbe fatto risparmiare tempo e dolori. Peccato che è stata una truffa e ho buttato via 8€, perché il “prioritario numero due” era praticamente nella stessa fila degli altri. Forse anche tutti gli altri hanno fatto l’imbarco prioritario, vanificandolo.
Con fatica ho fatto la mia fila e sono salita sull’aereo.
Il posto che avevo scelto, pagando un po’ di più, era proprio nell’uscita di sicurezza, che garantisce che potessi allungare le gambe senza problemi. Non c’era il tavolinetto e il sedile reclinabile, ma non mi sono serviti. E’ stata una scelta azzeccata, perché dopo il decollo quando ho slacciato la cintura di sicurezza, ho potuto stare semisdraiata.
Il cuscino poggia testa gonfiabile, mi è servito per il decollo, ma dopo l’ho messo dietro per proteggermi la schiena mentre stavo sdraiata.

A metà volo, ha iniziato a fare freddo, mi sono alzata e ho indossato il giubbino, dopo alcuni minuti ho sentito alcuni colpi di tosse e gente che si soffiava il naso, così mi sono messa la mascherina FFP2, non posso permettermi di prendere l’influenza o qualcosa di peggio!
Fede “Grazie a te Bianca per avermi tenuta aggiornata. Ci tenevo anche perché saperti là sola era un pensieroooo. Ben rientrata e….buona nuova vita splendida donna”
Francesca N.”Ti voglio un gran bene anche io Bianca, felice per il tuo percorso!!!! Attendo gli sviluppi in terra madre! “
Ale C.”Hai avuto una forza e un coraggio ammirevoli! Hai affrontato tutto da sola con una grinta che solo una donna può avere e tu patata o no lo sei sempre stata! Ti voglio bene anche io”
Finalmente siamo atterrati a Milano Linate, e quando mi sono alzata dal sedile, ho sentito la neo vagina tutta addormentata e leggermente dolorante. Ho fatto un passo e camminavo come se avessi avuto un pannolone stretto. Comunque ce l’ho fatta, è andata!
La prima cosa che ho fatto è stata di andare in bagno, per fortuna la vescica aveva resistito per le due ore di volo. All’aeroporto di Madrid ero andata in bagno, ma lì hanno dei bagni pulitissimi e quando non lo sono in breve passa qualcuno a pulirli, in Italia no. Infatti erano tutti sporchi da far paura solo ad entrare.
Così ho potuto collaudare di fare la pipì in stato di squot, sbrodolando un po’ in giro e una piccola parte mi è anche finita sulla gamba. Questa esperienza potevo evitarmela adesso, ma finché non divento brava a fare un getto diretto…devo arrangiarmi. Per fortuna avevo un bel po’ di salettine umidificate neutre, ne ho usate tre per pulirmi per bene.
Dina “I tuoi desideri sono le mie idee -c’è pure monouso. Tutte le donne dovrebbero usarlo per evitare di urinare mezze accovacciate e caricare così il pavimento pelvico.”
Ps so cosa penserai e sorrido.

Sono scesa al deposito bagagli e le valigie, per fortuna, sono arrivate in pochi minuti. Ho attraversato tutto l’aeroporto (molto corto rispetto a Madrid) per andare a prendere la metropolitana linea blu, ho fatto due fermate e poi sono salita sul treno diretto a Treviglio. In stazione verrà a prendermi la mia vicina di casa, almeno questo era il piano.
Mio cognato di era offerto di venirmi a prendere in auto, ma farmi un’altra ora seduta sapevo che non era il caso, mentre in treno ho potuto stare in piedi e “svaccarmi” al bisogno.
Miki “Bene rientrata! Vedrai che più passa il tempo e più prenderai consapevolezza della bellissima donna che sei dentro e fuori.Sono orgogliosa di te!”
Daniela P.”Ciao cara buon rientro. Grazie per i pensieri che hai avuto verso tutti noi. Grazie per questa importante, sensibile, emozionante condivisione. Ti vogliamo bene anche noi e siamo felici per te. Un forte abbraccio”
Pietro “Un abbraccio da parte mia, mi ricordo i primi istanti cc he tutto questo ha portato a scoprire la nascita di Bianca e ora il fiore è sbocciato.”
Sono abbastanza provata per questo pomeriggio di viaggio, però mi sono sentita tranquilla dentro e questa è stata una sensazione impagabile…
La serata, a casa, è trascorsa senza sorprese, ho aperto la valvola del gas, acceso la caldaia, aperto le finestre per arieggiare l’ambiente. Sono 25 giorni che ha fatto freddo, caldo, ha piovuto tanto. Avevo lasciato leggermente aperta la finestra del bagno e un’altra in sala, ma non abbastanza da far circolare l’aria.
Sono riuscita a fare la dilatazione della sera, per poi concedermi una doccia e infine il sonno di Morfeo. Per fortuna domani mattina non dovrò andare presto a Treviglio all’INPS (mi hanno spostato l’appuntamento), così potrò riposarmi per bene.
Missione compiuta, non avevo aspettative al di là del giorno dell’operazione, e un mese è passato apparentemente in fretta, soprattutto negli ultimi giorni.
Evita “Si dice che si è sempre in viaggio e che si chiama vita, ma questo tuo ultimo viaggio non può essere paragonato a nulla altro. Questo tuo viaggio è una scelta consapevole, un tirare fuori la tua vera natura il tuo vero IO!”
Esserci stata e’ un privilegio per me. Non devi ringraziare! Buon cammino Bianca e bentornata a casa!

L’avventura più incredibile della mia vita si é conclusa, ma solo nella prima parte.
Da domani inizierà la nuova fase (il secondo tempo?) per terminare la guarigione e imparare a conoscermi meglio.
Il cambio psicologico è avvenuto sicuramente (lo vedo dal mio sguardo nelle foto), al momento però non me ne rendo conto appieno, un piccolo passo alla volta.
Un grande abbraccio a tutti e tutte, per aver letto le mie storie di questo mese, avermi risposto con dei pensieri bellissimi.
Il raccontarmi ogni giorno, è stato psicologicamente utilissimo, anche per evitare di sentirmi da sola (avere un pubblico di qualche centinaio lettori é stato un grande stimolo).
Gio “grazie a te carissima Bianca di avermi inserito nel tuo giro di amicizie, ne sono onorata e contenta”
Ben ritornata a casa sul natio suolo
Riposati in questi giorni, imparerai ogni giorno nuove gioie, i dolori, sensazioni e esperienze del nostro grande immenso universo femminile
Ti abbraccio e spero di incontrarti presto
Buonanotte
Elena R.”Buona guarigione Bianca, gli aggiornamenti non possono mancare mi raccomando!!”

Sono rientrata a casa e ho trovato una piacevole sorpresa: mi ero fatta un biglietto di auguri che avevo dimenticato completamente…
Sono stata tenerissima…
Elena R.”No va beh sei un genio anzi una genia “
Marzia “Bianca, bentornata! “
Sarai stanchissima, ci sta eccome, ma ora tu continua il tuo lavoro di riposo e prenditi tutto il tempo che ti serve, vedrai che pian piano sarai sempre più in forze.
Grazie a te di avere condiviso con tutti noi questa parte importante della tua vita, è stato un onore e un piacere farne parte, sono felice che tu così ti sia sentita meno sola, io di sicuro mi sono sentita parte di un grande gruppo presente e pieno di energia positiva, si percepiva , si sentiva. Un grandissimo abbraccio e buona notte italiana
Marta “Bentornata! Hai fatto un viaggio grandioso, fuori e dentro di te. Ora è tempo di respirare e fiorire Ti abbraccio forte!”
Elena K.”Sentivo che il contatto con tante persone ti era utile per non sentirti sola e per raccogliere forza e ascolto.”
Tutti noi siamo più forti se non siamo soli.
E tutta l’umanità potrebbe vivere di buone intenzioni di affetto comprensione ascolto e tanto altro….
ma non siamo ancora pronti!
Sono felice che tu sia stata coccolata e ascoltata in un momento così delicato e come dici tu, nell’avventura più incredibile della tua vita!
Buon rientro e forza per il tuo futuro prossimo…
da domani…
Un abbraccione
Beci “Tesoro, sono tanto felice che sei tornata a casa, soddisfatta e serena. Hai fatto un passo gigante e ora piano piano ti trasformerai ancora. Ti abbraccio fortissimo e ti auguro una completa guarigione prestissimo. Buona giornata guerriera bella.”
Samantha “Viaggio stupendo, in tutti i sensi! Beh pensa che a fare la pipi' in equilibrio senza appoggiarsi nei bagni pubblici ci allenano sin da bambine, benvenuta nel nostro mondo! Cosa che diamo x scontato. Adesso giorno per giorno l'essere donna anche lì sotto ti farà fare tante piccole grandi esperienze e sarai sempre più nuova dentro e fuori. Grande Bianca, ti auguro tutta la gioia che sogni e meriti”
Ulisse “Tesoro! È stato un piacere leggerti! Un abbraccio grande e a presto “
Simplified Summary
Il volo di ritorno dopo l’intervento era ciò che temevo di più, ma alla fine ce l’ho fatta, attraversando con fatica l’enorme terminal di Madrid e gestendo il viaggio con calma e attenzione. L’attesa è trascorsa tra piccoli dolori e una schiena indolenzita, ma anche con un senso di leggerezza per tutto ciò che stavo chiudendo. A bordo, il posto spazioso mi ha permesso di rilassarmi un po’, anche se il freddo e la tosse dei passeggeri mi hanno fatta rifugiare dietro la mascherina. Atterrata a Linate, la stanchezza si è fatta sentire, ma il pensiero di essere di nuovo a casa mi ha dato forza. Anche le difficoltà più banali, come usare per la prima volta un bagno pubblico da donna o affrontare la burocrazia dei viaggi, hanno avuto un sapore diverso, più vero. Sul treno verso Treviglio mi sono sentita tranquilla, consapevole di aver chiuso un capitolo e aperto il successivo. Tornata a casa, tra finestre da aprire e caldaia da riaccendere, ho realizzato quanto questo mese mi abbia cambiata. La dilatazione serale e una lunga doccia sono state il mio rito di rinascita. Questa è stata la prima parte di un viaggio più grande, quello per conoscermi
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