Questa settimana ho evitato di andare in tutti i luoghi chiusi: niente attività, niente cene con le amiche, niente eventi né cinema. Con il meteo incerto e tutta questa pioggia, oltre al calo delle temperature, ho cercato di non rischiare a prendermi l’influenza. Sto assumendo tanta vitamina C, ma l’altra paura più importante è il COVID. Con un po’ di influenza potrei comunque operarmi, ma col COVID non so cosa potrebbe succedere. Non oso neppure pensare a dover ritardare l’operazione, sempre che si possa spostarla.
Ho viaggiato in treno due giorni, indossando la mascherina, giusto per precauzione.
Anche in aeroporto indosserò la mascherina, tranne a bordo dell’aereo dove, in teoria, dicevano anni fa che ci sono i filtri. L’incubazione del virus è di tre giorni, quindi se anche lo prendessi, spero si farebbe sentire dopo l’operazione.

Altri timori, in questi giorni, riguardano qualsiasi imprevisto che possa impedirmi di andare in Spagna. Ho cercato di fare attenzione a tutto, soprattutto guidando l’auto. Oggi però, ho corso un piccolo rischio: ho indossato gli stivaletti con il tacco alto. Hanno comunque una buona stabilità con il tacco quadrato, ma avevo paura sulle scale della stazione di Lambrate. In questi giorni sento la necessità di vestirmi in maniera molto femminile, e soprattutto indossare i tacchi alti, anche solo in casa. Poi, fino a fine gennaio, dovrò indossare solo scarpe basse e comode, e abiti pratici.
Lo stesso discorso vale per le mutandine: ma ne porterò in Spagna un paio di pizzo, da mettere una volta sola, giusto “per provare l’effetto che fanno”. Poi, per almeno tre mesi, dovrò indossare solo mutande ampie – culotte -, per evitare ogni sfregamento con la neo-vagina.
“Sembra impossibile, finché non lo fai“
La perfezione blocca, l’intenzione smuove.
E' la perfezione non basta: se manca la partecipazione - quell’intenzione di esserci davvero - non resta nulla a cui aggrapparsi. Un testo vero, invece, non parla a noi, ma con noi. L’autore è presente, sente ciò che dice, partecipa alla nostra esperienza, che è anche la sua.Un testo vero, invece, non parla a noi, ma con noi. L’autore è presente, sente ciò che dice, partecipa alla nostra esperienza, che è anche la sua.
Giulia Dovico, copywriter (sito)
Una ragazza trans, già operata nella stessa clinica, mi ha fatto notare una cosa curiosa: interrompendo le pillole che riducono il testosterone, il seno le era è diventato fastidioso. Mi sta accadendo lo stesso dopo sole due settimane dall’interruzione. Prima, quando crescevano le tette, le sentivo tirare la pelle ed era una bella sensazione… ora è il mio corpo cerca di riadattarsi allo stato precedente e le sente come qualcosa che non ci deve essere. Ma non gli darò il tempo di abituarsi!

Ieri è stata una giornata impegnativa al lavoro. Il tempo era grigio, pioveva, tuonava e, quando sono tornata a casa, ho avuto tanta fame e un crollo fisico. Non posso e non voglio ammalarmi. Dopo cena ho provato a guardare una serie su Amazon (Downtown Abbey), ma ora ci infilano troppa pubblicità: a metà puntata ero provata, stanca per la giornata e ho spento. Il problema del resto della serata era sul come fare tirare un orario decente: mi sono messa sul letto e ho ascoltato un po’ di musica su Spotify (dai Pink Floyd per finire con Yoko Kanno e la colonna sonora dell’anime Cowboy Bebop a tutto jazz). Non riuscendo a concentrarmi nemmeno sulla musica, i pensieri hanno iniziato a girare… era come una sensazione che arrivava dal profondo, quasi come se fosse un attacco di panico che cercava di uscire.
Tanti anni fa, prima del coming out, ogni domenica in cui non avevo amici o posti dove andare (quindi sempre), mi venivano questi attacchi: mi sentivo sola al mondo, disperata, come se non potessi avere né amicizie né amori. Poi, di solito, la domenica sera passava tutto, forse perché mi preparavo mentalmente alla nuova settimana di lavoro. Stavolta quella brutta sensazione era molto più lieve, ma c’era. Ho cercato di stare calma e pensare solo cose positive e allontanarla.
Ma si è trascinata anche nel sonno, il mio subconscio lavora parecchio queste notti e sogno spesso di dover interrompere gli ormoni, con i peli del corpo che tornano a crescere tantissimi, senza poterci fare nulla. Altri sogni non li ricordo, ma non sono piacevoli e felici.
Intanto le settimane sono volate: sembrava non arrivasse mai la data, e invece eccomi qui.
Oggi è stato il mio ultimo giorno di lavoro in presenza: ho lasciato il computer al titolare, salutato tutti, e mi hanno fatto gli auguri. Ci rivedrermo dal vivo, tra due mesi circa. A casa ho il mio computer personale (con un settaggio per entrare in azienda da remoto in maniera sicura) e il telefono, così potrò dare una mano con qualche assistenza sull’e-commerce che ho programmato io. Ma per il resto, credo che per un mese non farò nulla. Forse scriverò qualcosa del seguito del romanzo. A proposito, oggi mi hanno chiesto data e luogo di nascita per la quarta di copertina. Non è una bella cosa chiedere a una donna la sua età, ma va bene comunque.
Bruna “Ciao bellissima, io cmq non ci sarei stata alla cena il 26 perché sono ancora fuori Milano. Ci tengo però a mandarti tutto il mio sostegno e un abbraccio fortissimo per questo passaggio e questa rinascita, facci sapere come va e se hai bisogno di compagnia anche solo con una telefonata. Ti abbraccio ancora”

Sto scrivendo queste note al tramonto mentre faccio una breve camminata in paese. Non piove e mi sento abbastanza serena. Oggi ho ricevuto, dall’app che mi ha affittato l’appartamento (Vrbo) il numero del signore che mi ha affittato il locale: ci siamo accordati che lo chiamerò trenta minuti prima dell’arrivo, così verrà a portarmi le chiavi.
Sempre a proposito di telefono, ho sentito alcune amiche: ci tengono a farmi sentire la loro vicinanza e il loro affetto, e mi danno un grande supporto morale per restare ottimista. Lo sono sempre dal coming-out, ma ogni aiuto è benvenuto.
Elena R.”Cara e coraggiosa Bianca, so che si avvicina una data importante. Ti sono con il cuore vicina e resto in attesa di notizie… io ho appena concluso un pezzettino del Cammino di Santiago e da domani sono in ritiro di meditazione, ma sarà dedicata a te l’energia positiva di queste giornate. Ti abbraccio forte”
Domani lavorerò solo mezza giornata e poi inizierò a preparare sul serio la valigia e lo zaino (ora è solo roba ammucchiata in giro). Nello zaino metterò computer, tablet, spine, connettori, alimentatori, farmaci e integratori. La valigia non è un problema di peso (ho pagato per 23 kg), ma di spazio: dovrò farci stare un sacco di cose. Non farò la turista, quindi solo abiti comodi, pigiami, traverse usa e getta, pannoloni e assorbenti con le ali: l’essenziale.
A Madrid fa più caldo che qui, con una grande escursione termica: al mattino 10° e ben 27° al pomeriggio. Non è un grosso problema: resterò quasi sempre nell’appartamento, tranne i primi e gli ultimi due giorni.
L’importante adesso è avere qualcosa che mi tenga la mente occupata dal grande passo che rivoluzionerà (di nuovo) la mia vita recente.
Intanto un grande grazie a tutte e a tutti per i messaggi che mi state mandando!
Simplified Summary
Questa settimana ho evitato luoghi chiusi per non rischiare influenza o COVID, assumendo vitamina C e uscendo poco. L’ansia è che un imprevisto possa impedire l’operazione a Madrid, quindi sto attenta a tutto. Mi sono concessa tacchi e abiti femminili, ma presto solo scarpe comode e biancheria ampia per la convalescenza. Il lavoro è finito: ho consegnato il computer e salutato i colleghi, ora un mese di stop. Ogni tanto riaffiorano vecchie sensazioni di solitudine e piccoli attacchi d’ansia, ma cerco di restare positiva. La notte sogno spesso gli ormoni interrotti e i peli che tornano, segno che la mente sta lavorando. Domani preparo valigia e zaino con computer, farmaci e integratori; ho 23 kg di spazio. A Madrid farà caldo di giorno e fresco al mattino: starò quasi sempre in appartamento, con tanti pensieri e l’affetto delle amiche a sostenermi.
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