Venerdì di settembre che sembra già autunno avanzato. Per quest’anno le temperature estreme di agosto ci hanno stremati e adesso, nel giro di dieci giorni, si sono abbassate al punto che al mattino bisogna mettere la felpa. Fa buio già alle 20:00, piove parecchio e quest’ultima è una cosa buona, visto che non pioveva come si deve da mesi.
Ieri sera alle 8:30 sono andata in biblioteca per assistere a una lettura da parte di un gruppo che ha presentato un’analisi di quello che c’è dietro la fiaba di Pinocchio, di quello che è realmente e di cosa la distingue dalle altre fiabe per bambini: soprattutto perché non è un bravo bambino, non vuole esserlo e cerca la sua strada e la sua libertà.
In alcuni momenti ho pensato al mio percorso di transizione, nel mio caso passando da una maschera maschile al mio vero sé femminile.
La fine della fiaba dice che lui diventa un bambino vero e diventa meno birichino. Questa parte, invece, non ha nessuna attinenza con il percorso, in quanto cerchiamo di recuperare il tempo perduto e fare le cose nel genere in cui ci sentiamo di essere. Però c’è un punto in comune, quello della normalizzazione della vita: quando tutto diventa normale, sebbene desiderato da anni, può diventare noioso.

La mia vita ultimamente, però, non lo è per nulla.
Mia mamma ha i suoi problemi di vista, che migliorano o peggiorano a seconda delle giornate, e non abbiamo ancora capito da cosa dipenda. Ora che l’ho riportata in Lombardia dobbiamo cercare un oculista di esperienza. Mio papà, a giorni alterni, è un brontolone, si incazza, dice: «Cosa ci facciamo qui?». Ha sempre più problemi con la memoria a breve termine e non so come mamma faccia a sopportarlo tutto il giorno quando ripete le stesse cose, le stesse domande, durante la giornata.
Questo ha influito anche sul mio sonno. Alcuni giorni dormo tranquilla, mentre in altri arrivano pensieri oscuri e preoccupazioni inutili in quel momento, a tal punto che l’altra sera ho dovuto prendere la melatonina per mettermi k.o. e riuscire a dormire. Nonostante la mia conoscenza dello yoga, della meditazione, del lasciare andare e dello stare nel momento, quando hai delle preoccupazioni che riguardano i tuoi affetti non è poi così facile.
Mi sono resa conto che, quando riguarda me stessa, ci riesco molto bene. La cosa che mi blocca è subire i problemi degli altri e sapere di non poterci fare niente, tranne dare la mia disponibilità a parlarne e ad accompagnarli in giro dove occorre. Ognuno prende sempre le proprie decisioni e raramente ascolta gli altri, cosa che invece io faccio sempre, per poi decidere in base alle informazioni e al mio sentire.
Per il nuovo lavoro che inizierò a ottobre, sono molto eccitata, anche se non so esattamente che cosa andrò a fare, ma spero di riuscire a portare le mie conoscenze e la mia esperienza per migliorare tutto il funzionamento, senza togliere però il lato umano del lavoro.
Questa mattina ha smesso di piovere e sono uscita per fare colazione al bar. La barista mi ha consigliato una brioche nera al carbone vegetale e crema. Mi piace sempre sperimentare cose nuove ed effettivamente è buonissima. Visto l’effetto autunnale, mi è parso naturale fare colazione in questo modo, anche se solitamente, quando lavoro da casa, al bar prendo solo un caffè per fare due chiacchiere con altre persone.
Stamattina, però, mi sono svegliata più tardi e quando sono arrivata alcune erano già andate, mentre altre sono arrivate dopo. Stranamente non ho più quella necessità di fare due chiacchiere al mattino e sentire i pettegolezzi di paese. Qualcosa è cambiato in me, forse perché comunque sto tornando alla socialità in presenza attraverso varie attività.
Le cose che devo fare oggi sono prenotare quella che spero sia l’ultima epilazione della barba con il laser ad alessandrite. Ho ancora un po’ di peli neri sul mento e con il nuovo lavoro vorrei arrivare ad avere solo quelli bianchi, come le altre donne della mia età.
Poi devo fare il microblading alle sopracciglia tatuate che, anzi, sono durate tre anni e adesso vanno ritoccate.
Il tutto da far combaciare con il lavoro, i miei genitori, le poche ore di ferie residue e lo stato della mia auto, che lunedì porterò dal meccanico per cambiare alcuni pezzi della frizione.
Non ricordavo un mese di settembre in cui fossi così indaffarata!
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