Ho fatto la visita di controllo all’ospedale Niguarda di Milano per la mia terapia ormonale sostitutiva.
Meno male che avevo deciso di arrivare con almeno un’ora di anticipo. In tangenziale il traffico era scorrevole, ma al CUP c’era una fila lunghissima per pagare il ticket.
Per fortuna mi ero portata il computer e ne ho approfittato per scrivere un paio di pagine del romanzo.
Quando sono entrata in ambulatorio, con mia sorpresa non c’era la mia dottoressa, che nel frattempo è diventata mamma. Le avevo portato una copia del romanzo con dedica, ma la collega, per fortuna, mi ha detto che si vedono ogni tanto e gliela consegnerà lei.
Abbiamo parlato di questi ultimi sei mesi e, come si aspettava, mi ha chiesto del peso. È vero, quei tre chili che non riesco a perdere, nonostante tutta l’attività fisica, secondo un’amica e anche secondo lei sono soprattutto ritenzione idrica dovuta agli ormoni.
Gli esami del sangue vanno bene. Ho notato con soddisfazione che tutti i valori sono praticamente a metà dei riferimenti femminili. Non è una cosa scontata, perché prima dell’intervento il mio fisico era ancora un po’ un ibrido e alcuni valori non rientravano perfettamente nei parametri.

Le ho raccontato anche di aver scoperto che quella che pensavo fosse una sensazione di gonfiore della vagina era in realtà dovuta a un po’ di adipe comparso all’interno delle cosce, qualcosa che ricorda la cellulite. Quindi era lo sfregamento delle cosce, non della neovagina.
L’ultimo argomento è stato il mio dubbio sul testosterone. Ho visto che stava già controllando se fosse stato richiesto anche quel valore. Mi ha accennato che probabilmente il problema è un altro: come mi aveva già detto la psicologa, forse non mi sento ancora abbastanza attraente e questo influenza anche l’interesse verso le altre persone. È come se non mi considerassi abbastanza carina da poter piacere. Dopo anni in cui ho cercato di essere invisibile agli altri, adesso devo lavorare su me stessa per fare l’opposto e rendermi visibile e appetibile.
Le ho raccontato anche del vibratore esterno e che tutto funziona regolarmente, anche se non sono ancora arrivata all’orgasmo. La fantasia, rispetto al passato, non è più sufficiente a farmici arrivare.
Sono arrivata alla fase in cui, dopo sei anni di terapia ormonale, basta una visita di controllo all’anno. Gli ormoni però vengono prescritti per sei mesi e, visto che l’ospedale sta standardizzando le procedure, mi ha preparato il nuovo piano terapeutico. D’ora in poi li ritirerò all’ospedale di Treviglio, molto più vicino a casa.
La stessa cosa vale per gli esami del sangue: non sarà più necessario farli ogni sei mesi. Essendo però donatrice AVIS, continuerò comunque a monitorare regolarmente tutti i valori.
Prima di salutarci le ho anche raccontato di cosa parla il mio romanzo e del fatto che sono una divulgatrice transgender e che utilizzo i miei libri anche come occasione per organizzare eventi e parlare del percorso delle persone trans.
Insomma, tutto bene.
Simplified Summary
Visita di controllo al Niguarda con esami del sangue ottimi e tutti i valori perfettamente nei parametri femminili. I tre chili in più sembrano essere soprattutto ritenzione idrica dovuta alla terapia ormonale e ho scoperto che il fastidio che attribuivo alla neovagina era invece causato dallo sfregamento delle cosce. Da oggi mi basterà una visita all’anno e ritirerò gli ormoni all’ospedale di Treviglio. Abbiamo parlato anche di sessualità, autostima e del mio lavoro di divulgazione attraverso i romanzi. In definitiva, una visita molto positiva.
Weekend solitario
Intervista a Lodi Pride
Festa d’estate in piscina, un anno dopo (pomeriggio)
Festa d’estate in piscina, un anno dopo
Il punto del percorso
Un’emozione che non c’è stata 