È stata la risposta a una domanda che mi hanno fatto undici anni fa, quando avevo appena compiuto cinquant’anni, durante una festa aziendale con i colleghi.
La maggior parte dei miei coetanei stava già pensando a come arrivare alla pensione a sessant’anni. Io, invece, guardavo più in là, cercando di immaginare il futuro. Non avrei mai potuto prevedere la trasformazione della mia vita, né che sarei riuscita a diventare finalmente la donna che sentivo di essere.
Il mio percorso di transizione, nelle sue parti principali, può dirsi compiuto. Almeno non sento più la necessità di ulteriori interventi chirurgici al viso o ad altre parti del corpo. Neppure di fare la mastoplastica additiva per il seno: continua a crescere leggermente e ho paura di ritrovarmi con delle poppe enormi. Sono in lista d’attesa da diciotto mesi all’ospedale di Trento e nessuno si è ancora fatto vivo. Ho però sentito voci secondo cui avrebbero fermato tutte le operazioni sulle persone trans.
Mi rimane soltanto da eliminare ancora un po’ di barba, circa settanta peli neri e parecchi bianchi, cosa che farò il prossimo inverno.
Quindi la domanda che mi sto ponendo è: e adesso?
Con la fase di scoperta della mia nuova vagina sta lentamente tornando la libido, che era stata bloccata da cinque anni di pillole. Spero quindi di tornare presto a provare attrazione per le persone. Al momento non ho particolari preferenze o rifiuti legati al genere.
Sto utilizzando un vibratore esterno come una sorta di svezzamento e per imparare a conoscere le mie zone erogene. Nei mesi scorsi era cresciuta la voglia di masturbarmi, ma quando ci provavo non riuscivo a mantenere l’eccitazione.
Rivedendo il mio percorso recente, ho fatto davvero tante cose per diventare quella che sono oggi e la maggior parte mi ha piacevolmente stupita. Non avrei mai immaginato di raggiungere certi risultati. Si avvicina la ricorrenza dell’8 agosto, la data in cui ho avuto il coraggio di uscire di casa in abiti femminili, nonostante le enormi paure legate al giudizio degli altri.

Credo che le presentazioni del romanzo si siano concluse fino a settembre. Ho notato che è sempre più difficile portare persone a questi eventi. Non riesco a capire quale sia la serata più adatta e, anche quando partecipo alle presentazioni di altri autori, vedo arrivare solo una piccola parte delle persone invitate. A me interessa soprattutto raggiungere chi non mi conosce ancora, per questo mi sto dedicando un po’ di più ai social, al completamento del seguito e a pensare a nuovi progetti.
Mi sto interrogando anche sul mio lavoro nel breve termine. L’intelligenza artificiale non sta galoppando: sta arrivando come un treno in corsa e ogni pochi mesi cambia tutto. Per fortuna la mia esperienza tecnica, organizzativa e di scrittura mi sta aiutando a imparare in fretta e a gestire le novità. Tra sei anni andrò in pensione e, vista in questi termini, sembra un tempo lontanissimo.
La maggior parte del mondo del lavoro in Italia è ancora molto indietro. Il mio curriculum fa davvero paura per la quantità di cose che contiene. Ho capito che sono donna, vecchia e troppo qualificata.
Quando ho iniziato il percorso di transizione immaginavo che sarebbe successo, ma poi ci sono comunque andata a sbattere contro.
Sono abbastanza ottimista, però ho ancora le idee confuse sui passi e sulla direzione che voglio dare alla mia vita, adesso che la transizione può considerarsi conclusa. Continuerò comunque a dichiararmi una donna trans e a fare divulgazione, che è una delle cose che mi piacciono di più: raccontare, raccontarmi e conoscere persone attraverso le loro storie.
Simplified Summary
Undici anni fa mi chiesero come immaginassi il mio futuro e non avrei mai pensato di riuscire a diventare la donna che sentivo di essere. Oggi considero il mio percorso di transizione quasi concluso e mi trovo davanti a una nuova domanda: cosa fare adesso? Tra la riscoperta della sessualità, il seguito del romanzo, la divulgazione e i cambiamenti portati dall’intelligenza artificiale, sento di avere ancora molte strade aperte. Il mondo del lavoro continua a farmi sentire troppo qualificata e fuori dagli schemi, ma non ho perso l’ottimismo. Forse le idee sono ancora confuse, ma la voglia di raccontare, condividere esperienze e costruire nuovi progetti è rimasta intatta.
Il giorno dopo la grande esperienza
Ultima mattina al monastero Sanbo-ji
Danzare un mantra
Laboratorio sugli oli essenziali e meditazione olfattiva
Secondo giorno, mattino, al monastero buddista
Arrivo al monastero buddista Sanbo-ji 